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openmind | 03 Febbraio, 2007 19:14
pippo baudo | 05/02/2007, 09:57
MORTE POLIZIOTTO: PIPPO BAUDO, DAL PAPA NEPPURE UNA PAROLAROMA - "La festa di Sant'Agata non andava fatta. Domani ci saranno i funerali del poliziotto morto ma ci sarà anche la processione della statua. Invece la Bara di Raciti doveva essere in chiesa sotto la statua. Il dovere della chiesa è essere vicini ai problemi sociali. Oggi il Papa non ha detto una parola nell'Angelus".
Così il presentatore televisivo Pippo Baudo intervenuto a 'Quelli che il calcio..' a proposito della tragedia del derby Catania-Palermo in cui è morto l'agente di polizia Filippo Raciti. "Il problema di Catania - ha aggiunto Baudo - è un problema culturale e di classe dirigente".
pippi*luisa*open | 05/02/2007, 09:55
grazie Sara ci sto provando *:)
per Mugen, in effetti sono strane quelle scritte, tutti sanno che tra le tifoserie di livorno e catania c'è sempre stato lo scontro anche per le diverse ideologie che hanno, io opterei per qualhe catanese emigrato.
Mugen | 04/02/2007, 23:32
da far girare:
per la cronaca informazioni del luogo assicurano che le scritte apparse a livorno non siano riconducibili a settori della tifoseria livornese o di movimento ( il riconoscibilissimo carattere destrorso ne darebbe prova )........ la dinamica e' quella che faceva presente pochi post fa Sara, anche loro sono preoccupati per la criminalizzazione in atto da parte dei media che prendera' di mira formazioni calcistiche e non che non c'entrano nulla.....
Sara Open | 04/02/2007, 22:21
Piccolina, si può sempre partire, certo. E probabilmente non possiamo cambiare granchè di questa nostra terra, così bella e così amara... Ma una cosa possiamo e dobbiamo farla, sempre. Dire le cose che pensiamo e dirle ad alta voce, con lo sguardo alto e fermo. Dirle quando stiamo bene e quando stiamo bene, specialmente se stiamo male. Ti abbraccio fortemente:)
pippi*luisa*open | 04/02/2007, 14:14
io vorrei rispondere alle parole di Sara..
Il prepartita mi faceva già venire la pelle d'oca, gli indizi c'erano tutti.. le strade che si riempiono di scritte odiose, di croci rosanero costruite con dedizione, polizia in tutte le strade.. e pensare che quei violenti e mafiosi fascisti, vivono la città insieme a me.. e a quest'ora tornando a casa le strade sono vuote, come se tutto si fosse fermato in silenzio.
A volte penso che la mia città è bella, ma poi penso che fa schifo,non cambierà mai, non riuscirò e non riusciremo a cambiarla con le nostri azioni quotidiane.. a volte ho voglia di andare via da qui, perchè le cose non si possono cambiare.. possiamo sempre, andare via..
FikaSicula | 04/02/2007, 05:42
Boh,
Mugen io sapevo che a roma i laziali erano amici di storace e di er pecora. così come so che a palermo c'e' un gruppo di tifosi che fino a qualche anno fa (non sono aggiornata) occupava un'ala precisa dello stadio e si chiama con un nome preciso. questi si addestrano come militari e quando arrivano allo stadio fanno saluti romani e cori da fascisti. sono soldati. nei clan degli ultrà vengono reclutati ragazzetti che non sanno forse di politica ma che sono buoni per fare quel mestiere lì. c'e' una associazione precisa sulla quale si è fatta tanta informazione (leggi indymedia italia antifa) che è legata a forza nuova e che ha pensato bene di usare il calcio come sistema di reclutamento per rinfoltire le proprie file. le nuove destre sono antimperialiste (come dicono loro), contro la guerra in iraq, ce l'hanno con gli americani, con israele e perciò si schierano con la palestina da destra. tifano per i fondamentalismi e soffiano sul fuoco della ribellione per ogni storia populista di questa terra: lavoro, casa, etc etc. però li distingui perchè per loro dio, il duce e la patria sono ancora i loro punti di riferimento. sono sessisti, sono antiabortisti, etc etc.
sono loro che hanno ricominciato a stuprare le lesbiche, le donne e se la rivendicano politicamente. sono loro che vanno compiendo roghi e caccia agli immigrati (sono vicini a borghezio e compagnia). sono sempre loro che si infiltrano nelle nostre manifestazioni e spesso fanno casino. poi ci sarà pure quello che dici tu, la storia delle periferie, degli arrabbiati. ma chi li arma? chi li sollecita? chi li fa diventare parte di un branco?
le banlieus non le conosco. ne hanno parlato come un fenomeno sociale di ribellione in una situazione di disagio che è esploso. in mezzo si è scritto che ci fossero ragazzi e ragazze incazzat* per le condizioni in cui vivono. può essere la stessa cosa?
forse. lì però era morto un ragazzo e quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. lì non si sono infilati dentro gli stadi con una bomba. comunque è una cosa complessa. dare etichette certo serve solo a darsi una ragione per smettere di cercare risposte. su questo sono d'accordo.
Mugen | 04/02/2007, 01:27
Sicuramente e' inopportuno esultare al pareggio dei conti se non si conoscono le dinamiche locali.
Il mio commento non mirava a questo, mi ponevo invece la domanda di quanto si potesse giudicare fascista un anonimo puro sfogo di violenza.......
perche se e' cosi pure i roghi di parigi sono attegiamenti fascisti (anonimi e estremamente violenti).
Quello su cui riflettevo erano le dinamiche di "definizione"
"cataloghizzazione" e "normalizzazione" di certi fenomeni, ripeto vivendo dalla estrema periferia romana con questo tipo di attegiamenti ho avuto a che fare e i ragazzi non erano fascisti (sessisti si ma fasci no) erano solo incazzati.
FikaSicula | 04/02/2007, 00:36
Io sono d'accordo con Sara. il tuo ragionamento dimostra una lucidità e una capacità di ragionamento molto difficile da mantenere in un momento così. Brava. Un abbraccio a voi. Catania sarà un posto con un'aria parecchio pesante ora. Coraggio compagn*, la battaglia contro i fascismi è tutta fare. Non siete sol*.
Ciao
Sara Crescimone | 03/02/2007, 22:07
Non mi piace che la città dove vivo e lavoro sia teatro di violenze. Lavoro per un mondo diverso, e so che se ci sono ingiustizie ed emarginazione, queste diventano terreno fertile per alimentare odio. Carus*, non ignoriamo che tra gli ultrà lavorano i fascisti, noi stessi in occasione del CataniaPride 2006 abbiamo ricevuto minacce da parte degli ultrà del catania. Aggiungi a questo chi sfoga pura violenza e lo stadio garantisce anonimato e il risultato è quello di ieri.
Trovo inopportuno esultare come se si fosse pareggiato il conto per la morte di Carlo Giuliani, non si possono paragonare gli eventi di Genova con quelli di Catania, è politicamente una analisi scorretta.Non credo che chi ha ucciso volesse vendicare Carlo, se sosteniamo queste ipotesi favoriamo le reazioni di repressione che poi colpiscono
in modo strumentale chi lavora senza ambiguità cercando percorsi altri dallo scontro con il nemico. Ancora non penso che la gente giovane per via etnea sia fascista, ma la loro giusta rabbia di emarginat* viene raccolta da chi fascista lo è davvero. Credo che un mondo diverso abbisogni di pratiche politiche e relazionali diverse. Semplicemente. Vi abbraccio forte:).
sigh | 03/02/2007, 21:22
sic...
"Parole di cordoglio per il poliziotto deceduto arrivano anche dal principe Emanule Filiberto di Savoia: "Ho deciso di dedicare il mio viaggio a Catania alla famiglia di Filippo Raciti e a tutta la Polizia di Stato. Desidero essere vicino a loro in questo momento". Emanuele Filiberto arriverà domani a Catania, per esprimere la solidarietà di Casa Savoia alla famiglia di Raciti.
In una nota, la Casa reale esprime anche il suo cordoglio verso l'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, di cui Filippo Raciti era membro.."
mugen | 03/02/2007, 20:59
mi sono impicciato con l'upload del post....
non volevo
scusami :)
Mugen | 03/02/2007, 20:58
ora io non sono di catania e non so le dinamiche, ma da quello che dici sembra che tu condanni fortemente cio che e' accaduto.
Ora io sono della 37° periferia romana e certe dinamiche le conosco.....se si dice fascisti ai barbari che ogni domenica calano dalle montagne si va incontro a 2 problemi:
a)si circoscrivono questi soggetti in un campo semantico che impedisce una qualsiasi analisi della situazione fuori porta
b)si alimenta "l'odio" (nel senso del film) verso il ceto illuminato e progressista
e qui non basta richiamarsi a ipotetici amori e all'anima vera della citta', prima o poi la realtà viene a chiedere il conto
FikaSicula | 03/02/2007, 20:22
Il commento era riferito a Pippi ;)*
saluti anche a Sara!
FikaSicula | 03/02/2007, 19:50
Ti rispondevo al commento che hai fatto sul blog. ti ricopio qui:
ho sentito oggi di quello che è successo ieri a catania e mi dispiace davvero tanto. fanno tutti finta di non sapere che gli stadi sono luoghi di guerra tra fascisti e gente inerme, tra incazzati e repressione. quando analizzeranno il fenomeno contando le croci celtiche e tutti i saluti romani inneggianti al duce sarà tardi. nel frattempo continuano a dire minchiate immaginando che la "colpa" sia di un poco di ragazzetti disadattati. E non capiscono che i finti equilibri politici che immaginano di poter mantenere fuori con la repressione e il mantenimento dell'ordine pubblico (mah!) in alcune situazione sono la facciata dietro la quale si nascondono guerre ideologiche e conflitti di potere che vanno avanti per secoli. ci sono fascisti che reclutano ragazzini per fare merdate in ogni stadio. è un fatto.
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ora non so esattamente quali fossero le dinamiche della faccenda però so che serviranno per reprimere anche luoghi che non c'entrano niente. o comunque si farà repressione immaginando che isolare i violenti possa servire a far fare pace alle diverse fazioni nel paese. ci sono responsabilità precise a partire da quelle di chi in tutti questi anni ha soffiato sul fuoco dei fascismi e di chi li ha sdoganati, fatti passare. risolveranno tutto con l'ennesima legge speciale. e chi braccheranno secondo te?
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CATANIA CONTRO CATANIA.
mario bonica | 05/02/2007, 18:38
Perché stupirsi di quanto accaduto? Questa è Catania. E’ la città che meglio esprime tutti i mali e tutto il degrado culturale e civile della società italiana. E’ la città ascesa ai primi posti nella classifica delle città più invivibili d’Italia, col maggior tasso di criminalità minorile, una delle città più violente, più lassiste, dove l’illegalità diffusa, l’assenza di regole e dei più elementari criteri di convivenza civile sono stati elevati a sistema. Questa è la Catania roccaforte del più squallido berlusconimo, amministrata da più di sei anni da un sindaco che “non vuole rotti i coglioni” da chi si permette di denunciare la realtà catanese sulla base di dati inequivocabili ed elogia in più occasioni la sottocultura pseudo-popolare dei quartieri degradati dove il malaffare “non vuole rotti i coglioni” dalla legge e da ogni forma sia pur minima di legalità. Questa è Catania, una città che si sveglia la mattina del 3 febbraio come se la tragedia della sera prima la riguardasse solo in parte, anche perché qualsiasi porcheria, si sa, non deve intaccare il quieto vivere di una massa che vede nell’assenza di regole l’unica possibilità di sopravvivere e, in qualche caso, di arricchirsi. Questa è Catania, la Catania ascesa alla serie A del calcio nazionale, proprio quando il calcio nazionale non è più uno sport ma una delle massime espressioni del teppismo affaristico nazionale. Un’ulteriore conferma di quella verità che il sindaco Scapagnini rigetta con le espressioni proprie della parte peggiore della città, la Catania “spacchiusa” e strafottente che lo identifica giustamente come l’incarnazione dei propri “ideali” di illegalità diffusa, quegli ideali che le amministrazioni di centro-destra hanno riportato in auge in tutti i settori della società catanese con una gestione assolutamente clientelare e affaristica della cosa pubblica. In fondo, anche gli ultras e i teppisti del derby Catania-Palermo non volevano rotti i coglioni da chicchessia, volevano essere lasciati liberi (casino delle libertà) di divertirsi nell’unico modo “spacchiusu” di fare sport.
Oggi il sindaco Scapagnini sul quotidiano locale chiede unità contro i delinquenti e dichiara ovviamente il lutto cittadino. Ma chi dovrebbe unirsi a chi, se la maggioranza assoluta di questa città ignora ormai cosa voglia dire cittadinanza attiva, se Catania non è nemmeno una città ma una sommatoria di individui impegnati unicamente a farsi i propri affari e tirare comunque a campare? La mattina del 3 febbraio bastava girare una mezzora per le strade del centro o alla pescheria o fra le bancarelle di Piazza Carlo Alberto per verificare l’assenza totale di anticorpi della Catania scapagniniana. Lutto cittadino? Proprio ora che c’è la festa, la grande festa religiosa della patrona, con quintali di carne “arrusti e mangia” in tutti gli angoli delle strade e le candelore e i devoti col sacco bianco (anche qualcuno di quelli che hanno fatto festa a modo loro all’ingresso dello stadio)... proprio ora doveva morire questo poveraccio? C’è poco da fare, le vittime sono dei veri guastafeste. I catanesi “spacchiusi” lo hanno sempre pensato: la rovina della città sono sempre loro, le vittime della mafia, i paladini della giustizia che “rompono i coglioni” e non lasciano andare le cose per il loro verso. Questa è Catania, non si smentisce. Una città che sa anche “indignarsi” nel vedere la sorella di una vittima della mafia scendere in politica invece di piangere sulla tomba del fratello (citazione fedele da bocche catanesi doc), mentre trova perfettamente normale che un politico sia in odore di mafia o corrotto. Una città sempre pronta a inchinarsi al più furbo e al più potente, ad ammirare chi sa rubare senza farsi incastrare dalla giustizia, ad isolare e deridere cinicamente chi crede in qualcosa e agisce in coerenza. No, questa Catania non è capace di provare lutto o vergogna per niente e i politici che l’hanno amministrata in questi anni dovrebbero vergognarsi loro per primi ed evitare dichiarazioni ipocrite (almeno la dignità del silenzio!), perché loro stessi sono espressione e complici del degrado etico e civile che ha portato la città di Catania nella serie A del disastro nazionale.