Comunità cristiane di base
openmind | 11 Gennaio, 2008 17:08
«Non si difende la vita imponendo la cultura patriarcale e attaccando la legge 194»
La vita è un valore troppo grande per
essere ancora rinchiusa nella gabbia della cultura patriarcale che
continua a imporre il proprio autoritario paternalismo amministrando e
strumentalizzando le paure che l'uomo e la donna hanno di fronte alle
pulsioni della vita e alla finitezza della esistenza.
Riteniamo
distruttivo e opposto alla cultura della vita colpevolizzare le donne
che vivono il dramma dell'aborto, definirle «assassine», accostare
l'aborto stesso alla pena di morte, accusare la legge 194 di
«genocidio» dei feti.
Non è deprimendo la soggettività femminile e
il senso di responsabilità della donna che si difende la vita. Quando
il potere ecclesiastico avrà compiuto una riparazione storica facendo
finalmente spazio alla maternità che non è solo dare vita in senso
biologico ma è cultura, è visione femminile di Dio, della Bibbia, di
Cristo, della fede e dell'etica, allora potrà intervenire credibilmente
sull'etica della vita. Ma in quel momento si sarà dissolto come
«potere».
Sarà un bel giorno. Merita lavorare perché si avvicini.
Le Comunità cristiane di base italiane