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comunicato Facciamo Breccia sulla manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne

openmind | 18 Novembre, 2007 17:17

 

 

 

COMUNICATO DI ADESIONE
Le compagne di FACCIAMO BRECCIA
16 novembre 2007

Un solo paese extracomunitario rappresenta, nella sua totalità, un pericoloso nemico per tutte le donne: il Vaticano.

Con le sue battaglie patriarcali contro l'autodeterminazione e i diritti delle donne e delle lesbiche in tutto il mondo; con le sue incontenibili ingerenze nei confronti del governo italiano, sempre prono ai diktat papali; con il suo continuo ribadire l'indissolubilità e centralità della famiglia, luogo primario della violenza contro donne e contro bambine/i; con le sue posizioni sempre più integraliste (e filo-fasciste), il Vaticano sta cercando di affossare il percorso di liberazione intrapreso dalle donne e dalle lesbiche in tutti i continenti, allo stesso tempo ridimensiona o nasconde la realtà degli stupri di donne e bambini/e da parte dei preti.

Il governo Prodi, incapace di qualunque scelta dignitosa di sinistra, si fa esecutore delle imposizioni papali in tema di diritti di tutte/i e nella difesa dei privilegi vaticani. Allo stesso tempo usa i corpi delle donne violati e massacrati dalla violenza maschile per legittimare una repressione di stato che è l'esatta riproposizione di quella violenza: ridurci tutte al ruolo di vittime bisognose di protezione, giustificare derive securitarie e fasciste, legittimare la logica razzista delle deportazioni di massa di donne e uomini migranti.

Non ci lasciamo abbindolare dall'ipocrisia criminale di chi parla di sicurezza delle donne, mentre combatte guerre nelle quali le donne sono le prime vittime: stuprate, ammazzate dai bombardamenti umanitari, massacrate dagli occupanti e dagli occupati.

Aderiamo al corteo del 24 novembre "Contro la violenza maschile sulle donne" anche per testimoniare la nostra volontà di non essere complici della degenerazione sociale e politica in cui vorrebbero trascinarci.

Più autodeterminazione, meno Vaticano!

Le compagne del coordinamento Facciamo Breccia

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COMUNICATO DI ADESIONE
I compagni di FACCIAMO BRECCIA
16 novembre 2007

In questo particolare momento in cui da ogni città parte una richiesta di sicurezza contro stranieri, rom, migranti, accattoni, precari, senza casa, prostitute/i, gay, lesbiche, trans, assistiamo ad una istituzionalizzazione di pratiche razziste e xenofobe da una parte e dall'altra ad un incremento di violenze ai danni delle donne da parte di maschi amici, della stessa famiglia e nazionalità...
La manifestazione delle donne per le donne di sabato 24 tocca concretamente l'ambiguità e la pericolosità di tutte queste politiche securitarie che hanno come denominatore comune l¹eliminazione di ciò che si vede concretamente come diverso.
La cultura che colpisce ciò che è palesemente estraneo alla "famiglia" è una cultura omertosa, una cultura che ha bisogno dell¹apparenza per mascherare l'evidenza.
Da millenni a pagare di questa omertosa cultura del "non visto e del non detto" sono state le donne, vittime di uomini perennemente in guerra contro chiunque mettesse in discussione il loro potere e capaci per questo di pestare, violentare ed uccidere.
L'omertà di maschi tra maschi che si tramandano la loro identità fondata sul disconoscimento per diritto naturale di ogni diversità, di padre in figlio, di caserma in parrocchia, di famiglia in fabbrica, di paese in città, di vaticano in parlamento, rappresenta ancora oggi la monocultura familista, religiosa e di genere imperante.
Di fronte a ciò una manifestazione fatta da donne contro le violenze subite quotidianamente da parte di uomini di ogni nazionalità, sconosciuti ma anche e soprattutto mariti, amici, parroci, maschi ben intruppati nella cultura omertosa maschilista, ci sembra il minimo, anzi indispensabile.
Una manifestazione di donne, fatta da donne è una boccata di ossigeno e di vigore, una scelta precisa ed attuale per far fronte alla cultura e alla politica di oggi fatta di vuoti di Memoria e di svendita delle conquiste sociali fatte dai movimenti, in primis quello delle donne.
Usare la morte di una donna, brutalmente seviziata e massacrata per condannare un popolo, quello rom, è un¹operazione razzista meschina e pericolosa che tra l¹altro lascia impuniti tutti i maschi italiani, protetti dall' "omertoso patto" in famiglia, tra le nostre mura sulle e contro le "nostre donne" si può. Anzi noi possiamo. E' per questo che qualche giorno fa, per vendicare lo stupro fatto dallo straniero, un gruppo di maschi ha massacrato una donna rom.
Condividiamo la piattaforma della manifestazione ed i suoi contenuti che sono i nostri per analisi e percorsi; siamo consapevoli che per dare forza alla manifestazione che in questo momento deve essere di forte denuncia, senza mediazione alcuna contro le violenze degli uomini amici, compagni, mariti, fratelli, parroci, la piazza deve essere delle donne.

I compagni del coordinamento Facciamo Breccia

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