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openmind | 15 Dicembre, 2006 10:29

Una mostra a Oslo dedicata all'omosessualità in natura dal 12 ottobre 2006
al 19 agosto 2007 a OSLO - Norvegia http://www.nhm.uio.no/againstnature/index.html
OSLO (Norvegia) - L'omosessualità non è contro natura per il semplice fatto che in natura l'omosessualità non è un'eccezione. E' questa la conclusione dei promotori della mostra «Contro natura» organizzata al Museo di storia naturale di Oslo, in Norvegia. Uccelli, api e moltissime altre specie animali hanno dimostrato di avere tendenze gay. E queste loro attitudini sono state catturate dagli obiettivi delle macchine fotografiche e trasformate in un percorso alla scoperta di un mondo che in natura forse non si pensava esistere.
Omosessualità accertata «Si possono avere opinioni su diverse questioni ma una cosa deve essere chiara: l'omosessualità fa parte del regno animale e quindi non può essere considerata contro natura» spiega Geir Soeli, responsabile della mostra. «L'omosessualità - dice ancora Soeli - è stata osservata in più di 1.500 specie animali ed è stata documentata per almeno 500 di esse». La mostra, che aperta nonostante la condanna da parte di alcuni gruppi cristiani, è la prima al mondo su questo soggetto. «Lo stimolo sessuale è molto forte in tutti gli animali - spiega ancora Soeli evidenziando come tra gli animali si manifestino anche casi di bisessualità -. E' una parte della vita, è divertente fare sesso».L'esposizione, costituita perlopiù da immagini, presenta vari esempi di omosessualità animale: due esemplari di cigni femmina che condividono il nido, due maschi di balena che si strofinano in stato di eccitazione, giraffe che si montano a vicenda e perfino scarafaggi impegnati nell'atto amoroso.
Molti animali sono gay: il fatto è abbastanza assodato nel mondo degli studiosi. Meno assodato è che anche autentiche icone della virilità, come i bisonti americani, siano stati sorpresi e immortalati in atteggiamenti e pose inequivocabili. I maschi sono più grossi delle femmine: possono raggiungere anche i 190 centimetri di altezza al garrese e pesano in media 750-900 chili. Lunghi studi nelle mandrie delle praterie nordamericane hanno portato a una conclusione: tra i maschi, i rapporti omosessuali sono più comuni di quelli eterosessuali. Lo studio dei comportamenti e dei costumi sessuali negli animali ha portato a conclusioni sorprendenti.
I maschi adulti dei trichechi, per esempio, sono bisex: durante la stagione degli amori si accoppiano come da copione con l'altro sesso; nel resto dell'anno si trastullano invece con esemplari più giovani. «L'omosessualità è stata ora osservata in più di 1500 specie animali e il fenomeno è stato ben descritto per 500 di esse» sostiene Peter Bockman coordinatore della mostra «Contro Natura?» inaugurata qualche giorno fa a Oslo, presso il Museo di Storia Naturale dell'Università e aperta sino al agosto 2007, la prima al mondo che affronta questo tema. «L'argomentazione che l'omosessualità non può essere accettata perché contro le leggi della natura può essere ora confutata dal punto di vista scientifico — osserva ancora Bockman —. La continuazione della specie attraverso la riproduzione non è l'unico scopo delle attività sessuali in cui sono coinvolti diversi animali, uomo compreso. Il rapporto tra animali dello stesso sesso può essere utilizzato per creare alleanze e protezione tra i partner. In situazioni in cui la specie è bisessuale, come nel caso degli scimpanzé nani, le relazioni omosessuali possono consentire quindi di consolidare i legami sociali».
Fino a qualche decina di anni fa l'omosessualità, osservata principalmente in animali addomesticati o o esemplari selvatici tenuti in cattività, veniva bollata come una espressione anomala della sessualità animale (se non addirittura una patologia) e ricondotta a diverse cause scatenanti, come la presenza di individui dello stesso sesso confinati in una gabbia o in un recinto (come nel caso delle carceri umane), o carenze o eccessi di ormoni sessuali o un difetto di informazione (imprinting errato) nelle prime fasi di vita di un animale. Allevando ad esempio pulcini maschi di anatra per più di tre mesi in assenza di una presenza femminile, una volta adulti questi tendono a formare coppie dello stesso sesso. L'intensa attività di campo di biologi sta cambiando gli orizzonti, sollevando la cortina su questi comportamenti considerati «deviati» da una parte della scienza e della società e rendendo sempre più labile il confine tra omosessualità e eterosessualità. I maschi di delfini tursiopi sono, ad esempio, generalmente bisessuali, ma vivono periodi di esclusiva omosessualità. Nelle balene grigie le interazioni omosessuali sono abbastanza frequenti. Il 40% della popolazione maschile di galletti di roccia ( Rupicola rupicola), uccelli della foresta amazzonica, è coinvolta in attività omosessuali e una piccola parte di questa non si accoppia mai con delle femmine.
C'è chi, tra le coppie gay animali, ha addirittura risolto il problema della maternità. E' il caso dei cigni neri in cui può accadere che un partner della coppia omosex si riproduca regolarmente, per appropriarsi poi dell'uovo deposto dalla partner e incubarlo poi con il compagno. I due possono, in alternativa, anche arrivare a scacciare dal nido la coppia eterosessuale, adottandone le uova; un comportamento osservato anche nei fenicotteri. Ci vuole però prudenza nel dichiarare gay un animale, in quanto un comportamento apparentemente omosessuale, può essere a volte finalizzato alla trasmissione di uno specifico messaggio. Succede tra i leoni. Un giovane maschio si avvicina a un adulto recitando la parte di una femmina in calore, un meccanismo che tipicamente serve a bloccare l'aggressività. Una bella tattica, utilizzata per non essere aggredito. Ai nostri occhi, però, quel felino è gay.
I pinguini gay di New York
NEW YORK - Roy e Silo, due pinguini dello zoo di Central Park a Manhattan, sono molto fedeli l'uno all'altro. Sono inseparabili da sei anni. Esibiscono quello che nel gergo dei pinguini si chiama comunemente "comportamento estatico," il che significa che se ne stanno appoggiati l'uno sulla spalla dell'altro, si lanciano richiami e fanno sesso. Silo e Roy, dovendo antropomorfizzare un po', sono due pinguini gay. Quando è stata presentata loro una pinguina, entrambi si sono categoricamente tirati indietro, e anche le femmine della loro specie non paiono particolarmente interessate a loro.
Il loro custode, Rob Gramzay, ha raccontato che i due una volta, quasi disperati di non poter covare un uovo, hanno messo nel nido un sasso e vi si sono seduti sopra, tenendolo al calduccio nelle pieghe dell'addome. Allora lui ha sostituito il sasso con un uovo fecondato che doveva essere covato e tutto si è svolto alla perfezione: Roy e Silo si sono avvicendati a covare l'uovo per ben 34 giorni fino a quando è nata Tango, un piccolo pulcino di pinguina. Nei due mesi successivi Roy e Silo l'hanno accudita, tenendola al caldo, nutrendola con il becco fino a quando la piccola non ha conquistato l'indipendenza. Gramzay si è quindi congratulato con loro.
"Sono stati davvero molto bravi", ha commentato accanto alla gabbia di vetro nella quale Roy e Siulo hanno appena consumato il loro pasto. Dopo mangiato, di solito, i pinguini si fanno una bella nuotata. Silo infatti si tuffa, mentre Roy già esce dall'acqua.
Il caso di Roy e Silo non è del tutto raro. Anche Milou e Squawk, due pinguini maschi, stanno corteggiandosi a vicenda, si frequentano assiduamente, tengono il capo accostato. Prima di loro nello zoo del Central Park era stata la volta di Georgey e Mickey, due pinguine Gentoo femmina, che avevano cercato di covare insieme lo stesso uovo, mentre Wendell e Cass, una coppia di pinguini maschi africani, vive ben affiatata nell'acquario di New York a Coney Island.
In realtà, gli scienziati hanno più volte osservato comportamenti omosessuali nel mondo animale. Di recente sono stati più volte interpellati nel corso degli attuali dibattiti in America sull'omosessualità, dal matrimonio tra gay alle leggi contro la sodomia. Ma gli esperti sono assai riluttanti ad estrapolare casi e a discutere di uomini e animali. I gruppi gay sostengono che se il comportamento omosessuale è presente tra gli animali ed è naturale, di conseguenza si dovrebbero tutelare i diritti degli omosessuali. D'altro canto, invece, i gruppi conservatori religiosi soprattutto in passato hanno bollato tali comportamenti proprio perché ritenuti "animali".
Da queste premesse nascono spontanee delle domande: se l'omosessualità è un comportamento usuale nel mondo animale, questo significa forse che è naturale anche negli uomini? E se l'omosessualità non è una scelta bensì l'esito di un incontrollabile impulso naturale, la si può bollare come immorale?
Il dibattito ufficiale sul comportamento omosessuale negli animali è relativamente recente: "Vi sono state delle riluttanze culturali ad ammetterne l'esistenza," commenta Frans de Waal il cui libro del 1997 intitolato "Bonobo: la scimmia dimenticata" scatenò un profluvio di discussioni sulla sessualità negli animali. I Bonobo, una specie di scimmie strettamente collegata alla specie umana, sono molto attivi sessualmente. Gli studi, condotti sia in natura che in cattività, hanno evidenziato che la bisessualità tra queste scimmie è assai frequente e che circa la metà dei loro rapporti sessuali è con partner dello stesso sesso.
Nei Bonobo si sono osservati accoppiamenti anche al di fuori del periodo fertile delle femmine. Ci si rende conto, dunque, che l'attività sessuale non è necessariamente mirata alla riproduzione. Il rapporto sessuale significa molto di più che procreare. Perché stupirsi? Anche gli esseri umani sono animali.
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