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Quando si guarda il bruscolino e non si vede la trave

openmind | 19 Gennaio, 2007 16:50

 

Si è “incantato il Papa”. Si riferisce alla continua reiterazione vaticana del concetto secondo cui i “Pacs” minaccerebbero la famiglia; reiterazione di un concetto espressa persino ieri, parlando di fronte al corpo consolare accreditato in Vaticano, ovvero di fronte al mondo intero, ovvero di fronte a paesi che hanno anche, nel proprio ordinamento, il matrimonio omosessuale. Neppure un riferimento esplicito all’equiparazione totale avvenuta in questi paesi e questo rende evidente, anche in questa circostanza, che Benedetto XVI considera l’Italia come un territorio su cui il Vaticano ha mire privilegiate per far rispettare le sue convinzioni etiche e morali (peraltro non è una novità). Spiacevole certamente, ma non stupefacente. Il Papa ormai lo sappiamo che si è “incantato”, ma preferiremmo dire, si è “impuntato” su questa piccola ma importante legge di una nazione piccola piccola rispetto al mondo intero, dimenticando per qualche minuto il suo mandato – sicuramente nella circostanza di ieri – di messaggero “omnia mundi”.

Eppure, se è vero che il Papa ha ripetuto per l’ennesima volta un concetto ispirato ad una proposta di legge tutta italiana di fronte al resto del mondo, è altrettanto vero che a questa “reiterazione” ha dedicato un tempo davvero minimo, durante il suo discorso. Il Papa ieri ha soprattutto parlato di un sistema economico da riformare radicalmente perché produce milioni di morti di fame nel mondo. Ha parlato contro il concetto liberale e liberista secondo cui “chi persegue il proprio benessere, persegue anche il benessere di chi gli sta intorno”, ha parlato a favore di una necessità assoluta di redistribuzione dei redditi a livello mondiale: insomma ha parlato contro le “pietre di volta” di un capitalismo senza correttivi. Inoltre ha parlato di salvaguardare l’ecologia del pianeta, altro nodo che si scontra nettamente contro “l’interesse privato” perché, affinché sia efficace potrebbe costare tantissimo e costringere il mondo intero a cambiare radicalmente abitudini.

Ebbene solo il Tg di “nicchia” RaiNews24” ha riassunto il discorso papale riferendo questi concetti di gran lunga prevalenti nell’intervento papale.

A questo punto chiediamo ai solerti politici che, anche loro “incantati”, ripetono costantemente “bisogna ascoltare le parole del Papa”, riferendosi esclusivamente ai Pacs, di indicarci quale sarebbe la loro via per un radicale cambiamento dell’economia mondiale chiesto dal Papa. Fra i sistemi economici conosciuti, dovrebbero abbracciare come minimo una “socialdemocrazia ecologista” ricca di wellfare e di interventi costosi per salvaguardare il pianeta. Invece silenzio assoluto.

Bisogna ascoltare il Papa per i Pacs. E per la legge Bossi Fini fu ascoltata la posizione della Chiesa? Per la legge “Maroni” che precarizza il lavoro rendendo difficile farsi una famiglia, fu ascoltato?

Un po’ di coerenza signori: o lo seguite sempre o lavorate da laici, per favore, qualsiasi siano le dichiarazioni vaticane.

Milioni di coppie aspettano diritti in Italia. Miliardi di persone hanno fame in mezzo mondo. Provate a seguire il Papa per le cose più importanti e più popolari e condivise da ogni persona con senso civico e morale (laico, ateo, cattolico o d’altra religione). Perché l’accoglienza degli extracomunitari, i diritti alle persone con handicap, la contrapposizione netta alla guerra, nuove regole di redistribuzione dei redditi sia per i poveri italiani, sia per chi muore di fame in tutto il mondo, sono questioni trasversali. Seguireste il Papa e avreste tanta popolarità, senza spaccare in due l’Italia.

Il Papa sopravviverà ai Pacs, così come convive con Divorzio e Aborto e Unioni Civili/Matrimoni gay perché il Vaticano sorge in una Europa laica, ma potrebbe non sopravvivere e con lui nessuno, se non ci svegliamo sull’ecologia del pianeta.

On. Binetti, Gasparri ecc., non incantatevi anche voi sui PACS, grazie. Il Papa si sarà pure incantato ma continua ad incantarsi sulla fame nel mondo e per la pace senza nessun portavoce cattolico del nostro panorama politico che traduca in politica i suoi appelli.

COMUNICATO STAMPA - Mirella Izzo - presidente onoraria Crisalide - AzioneTrans – onlus 

Commenti

Ma sti ziti....

Sara OPEN | 24/01/2007, 15:40

Visto che Razzi è felicemente fidanzato con l'attraente Georg, perchè non ci lascia in pacs? Ma forse l'aitante Georg non si concede , per questo è quotidianamente incazzato :))))

non solo pacs

guerrilla radio | 22/01/2007, 08:21

un prete celebra il matrimonio civile di una divorziata
Un matrimonio civile celebrato da un sacerdote che, con il suo gesto, vuole invitare la Chiesa a mettere da parte l’“accanimento giuridico” per “ritrovare il Vangelo”. Il fatto è accaduto a Padova, lo scorso 13 gennaio, quando don Albino Bizzotto (presidente e fondatore dei Beati i costruttori di pace, associazione cattolica da più di vent’anni impegnata sui temi della pace e del disarmo), nella sala Paladin di Palazzo Moroni (sede del municipio), ha celebrato il matrimonio civile di Emma e Luigino.

I due coniugi si sarebbero volentieri sposati in chiesa, con rito religioso, ma la disciplina ecclesiastica non lo permetteva perché Emma è divorziata. E così don Bizzotto, d’accordo con la coppia che conosce e segue da tempo, ha chiesto la delega del sindaco per poter celebrare lui il matrimonio civile, visto che non poteva benedire le nozze secondo il rito cattolico. E nelle poche parole dette durante il matrimonio, che è durato un quarto d’ora, don Bizzotto ha implicitamente invitato la Chiesa ha rivedere le sue posizioni: “Carissimi Emma e Luigino – ha detto agli sposi – sono contento di essere vostro testimone qualificato. Lo sarei stato volentieri in chiesa con una eucaristia. Ancora non è possibile secondo la legge della chiesa; visto che ciò mi è consentito dalla legge civile, lo faccio volentieri. Per affermare che le persone vengono prima di ogni legge; non sono le persone per la legge, ma la legge per le persone”. Di seguito una nostra intervista a don Albino Bizzotto.

D: Don Albino, come le è venuto in mente di celebrare un matrimonio civile?

R: La situazione è nata quasi per caso. Sono venuti all’eucaristia in comunità sabato 6 gennaio e ci hanno annunciato che il sabato successivo, il 13, si sarebbero sposati in Comune, dal momento che non potevano sposarsi in chiesa visto che lei era divorziata. Poi, chiacchierando durante la cena, lui mi ha spiegato che qualsiasi cittadino può fare da pubblico ufficiale, e quindi celebrare il matrimonio civile, se ha la delega del sindaco. Io non sapevo che ci fosse questa possibilità, credevo che fosse permesso solo ai membri dell’amministrazione. Allora mi hanno proposto di officiare il rito – anche perché siamo amici, ci conosciamo e li seguo da tanto tempo – e io ho accettato, visto che non mi era possibile celebrare l’eucaristia, come invece avrei desiderato e come spero di poter fare presto.

D: Durante la celebrazione del matrimonio lei ha detto, riferendosi alla legge ecclesiastica che vieta alle persone divorziate di risposarsi in Chiesa, che “le persone vengono prima di ogni legge” e che “non sono le persone per la legge ma la legge per le persone”…

R: Sì, perché il sacramento consiste nell’amore che si vogliono le persone: dovunque ci sono due persone che si amano, il Dio di Gesù Cristo fa corpo con questa realtà. E noi sacerdoti non siamo quelli che possiedono il sacramento ma coloro che annunciano il Vangelo all’interno del sacramento. La Chiesa, per mantenere salde e assolutizzare tutte le sue leggi, rischia poi di perdere le persone, a vari livelli. Io avverto forte la necessità che la Chiesa ritrovi il Vangelo, mentre invece sta cadendo in una sorta di ‘accanimento giuridico’ che riduce le persone a categorie inquadrate e squadrate secondo i termini di legge.

D: Nelle sue parole e nel suo gesto non c’è intento polemico, ma sicuramente si tratta di una provocazione positiva…

R:Certamente. E proprio per questo ho scelto prima di farlo e poi di dirlo.

D: Si augura che qualche cosa cambi nella Chiesa?

R:Spero vivamente che anche nella Chiesa si cominci a fare una riflessione sulla scelta di tenere salde le leggi senza interrogarsi e confrontarsi sulle persone. Il Vangelo non può essere utilizzato come una ‘mazza’ contro le persone, ma va annunciato come la grande novità per cui le persone sono provocate ad essergli fedeli.

from:

http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1464

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