Open Mind

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La tragica storia di Loredana

openmind | 18 Dicembre, 2007 21:42

 

La procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità
La responsabile della struttura: "Nessun altro l'ha voluta. E nessuno ci ha aiutato"
di FRANCESCO VIVIANO


PALMA DI MONTECHIARO - All'anagrafe si chiamava Paolo, 16 anni, sesso maschile, nata a Catania, ma lei si sentiva donna, si vestiva da donna, si truccava e si faceva chiamare Loredana. Alcuni anni fa aveva subito maltrattamenti dal padre, faceva una vita sregolata, dormiva di giorno e viveva di notte. La madre non riusciva a sostenerla, con il padre, dopo le violenze subite, non aveva rapporti, era intervenuto il Tribunale dei Minori di Catania. Sette giorni fa Loredana si è impiccata con il suo foulard preferito dentro la stanzetta della "Comunità Alice", a Marina di Palma di Montechiaro (Agrigento) dove era ospite da tre mesi per essere "recuperata". E per "recuperarla" il Tribunale dei Minori di Catania l'aveva assegnata a una comunità dove era costretta a vivere insieme a 35 ragazzi, tutti maschi, extracomunitari, tunisini, marocchini, algerini tra i 15 e i 17 anni, tutti clandestini arrivati dalle coste nordafricane.

Lei, Loredana, era l'unica "donna" di quella comunità e l'avevano assegnata li "perché nessuno la voleva" dice Linda Lumia, l'assistente sociale del centro che quattro giorni fa, insieme ad altri "ospiti" di "Alice" l'ha accompagnata al cimitero di Assoro (Enna) dove Loredana è stata seppellita. "C'erano la madre e i suoi fratelli, ma nessuno dell'Arci Gay, neanche un fiore" sottolinea Linda Lumia che ha dovuto affrontare una situazione incredibile.

Ma è mai possibile che un ragazzo, di fatto donna, per essere recuperata sia mandata in una comunità fatta solo di maschi extracomunitari? L'assistente sociale del centro di accoglienza "Alice" - una bella struttura che sorge a poche centinaia di metri dal mare, con una piscinetta, un campetto di calcio, ottima cucina e stanze da albergo a tre stelle - allarga le braccia e non nasconde la sua impotenza davanti a una situazione del genere finita in tragedia.

Dentro il centro Loredana, che "era in prova", non avrebbe avuto problemi di sorta, sostengono i responsabili della struttura, ma gli operatori tentavano comunque di "proteggerla". "Era la prima volta che ospitavamo in un centro per maschi, una "ragazza" e per lei avevamo allestito - dice Linda Lumia - una stanzetta singola. Aveva in qualche modo la sua privacy, utilizzava il bagno delle donne per le operatrici del centro, mangiava con noi. Era anche contenta perché aspettava con ansia l'inizio del corso professionale per parrucchiera, ma l'altro giorno ha deciso di farla finita".

La Procura di Agrigento ha aperto un'indagine che avrebbe accertato il suicidio ma sta ancora indagando per accertare eventuali responsabilità di altri. Si vuole accertare anche come e perché un ragazzo, di fatto donna, sia finita in quel centro popolato da soli uomini e non in un'altra struttura più adeguata. La notizia del suicidio di Loredana era stata diffusa dal deputato di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria: "Nonostante l'impegno degli assistenti sociali - dice la parlamentare - la giovane non era in una struttura specializzata ad affrontare i problemi della disforia di genere, soprattutto in una fase delicata come quella adolescenziale. Occorre attivare una seria politica di inserimento sociale e lavorativo a partire dalla realizzazione di strutture più specifiche e mirate".


"Ma dov'era l'Arci Gay quando ho chiesto di darmi una mano?" dice l'assistente sociale Linda Lumia. "E' chiaro che la nostra struttura non era certo la più adatta per affrontare una situazione del genere, così delicata e complicata. Ma noi siamo stati gli unici e non buttare fuori Loredana. Nessuno la voleva, tutti gli altri centri ai quali era stato chiesto di ospitarla hanno detto di no. Loredana aveva "precedenti" era stata ospitata in altri centri da dove era fuggita e dove forse aveva creato qualche problema. Ma noi abbiamo fatto il possibile, abbiamo chiesto anche all'Arci Gay di darci una mano. A parole dicevano che avrebbero fatto qualcosa, ma non si sono mai visti né sentiti".

L'assistente sociale che con Loredana aveva stabilito un ottimo rapporto e con la quale si confidava non nasconde le difficoltà incontrate nel gestire quel centro con 35 maschi e una donna. "Noi abbiamo fatto il possibile e se Loredana si fosse trovata male poteva andarsene in qualunque momento perché in questi centri tutti sono liberi di entrare ed uscire, poteva fare come tanti altri minori extracomunitari che stanno qui o in altri posti un paio di giorni e poi spariscono. Ma non lo aveva fatto, anche perché non aveva dove andare, perché nessuno la voleva".

Prima d'impiccarsi Loredana aveva scritto due lettere, una alla madre e un'altra ad un suo amico con il quale intratteneva una fitta corrispondenza. Fra tre giorni si sarebbe trovata faccia a faccia con suo padre nel processo. "Non posso più vivere così, non ce la faccio più e ho deciso di farla finita...", ha scritto prima di impiccarsi alla finestra della sua stanza vicino alla parete dove aveva affisso un grande poster di Marilyn Monroe.

(18 dicembre 2007)

OMOFOBIA E PACCHETTO SICUREZZA

openmind | 14 Dicembre, 2007 15:24

COMUNICATO DI FACCIAMO BRECCIA

 

OMOFOBIA E PACCHETTO SICUREZZA

 

 “Un episodio come quello della morte di Giovanna Reggiani è stato strumentalizzato per dare vita a un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista" hanno sostenuto le donne durante la “Manifestazione contro la violenza maschile sulle donne” del 24 novembre scorso.

La stessa strumentalizzazione ora si vuol usare sulla pelle di gay, lesbiche e trans inserendo nello stesso pacchetto sicurezza (che rimane xenofobo e razzista) una norma antiomofobia, come se anche l’omofobia – come la violenza sulle donne – venisse dall’esterno.

 

Facciamo Breccia denuncia che la cultura razzista e xenofoba è sempre anche machista ed omofoba, che la matrice è la medesima, e che non è importata dall’estero, ma è ben presente nel nostro paese, sostenuta – fra l’altro – dalla più potente agenzia economica e culturale del paese: la chiesa cattolica.

 

Facciamo Breccia denuncia l’ennesima operazione razzista, che da un lato criminalizza i/le migranti, e dall’altro fa risultare gay lesbiche e trans colpevoli di razzismo, visto il tentativo di far passare il pacchetto sicurezza in loro nome.

 

Da anni parte del movimento gay, lesbico e trans italiano chiede l’inserimento di una norma antiomofobia nella Legge Mancino che, guarda caso, è la stessa che questo decreto sicurezza andrebbe a cancellare. Perchè proprio in “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” (alias legge Mancino)? Perché è nella dinamica della caccia al capro espiatorio che si inseriscono tutte le fobie: infatti l’omofobia (ma anche la xenofobia e il razzismo) è solo il risultato finale di un’operazione ideologica che vede in questo momento il pericoloso rafforzamento dell’alleanza fra chiesa cattolica e politica istituzionale, mirata a rafforzare le politiche familiste, securitarie e proibizioniste.

 

Facciamo Breccia sostiene che, se una norma contro l’omofobia ha da esistere - e riteniamo che debba esistere - deve e può trovare spazio soltanto in un contesto anti-machista, antirazzista e antifascista.

Facciamo Breccia non accetta nessuno scambio politico sui corpi e sui diritti, e anche su questo scenderà in piazza il 9 febbraio 2008 a Roma con la manifestazione NO VAT.

 

Un suggerimento a chi non riesce a venirne fuori (ad esempio i/le parlamentari del PD): dite che omosessualità, lesbismo e transessualismo non esistono in Italia, magari ditelo per legge: mettete quello nel pacchetto sicurezza, sarebbe molto più conseguente alla vostra politica. D’altra parte trovereste degli ottimi riferimenti normativi nel nostro paese, come il Codice Rocco.

Qualora inopinatamente si individuassero gay, lesbiche o trans per le nostre strade dite che devono essere rimandate per decreto al paese d’origine (Sodoma, San Francisco o Vaticano?).

 

Scommettiamo che la Binetti vi vota pacchetto e fiducia?

  

Coordinamento Facciamo Breccia

Per IBS le parole LESBICA e GAY sono volgarità

openmind | 14 Dicembre, 2007 15:20

 
COMUNICATO STAMPA: Per IBS le parole LESBICA e GAY sono volgarità

La casa editrice Il Dito e La Luna, che da dodici anni pubblica libri a tematica lesbica gay e transgender, si è vista rifiutare un’inserzione pubblicitaria a pagamento sul portale di Internet Book Shop.

La motivazione riferita dall’azienda concessionaria della pubblicità è che “l’inserzione non è in linea con la politica di comunicazione del portale”.

L’inserzione oggetto di censura consisteva nelle frasi
“Libri lesbici gay e transgender.
Butta via i pregiudizi!
Vieni a conoscere la cultura LGT”

e cliccando su tale scritta avrebbe dovuto aprirsi il catalogo dei libri de IL Dito e La Luna disponibili su IBS.

Poiché, nonostante le nostre richieste, IBS non ci ha fornito altri elementi per comprendere le loro motivazioni, dobbiamo ritenere che il problema stia nelle parole che ci qualificano.

Si tratta evidentemente di un atteggiamento omofobico : i termini LESBICA GAY e TRANSGENDER sono parole in uso nella lingua italiana, non sono né parolacce né volgarità e ritenere che possano toccare la sensibilità di qualcuno vuol dire attribuire ingiustamente all’omosessualità e alla transessualità un valore negativo.
Significa farsi promotori, coscientemente e volontariamente, dei valori della disuguaglianza e dell’esclusione.

In 12 anni di attività, tutti spesi in nome della promozione della cultura e della visibilità di lesbiche gay e transgender, non ci è mai successo nulla di simile: partecipiamo alle maggiori fiere librarie, pubblichiamo inserzioni pubblicitarie su qualsiasi tipo di rivista, sempre indicando esplicitamente il campo della nostra azione.

Abbiamo sempre ricevuto grandi riconoscimenti per il valore culturale, informativo ed educativo della nostra attività editoriale e nessuno si è mai permesso di chiederci maggiore “discrezione” né tantomeno di operare delle censure nelle nostre comunicazioni.

Dispiace che un portale come Internet Book Shop, uno dei maggiori rivenditori di libri in internet, utilizzato da milioni di lettrici e lettori italiani anche per i suoi “consigli alla lettura”, abbia una “politica di comunicazione” improntata all’ignoranza e all’omofobia.

Il Dito e La Luna si riserva di valutare se dall’operato di Internet Book Shop possano derivare ulteriori e più gravi danni ed eventualmente di agire nelle sedi opportune.

Francesca Polo
(Titolare de Il Dito e La Luna)

Francesca Polo: cell. 339.57.65.311; info@ilditoelaluna.com 
 

S.Anna protettrice degli ovuli non fecondati

openmind | 12 Dicembre, 2007 12:33

S. Matteo Manda

openmind | 11 Dicembre, 2007 12:35

HIV SENZA SEGRETI

openmind | 01 Dicembre, 2007 10:26

Il Primo Dicembre non è ancora per gli Italiani il giorno del dolore rituale e delle visite ai cimiteri, come pure potrebbe data la gravità del male che unisce nella morte miserabili e ricchi, qualunque sia l'amore che li ha traditi con un virus. Guardando quei lumini dove uomini illustri e plebei sconosciuti mostrano date di gioventù stroncate ripenso ai lutti che potremmo evitare se solo con coraggio ci dessimo da fare.

Io sono nato proprio, dico da adolescente, nel periodo in cui si scopriva in america che davvero a esser gay o eterosessuale si poteva morire in pochi anni solo per avere amato l'uomo sbagliato o una donna finita. Non mi fu strano di imparare a non fare alcun uso del corpo o dei miei sentimenti, né successivamente quando esplose il mio cuore a coprirlo di lattice maleodorante, ma io ancora temo rifuggo e odio ogni parte di me e del mio partner per il semplice dolo e la paura che un virus mortale mi porti via non solo il futuro di una vita da vecchio ma anche il presente per il male che in tanti mi farebbero ancora.

L'AIDS non perdona, l'HIV non ci ignora, ma temere per sempre qualche cosa di raro, qualche polvere assente, già distrugge la vita, la rovina, la inquina. Quando poi te ne accorgi ed è già troppo tardi quelle cure miracolo che tanto han studiato poco possono darti di speranza e di vita. Se altresì seriamente ed in modo sereno noi vivessimo certi di mai qual condizione versa il siero nel sangue positivo o negato, certa avremmo la cura già nel tempo dovuto, certi avremo degli anni e i decenni di vita, e per tutti sereno resterebbe l'amore.

Oggi tutti sappiamo che dozzine di anni senza mali apparenti noi avremmo di vita se trattassimo bene ogni scaltra infezione, ma se il test è un segreto ed è raro vederlo, quanti pochi lo fanno e si curano in tempo? Quanti pochi nel mondo hanno modo di farlo? Siamo occidentali: noi non siamo dei numeri, noi non siamo statistiche o vaghe persone, che da un anno ad un altro sol cambiando l'umore del governo di turno compariamo o spariamo. E da noi quel segreto detto Test HIV è un pericolo estremo per il detto del male ma è altresì periglioso per milioni di amanti che si mentono sempre o si temono a un tempo.

 

Lo ripeto in esteso: io richiedo al governo ed al mondo sereno che del Test Hiv si cancelli il segreto, che normale e routine già diventi ogni volta che da giovani e da adolescenti si provveda ad esami del sangue per alcuna ragione. Sol così più sereni verseremmo quel sangue come normalità, senza l'ansia e la colpa. Io riesco a capire che dai primi decenni l'Hiv positivo fosse offeso e temuto, io riesco a vedere questi poveri amanti calunniati e derisi, malmenati e feriti, rigettati dal mondo e scansati dai vivi; ma oggi i giorni di vita sono anni e decenni, se le cure del caso gli provvede lo stato e così è il segreto a rinchiuderli ancora senza alcuna speranza tra le offese e il timore. Se ad ognuno che ama si facesse quel test quando il sangue egli spende in esami altrimenti, certamente da uguali tratteremmo quei pochi che scoprendo per caso, ma davvero per tempo, noi potremmo curare e lasciare che in vita ogni forza e virtù essi spendano ancora.

 

La salute di pochi e la gioia di tutti oggi è messa in periglio dalla sola ragione che negli anni novanta confusione e razzismo hanno mal convissuto con malati mortali. Se però a quei pochi posso già garantire dei decenni di vita se li scopro nel mucchio, se però a noi tutti posso rendere onore e la gioia e la vita dell'amore e del corpo, se soltanto mi basta di cambiare una legge io la chiedo oggi stesso perché è nel nostro diritto che amare sia bello e curare sia fatto sia nei tempi migliori sia nel modo migliore.

 

Orsù bando ai timori che si tolga il segreto, che si facciano bandi per il test di routine, che si urli già in piazza che è già meglio per tutti che si scopra quel morbo e si salivino vite, che si eviti l'odio, il razzismo e paura, che si ami con cura e coi PRESERVATIVI....

 

Soprattutto la vostra…

Strega maligna

Manliok

1 DICEMBRE. GIORNATA MONDIALE LOTTA ALL'AIDS

openmind | 01 Dicembre, 2007 10:19

 

 

Il Governo ha risposto positivamente all'interrogazione urgente di Franco Grillini (Valdo Spini e Fabio Baratella) in occasione del primo dicembre giornata mondiale per la lotta all'aids.

Nell'interrogazione i tre deputati della Costituente socialista avevano chiesto al Ministro della salute di intervenire per superare la disparità tra regione e regione nell'accesso al test diagnostico per il virus hiv.

E' noto che in Italia si stimano 120 mila sieropositivi quasi la metà non è al corrente della propria condizione sierologica. Si stimano poi 4 mila nuove infezioni ogni anno.

Molte persone arrivano al test dell'hiv solo a malattia conclamanta, e molti non si recano nei centri diagnostici, per paura e perché in alcuni centri il test diagnostico non è gratuito e anonimo come impone la legge.

Il Governo si impegnerà perché la legge sia applicata con vigore su tutto il territorio garantendo le condizioni della massima accessibilità, gratuità e anonimato e ha preso impegni anche per favorire una visione non negativa della condizione dei sieropositivi sui quali grava un ingiusto stigma sociale.

Il Governo ha risposto positivamente anche al quesito sui profilatici sui quali è in corso una campagna del PSE per il taglio dei loro costi e l'abbattimento dell'IVA al 10% per il quale i deputati socialisti hanno presentato un emendamento alla finanziaria 2008.

Domani mattina a Bologna Franco Grillini insieme ai socialisti Mauro Del Bue, Saverio Zavattieri ed Enrico Boselli e la presenza di Alessandro Cecchi Paone, presso il Comune di Bologna, parleranno anche del problema della lotta all'aids in Italia e distribuirano preservativi marchiati Pse.

Segue il testo dell'interpellanza urgente e lo stenografico in corso di seduta
Ufficio Stampa Franco GrilliniInterpellanza urgente (Continua)

FINANZIARIA , ARMI , POLITICA, CHE VERGOGNA !

openmind | 27 Novembre, 2007 13:16

 

 

 

di Alex Zanotelli

Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale ( la cosiddetta Cosa Rossa ) abbia votato , il 12 novembre con il Pd e tutta la destra , per finanziare i CPT , le missioni militari e il riarmo del nostro paese.
Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media, Ma anche nel quasi totale silenzio del "mondo della pace ".
Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto.
Ho lanciato subito un appello in internet : era già troppo tardi.
La "frittata " era già fatta .Ne sono rimasto talmente male,da non avere neanche voglia di riprendere la penna.Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia.
Delusione profonda verso la Sinistra Critica che in piazza chiede la chiusura dei "lager per gli immigrati ", parla contro le guerre e l´ imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli.
E sono fior di quattrini ! Non ne troviamo per la scuola , per i servizi sociali , ma per le armi SI´ !
E tanti !! Infatti la Difesa per il 2008 avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro : un aumento di risorse dell´11 % rispetto alla finanziaria del 2007 ,che già aveva aumentato il bilancio militare del 12 %. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23 % !!
Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti.
Due esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 ( i cosiddetti Joint Strike Fighter )
Sono i nuovi aerei da combattimento ( costano circa 110 milioni di Euro cadauno ).

 

 (Continua)

 
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