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openmind | 09 Febbraio, 2007 12:18

NIENTE PACS, IL GOVERNO VARA I 'Di.Co.'
ROMA, 8 feb - Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al provvedimento sulle coppie di fatto. Lo dice lasciando Palazzo Chigi il ministro per l'attuazione del programma Giulio Santagata. Unici assenti il Guardasigilli Clemente Mastella e il ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio
MASTELLA: NO A DDL, RESTA SOSTEGNO GOVERNO - ''La mia posizione sulle unioni di fatto e' molto chiara ed e' stata sempre la stessa. Per noi la famiglia, come prevede la Costituzione, e' solo quella fondata sul matrimonio. Ogni altra forma che in qualche modo possa surrettiziamente richiamarsi ad essa mi trova decisamente contrario con molta lealta' e serenita'. La mia posizione, infatti, non e' mai mutata, prima, durante e dopo la definizione del programma dell'Unione''. Cosi' il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, motiva la sua mancata partecipazione al Consiglio dei ministr
IL DDL - Nessuna cerimonia, formalità ridotte all'osso, solo una dichiarazione all'anagrafe da fare insieme o da comunicare tassativamente al partner assente con lettera raccomandata: basterà per avere diritto all'eredità e agli alimenti, a subentrare nell'affitto di casa e a prendere decisioni in tema di salute e donazione di organi. Queste le novità principali contenute nel disegno di legge del governo sulle coppie di fatto, "Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi", che il Consiglio dei ministri ha approvato (il testo definitivo ci sarà solo domani, dopo le ultime limature dei tecnici). Niente Pacs, insomma, arrivano i 'Di.Co'.
CONVIVENTI. La definizione scelta dal governo per individuare i conviventi è semplice: "Due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale", si legge all'articolo 1 del testo. Queste due persone non devono essere legate però da "vincoli di matrimonio, parentela o affinità in linea retta, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno". Perché venga riconosciuta la convivenza basta che entrambi i partner la dichiarino all'anagrafe. O da soli o insieme, ma in due diversi atti "contestuali". Se un convivente va da solo a fare la registrazione dovrà però informare il partner assente con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Una norma che é già stata battezzata 'anti-badante', perché evita che un ignaro vecchietto diventi a sua insaputa il 'compagno' della propria governante.
NESSUNA CONDANNA - Due sole esclusioni impediscono il riconoscimento della convivenza: non si deve essere stati condannati per aver ucciso o per aver tentato di uccidere il coniuge o il partner della propria attuale 'meta''. E non ci deve essere alcun legame contrattuale o lavorativo che obblighi a vivere insieme.
CARCERE PER CHI 'BARA' - Chi dichiara il falso è punito con la reclusione da uno a tre anni di carcere e con la multa da 3.000 a 10.000 euro. In più la falsa dichiarazione di convivenza comporta la nullità di tutti gli atti.
UNITI ANCHE NELLA MALATTIA - Toccherà alle strutture ospedaliere stabilire le regole per le visite del convivente al partner malato. Un 'compagno', previa designazione scritta e autografata, potrà anche decidere in materia di salute nel caso in cui la propria 'meta'' sia incapace di intendere e di volere. In caso di morte potrà stabilire come celebrare il funerale e se donare o meno gli organi. Nel caso in cui sia impossibile scrivere l'autorizzazione basterà una comunicazione a voce ma in presenza di tre testimoni. ù
CASA E AFFITTO - I conviventi entreranno nelle graduatorie per l'assegnazione di case popolari. E, in caso di morte, si potrà subentrare nell'affitto, se però si è vissuto insieme per almeno 3 anni o vi siano figli in comune. Ma questa norma potrà essere applicata anche nei casi di 'separazione'.
LAVORO, PARTECIPAZIONE AGLI UTILI E PENSIONE - Anche i conviventi potranno chiedere il trasferimento nel comune di residenza del proprio partner ma perché questo possa avvenire devono esserci alle spalle almeno tre anni di vita in comune. Le modalità comunque sono rinviate alla legge e ai contratti collettivi in materia. Se i due partner lavorano nella stessa impresa e la titolarità di questa è di uno dei due, l'altro potrà chiedere il riconoscimento della partecipazione agli utili "in proporzione dell'apporto fornito". Sulle pensioni, uno dei nodi del provvedimento, si è preferito invece soprassedere rinviando tutto alla riforma della previdenza. Scompare il limite dei 6 anni di convivenza inseriti in una prima bozza del disegno di legge.
EREDITA' - Anche il convivente ha diritto all'eredità. In questo caso l'aliquota sarà del 5% se il valore netto complessivo dei beni supera i 100.000 euro. Si avrà diritto alla 'legittima' solo se si sarà vissuto insieme almeno 9 anni. Si potrà avere un terzo dell'eredità in presenza di un solo figlio; la quota scende a un quarto se la prole è più numerosa. Se si concorre all'eredità insieme a fratelli e sorelle, al convivente spetterà la metà dei beni. Nel caso in cui non ci siano né figli né cognati la quota salirà a 2/3 e si diventerà eredi universali in assenza di parenti entro il terzo grado.
ALIMENTI - Come i coniugi, anche ai conviventi 'bisognosi', si dovranno versare gli alimenti. Ma a due condizioni: che la convivenza sia stata di almeno 3 anni e che questa assistenza non duri più di quanto si sia vissuto insieme.
EFFETTI RETROATTIVI - La legge avrà effetti retroattivi. I conviventi avranno nove mesi per mettersi in regola.
DE SIMONE (RC) | 09/02/2007, 12:28
COPPIE DI FATTO: DE SIMONE (RC), TESTO MODESTO E INSUFFICIENTE =
CI BATTEREMO PER MIGLIORARLO IN PARLAMENTO
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - "Un testo assai modesto rispetto al
quadro europeo, e nel complesso insoddisfacente, insufficiente e
inadeguato rispetto alle reali esigenze e aspettative delle persone
che convivono, omosessuali e eterosessuali''. Cosi' Titti De Simone,
capogruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea in Commissione
Cultura alla Camera, comnmenta il testo sulle unioni civili presentato
oggi al Consiglio dei Ministri - Quel che e' certo e' che dovremo
batterci per migliorarlo in Parlamento. Capisco lo sforzo che e' stato
fatto per determinare un avanzamento, ma restiamo ancora molto
indietro rispetto al passo europeo dei diritti civili''.
''Molti punti critici- spiega De Simone - li vediamo sulla
durata minima della convivenza, troppo e ingiustificatamente lunga,
per potere usufruire dei diritti previsti, e sul fatto, grave, che si
rimandi il tema della reversibilita' della pensione ad una futura
riforma. Si aggiungono i bizantinismi escogitati per la dichiarazione
anagrafica, non piu' congiunta, ma contestuale di entrambi i
conviventi. Mi pare addirittura restrittiva rispetto al provvedimento
adottato dal Comune di Padova e votato dalla stessa Margherita. Siamo
decisamente al di sotto dei problemi veri".
(Pol/Gs/Adnkronos)
08-FEB-07 19:06
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Vergogna!!!!
Sara OPEN | 09/02/2007, 22:54
Vergognaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!! E' la legge di Ruini , questa. Se fossimo veramente rivoluzionar* la rispediremo al mittente.Grazie al governo di centosinistra, per averci dato questa cagata offensiva, ridicola e ambigua. Sarà l'infermiera o il primario a decidere se posso assistere la donna che amo, in base a che cosa ? Ma si rendono di quanto sono ridicol* nell'ansia di non scontentare il vaticano? NO VAT!!!!!!!!!!!!