Open Mind

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e dai che ci vuole solo un minutino per leggerla

openmind | 15 Febbraio, 2008 23:01

Siete tutte/i invitate/i a sostenere la campagna lanciata da Maistat@zitt@
per scardinare il sistema che  si è cristallizzato intorno all'obiezione di
coscienza e che le donne  stanno pagando caro - troppo caro! - sulle proprie
vite.
E' urgente passare ai fatti, mettere insieme le nostre  forze e  passare al
contrattacco: obiettiamo gli obiettori!
 
per contattarci: maistatezitte@gmail.com  
sito web: http://www.vieneprimalagallina.org  

Segue il testo della nostra proposta, che vi invitiamo a far circolare  alle
vostre liste



OBIETTIAMO GLI OBIETTORI

Di fronte  agli attacchi sempre più pesanti all'autodeterminazione delle donne  non si può più rispondere semplicemente invocando la difesa della 194.      

Le scellerate dichiarazioni degli antiabortisti in queste ultime settimane  rendono ancor più evidente il potere sulla sfera della riproduzione (e, più in generale, su quella della salute) che la classe medica può  esercitare, coadiuvata anche dall'articolo 9 della legge 194 che prevede  per il personale sanitario la possibilità dell'obiezione di coscienza, possibilità contemplata unicamente rispetto all'interruzione di  gravidanza: in nessun altro ambito medico né in altra professione vale  questa opzione. 

Per riaffermare con efficacia il nostro diritto di  autodeterminazione dovremmo, quindi, ripartire proprio dal nodo dell'obiezione di coscienza, da questa "opzione", riconosciuta per legge,  secondo cui alle scelte e ai problemi di sofferenza delle donne (perché  abortire è una scelta sofferta) il personale medico-sanitario può  anteporre i suoi "problemi di coscienza", la sua visione della vita in poche parole, in nome della propria "coscienza" può opprimere il  soggetto a cui deve assistenza. 

Gli effetti di ciò sono sotto gli occhi di  tutte: oggi abortire è diventato quasi impossibile e le donne stanno  ritornando a pratiche clandestine per l'interruzione di gravidanza;  l'arroganza degli obiettori è immensa, e nei reparti il personale che non  vuole adeguarsi ai diktat dei primari obiettori ha vita dura; perfino  l'accesso alle scuole di specializzazione in ostetricia e ginecologia è  sempre più vincolato all'"atto di fede" dell'obiezione di coscienza. Chi  si adegua ha una strada privilegiata per far carriera; chi invece non  obietta è costretta/o a impiegare la maggior parte del proprio tempo a  praticare aborti per sopperire alla scarsità di personale non obiettore.  Per non parlare, poi, della cospicua fetta di finanziamenti pubblici destinata agli ospedali cattolici in cui non è riconosciuta la possibilità  dell'interruzione di gravidanza. 

Se una cattiva legge permette,  attraverso l'obiezione, di calpestare i diritti individuali, anche le/i  cittadine/i hanno diritto di sapere chi sono coloro che le/i curano e di  scegliere da chi farsi curare: che fiducia si può avere in quel/la  ginecologo/a che costringe a inutili sofferenze in nome delle proprie  convinzioni morali, pensando di aver dei diritti sul corpo dell'altra?  

Crediamo sia arrivato il momento non solo di rivendicare dei diritti  ma anche di praticarli. 

"Obiettiamo gli obiettori" significa che  esercitiamo il diritto di scegliere da chi farci curare, pretendendo un rapporto di fiducia, trasparenza e assunzione di responsabilità con la  persona a cui affidiamo la nostra salute. Significa, quindi,  pretendere dalle Asl, dai Consultori e dagli Ospedali l'elenco del personale medico-sanitario che pratica l'obiezione di coscienza.    

Alle donne che intendono difendere e affermare il diritto  all'autodeterminazione proponiamo di: 

1. costituirci come soggetti  politici che esigono la pubblicizzazione e l'affissione pubblica negli  ospedali e nei consultori delle liste del personale sanitario che fa  obiezione;
2. cominciare a raccogliere città per città, ospedale per  ospedale, consultorio per consultorio tutte le informazioni che già si  hanno, facendo una prima lista dei nominativi che si posseggono;
3. promuovere il boicottaggio in toto di tutti i reparti e di tutte le  prestazioni (analisi del sangue, visite, ecc) degli ospedali in cui ci sono più obiettori;
4. creare un sito dedicato a questo dove raccogliere  informazioni.

Sappiamo bene che in nome di "sacri principi" vengono  compiuti i più grandi crimini della storia, la violazione dei più elementari diritti umani. Hannah Arendt ci ha insegnato che "Il male  appare banale e proprio per questo ancora più terribile: perché i suoi più o meno consapevoli servitori, altro non sono che dei piccoli, grigi  burocrati, simili in tutto e per tutto al nostro vicino di casa".  

Difendere la nostra autodeterminazione dai "burocrati del male" significa diventare protagoniste nell'esercizio e la difesa dei nostri diritti.  Smantellare il sistema che si è creato intorno all'obiezione di coscienza, significa smantellare un sistema che alimenta e legittima gran parte degli attacchi contro l'autodeterminazione dei nostri corpi e delle  nostre vite.

Sta a noi donne determinare un grande risveglio prendendo  coscienza della vastità dell'abuso subito e impedire che si ripeta,  rimpadronendoci di un sapere e di pratiche che ci mettano in grado di  opporci agli abusi e di chiederne conto.


Collettivo femminista  Maistat@zitt@, Milano

maistatezitte@gmail.com
<mailto:maistatezitte%40gmail.com>   
http://www.vieneprimalagallina.org <http://www.vieneprimalagallina.org/>  

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