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LETTERA APERTA DI MIRELLA IZZO AD EMANUELA

openmind | 24 Aprile, 2007 14:26

 

 


LETTERA APERTA DI MIRELLA IZZO
AD EMANUELA DI CESARE
cara Emanuela, ti hanno uccisa tre volte

Cara Emanuela,
non bastava l'uomo che ti ha fracassato il volto mentre gli preparavi il caffé per essere sufficientemente punita dalla vita a soli a 38 anni. Questa sfortuna, quella di essere vittima di un omicidio, ma di essere almeno rispettata nella memoria, non era cosa per te. E' un diritto per gli altri e le altre. Per i "gentili", come San Paolo chiamava i "non cristiani" in un periodo in cui esserlo era pericoloso come lo è oggi essere o essere state transgender. Come lo è far parte di una minoranza fastidiosa per lo "status quo", del moralismo corrente.
Sei stata uccisa la seconda volta dal tuo assassino che spero verrà presto catturato e consegnato alla giustizia.
Si, la seconda volta, perché la prima sei stata già uccisa nella tua dignità che ti ha costretta a vivere di prostituzione quando non ne potevi più. Quando ti sei iscritta a Crisalide con tanta voglia di "volontariato" ma con un problema gigante che ti impediva di farlo come volevi. Il problema del lavoro. Ci hai chiesto di aiutarti ad uscire dalla prostituzione. Forse se fossi stata a Milano chissà.. Ma vivevi in provincia.. e non ce l'abbiamo fatta ad aiutarti. E, diciamolo, il dovere di favorire le "pari opportunità" per le minoranze discriminate è dello Stato, del governo, come stabilito dalla Corte di Giustizia Europea per noi transgender o ex tali. Ciononostante, col senno del poi, mi viene da pensare se non abbiamo fatto abbastanza, se non avremmo dovuto fare di più, se, da oggi in poi, non dovremo temere, ogni volta che una ragazza come te ci chiederà di uscire dalla prostituzione, che il non riuscirci potrebbe avere come conseguenza un prezzo impossibile da accettare: la morte.
Potrebbe bastare, mi sembra, essere stata uccisa due volte. E invece non basta. Ci voleva una terza volta, ed è accaduto non appena hanno scoperto il tuo corpo esanime. Per la pur fatiscente legge 164/82 che tratta il cosiddetto "cambio di sesso" tu sei diventata donna a tutti gli effetti per lo Stato Italiano dal giorno in cui il tribunale ha emesso la sentenza di cui all'articolo 5 del dispositivo di legge. Successive norme di applicazione, relative al diritto alla privacy, hanno determinato che i dati della tua transizione, il tuo precedente sesso, il tuo precedente nome, debbano scomparire da tutti i documenti con le eccezioni del Casellario Giudiziario e del Certificato Integrale di Nascita, due documenti richiedibili solo dalla persona stessa e dalle autorità giudiziarie e civili. Nessun altro deve sapere: neppure i giornali. Si chiama "privacy". Quella privacy che per noi transgender non è mai entrata in vigore. Mai per chi non sente o non può operarsi ai genitali ed è costretto/a a vivere per sempre con documenti difformi dal proprio aspetto, dal proprio ruolo di genere assunto in società, dalla propria verità interiore. Troppo spesso anche per chi, come te, almeno in teoria, dovrebbe essere protetta dalla legge.

Per lo Stato Italiano, quindi per tutti, nessuno escluso, tu sei una donna. Puoi dichiarare che sei un ex uomo o non farlo. Tu hai scelto di farlo perché - costretta al mercato della prostituzione - il dirlo, è un modo per pubblicizzare il proprio lavoro presso clienti in cerca dello "strano", della "cosa esotica". Si, cosa, una cosa. Lo hai anche scritto: "ex uomo". L'italiano è chiaro... "ex" ovvero "fu", si parla di passato. Perché ora sei donna e tutti i cittadini italiani avevano ed hanno il dovere di trattarti come tale.
Ma, te lo saresti immaginata.. sapevi come funziona questo mondo infame che morirà di ipocrisia ancor prima che di inquinamento ambientale.. Dovevano ucciderti una terza volta.
"Trans ucciso in casa" titola il quotidiano più letto d'Italia, il Corriere della Sera. "Trans"? Sei donna ora, anche se morta, sei donna... Come può una donna essere stata ucciso? Potrebbe bastare a infangarti quando non hai più diritto di replica? Ma figuriamoci!. Bisogna anche leggerli gli articoli dei giornali. E il "Corriere" cosa scrive?
Un transessuale di 37 anni è stato ucciso la scorsa notte a Pescara, nella sua abitazione, presumibilmente con dei colpi alla testa. La vittima è Emanuela Di Cesare, Marco prima del cambio di nome.
Ancora "un transessuale"? Non bastava nei titoloni? No, non bastava. Il "Corrierone" ci informa anche di un dato sensibile di cui neppure dovrebbe essere a conoscenza. Ci informa che ti chiamavi "Marco prima del cambio di nome". Marco? Cambio di nome? Ma in che paese viviamo? I giornalisti sono svincolati dalle leggi italiane? Per i "gentili" si usano ormai le iniziali, perché il "garante" si incazza per costoro. Per noi non dice mai una sola parola, sebbene più volte interrogato. Emanuela... glielo dico io per te: tu non hai cambiato nome, hai cambiato "sesso", per l'esattezza hai cambiato "identificativo di Genere". Il cambio di nome è una semplice conseguenza.
Per dare un senso alla tua vita e per "perdonarmi" di non avere fatto abbastanza per tirarti fuori dalla prostituzione, ti faccio una promessa: se vi sono state violazioni di legge, qualcuno pagherà. Per te, per le prossime sicure vittime di questa multiforme transfobia imperante. Signor Garante della Privacy, signor Garante delle Comunicazioni, interverrete per Daniela come avete fatto per mr. Elkann e per il portavoce del Primo Ministro, il dottor Sìrcana?
Mi viene da ridere e piangere a pensare alla bilancia della Giustizia, alla "legge è uguale per tutti".
Ma quando mai...
Per noi, saresti stata Emanuela anche solo sentendoti tale, senza bisogno di sentenze e tributi organici da offire ai giudici. Per lo Stato Italiano dovresti essere Emanuela comunque, anche se hai dichiarato o scritto di essere "ex uomo". Ex uomo ok, ma non "Marco". Emanuela, ex uomo... E' una verità incontestabile. Marco è un abuso, una abnorme quanto inutile violazione della privacy. Ma a chi interesserà sapere che ti era stato dato il nome di Marco? Cosa hanno guadagnato gli articoli che ti riguardano con questa notizia? Niente di niente. Solo quell'irresistibile bisogno di dare il massimo risalto alla "tua differenza"... Anzi.. che differenza e differenza; alla tua diversità infame . Diversa sempre e comunque, a dispetto di leggi e della tua morte così brutale. L'importante è nutrire contro di noi il senso del "perverso", dello "strano", stimolare la malizia e mettere in secondo piano l'unica vera notizia: hanno ammazzato Daniela, una donna, una socia di Crisalide (magari non sarà una grande notizia, ma certo più del nome a cui hanno avuto accesso arbitrariamente e pubblicato illegalmente), per me un'amica di "lista" con cui si parlava insieme di un futuro migliore per noi tutte. Al tuo futuro hanno scritto la parola fine e l'hanno trascritta nel peggior modo che potessimo immaginarci.
Ti ricorderemo sempre, Daniela, come ricorderemmo un "premio Nobel" perché tutto quel che prima o poi scriveranno o sussurreranno di te, non è stata una tua scelta. Alla prostituzione sei stata costretta. Questo di te lo sappiamo. Questo ce lo hai detto a chiare lettere. Chissà, magari se i "gentili" ti avessero concesso le stesse opportunità concesse a loro, forse davvero potresti essere in corsa per un Nobel. Sfido chiunque a provare che non sarebbe stato possibile.
Ma se ti abbiamo persa, sappi che ci lasci in eredità il dovere di tutelarti per la donna che eri, per l'essere umano a cui è stata tranciata di netto la speranza di un futuro migliore per te e anche per noi, noi di Crisalide che avremmo avuto tanto bisogno anche del tuo volontariato non appena ti fossi liberata dalla prigione cui ti hanno costretta.
Ti ho conosciuta e ti ho letta: la tua anima è pura e ovunque sia ora, certamente mi aiuterà a guidare le mie parole, le mie azioni, fino a che avrò fiato.
Oggi, 23 aprile è il mio compleanno. Ho compiuto 48 anni. Posso dirlo con certezza: il peggiore della mia vita. Ma, nella tragedia, tu mi hai lasciato un dono di responsabilità: far tutto il possibile affinché tu non venga gettata nella spazzatura, anche se avrei preferito leggerti in una mail di auguri reciproci per una vita serena.
Tua Mirella
Genova 23 aprile 2007

Mirella Izzo è presidente onoraria di Crisalide AzioneTrans onlus

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