Pegah scrive dal carcere
openmind | 08 Settembre, 2007 17:12
"Cari amici, care amiche, come sapete, sto vivendo giorni molto
difficili, senza sicurezze per il mio futuro e con tanto dolore
nell'anima. Non posso nascondere che ho ancora paura e che il distacco
dai miei amati figli mi dà un dolore che a volte sembra insopportabile.
Non immaginate neanche quanto mi sia di conforto sapere che ci siete
voi. Non mi conoscete neanche eppure vi impegnate per me, vi esponete
per me, lottate per me, mi scrivete e mi mandate fiori meravigliosi.
Non mi aspettavo nulla di simile, ormai. Persino molti degli iraniani
con cui ero in contatto qui nel Regno Unito, mi hanno abbandonata,
quando hanno saputo il motivo per cui ho presentato domanda di asilo.
Non li sento più, non hanno più intenzione di frequentarmi. Non
immaginavo che esistessero gruppi ed esseri umani come voi. Spero che
il futuro mi conceda di conoscere una per una le persone che mi hanno
dimostrato tanta amicizia. Sono rasserenata, sono felice di tutta
questa protezione, di tutto questo amore che mi infonde energia e
volontà di continuare a vivere. Cari amici miei, mantengo freschi i
fiori che mi avete inviato. Ne sono così orgogliosa! Qui al centro di
Yarl's Wood hanno suscitato un po' di gelosia da parte delle altre
donne. Leggo e rileggo le lettere e le cartoline che mi avete spedito.
Ho tanto tempo per pensare a quello che mi sta succedendo e, nonostante
non mi senta ancora pronta per parlare in pubblico, una volta fuori di
qui voglio fare qualcosa per l'umanità. Grazie a tutti voi e a presto.
Pegah Emambakhsh".