Open Mind

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Coraggio e resistenza, sosteniamo i 67 docenti dell'Università di Roma

openmind | 18 Gennaio, 2008 12:56

La presente è un invito ad aderire  alla raccolta di firme a sostegno dei 67 docenti di Fisica dell'Università di Roma. 
Non lasciamoli soli e firmiamo l'Appello che segue: 
 
http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html 

In layca Frocessione!

openmind | 18 Gennaio, 2008 11:59

No PoPE! 

Benedizione femminista! 

Perchè siamo favorevoli al matrimonio tra cattolici

openmind | 17 Gennaio, 2008 12:21

Siamo completamente favorevoli al matrimonio tra cattolici.
Ci pare un’ingiustizia e un errore cercare di
impedirlo. Il cattolicesimo non è una
malattia. I cattolici, nonostante a molti non
piacciano o possano sembrare strani, sono
persone normali e devono possedere gli stessi
diritti della maggioranza, come fossero ­ per
esempio ­ gli informatici o gli omosessuali.
Siamo coscienti che molti comportamenti e
aspetti del carattere delle persone cattoliche
­ come la loro attitudine a patologizzare il
sesso ­ possono sembrarci strani. Sappiamo che
inoltre a volte potrebbero emergere questioni
di salute pubblica, come il loro pericoloso e
deliberato rifiuto dei preservativi. Sappiamo
anche che molti dei loro costumi, come
l’esibizione pubblica di immagini di torturati, può dare fastidio a molti.
Però questo, oltre che essere più un’immagine
mediatica che una realtà, non è una buona
ragione per impedire l’esercizio del matrimonio.
Alcuni potrebbero argomentare che un
matrimonio tra cattolici non è un vero
matrimonio, perché per loro si tratta di un
rito e di un precetto religioso assunto
davanti a Dio, anziché di una unione tra due persone.
Inoltre, dato che i figli nati fuori dal
matrimonio sono pesantemente condannati dalla
Chiesa, qualcuno potrebbe considerare che
permettere ai cattolici di sposarsi
incrementerà il numero di matrimoni per via di
“quello che la gente mormora” o per la
semplice ricerca di sesso (proibito dalla loro
religione fuori dal matrimonio), andando così
ad aumentare i casi di violenza familiare e famiglie problematiche.
D’altra parte bisogna ricordare che questo non
riguarda solo le famiglie cattoliche e che ­
dato che non possiamo metterci nella testa
degli altri ­ non possiamo giudicare le loro motivazioni.
Infine, dire che non si dovrebbe chiamarlo
matrimonio, ma in un’altra maniera, non è che
una forma, invero un po’ meschina, di sviare
il problema su questioni semantiche, del tutto
fuori luogo. Anche se tra i cattolici un
matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!
E con questa allusione alla famiglia, passiamo
all’altro tema incandescente, che speriamo non
sia troppo radicale: siamo favorevoli a che i cattolici adottino bambini.
Qualcuno si potrà scandalizzare. E’ probabile
che si risponda con un’affermazione del tipo
“Cattolici che adottano bambini?? I bambini
potrebbero a loro volta diventare cattolici!”
A fronte di queste critiche, possiamo
rispondere che è ben vero che i bambini figli
di cattolici hanno molte chances di diventare
a loro volta cattolici (a differenza degli
omosessuali o degli informatici), ma abbiamo
già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri.
Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni
indizi, non ci sono tuttavia prove che
dimostrino che i genitori cattolici siano meno
preparati di altri a educare dei figli, né che
l’ambiente religiosamente orientato di una
casa cattolica abbia un’influenza negativa sul
bambino. Inoltre i tribunali per i minori
esprimono pareri sulle singole situazioni, ed
è precisamente il loro compito determinare
l’idoneità dei possibili genitori adottivi.
In definitiva, nonostante le opinioni di
alcuni settori, crediamo che bisognerebbe
permettere anche ai cattolici di sposarsi e adottare dei bambini.


 

Insegne

openmind | 17 Gennaio, 2008 12:19

 
Auckland in Nuova Zelanda

http://www.pompino.co.nz/
Trapani

All'Argentario
 

Anche NO

openmind | 15 Gennaio, 2008 17:04

17 Gennaio ci sarà l'ultimo giorno di inaugurazione della SApienza...e il caro rettore decide di invitare il Papa, Mussi, e Veltroni. E non è una barzelletta.

ANCORA?!?
In questo paese,
in cui il clima è sempre più reazionario, familista e securitario, vede governo e chiesa andare a braccetto;
in cui il pacchetto sicurezza fa finta di risolvere il problema della violenza ma in realtà criminalizza i soggetti già marginalizzati, per di più alimentando il razzismo;
in cui i d.i.c.o. , una proposta nata debole e subito accantonata, che avrebbero rappresentato solo un primo passo verso i diritti lgbt, hanno invece suscitato reazioni fortemente contrarie evidenziando il clima omofobo di questo paese;
in cui le politiche di privatizzazione limitano l’accesso ai servizi sanitari;
in cui la violenza contro le donne all’interno delle mura domestiche è la prima causa di morte;
in cui un referendum popolare sulla procreazione medicalmente assistita viene stigmatizzato da una campagna del movimento sulla vita;
in cui tutti i soggetti che cercano di esprimere una sessualità diversa da quella eteronormale vengono criminalizzati, oppressi, negati;
in cui l’università italiana è continuamente definanziata da un governo che preferisce aumentare le spese militari, a cui si aggiungono i continui e ingenti tagli al diritto allo studio,una didattica sempre più dequalificata volta alla formazione di soli precari e una ricerca limitata agli interessi bellici, delle aziende e dei baronati, soggetta inoltre alle influenze delle gerarchie cattoliche.

In un’università che dovrebbe essere un luogo (e lo è sempre di meno) di crescita culturale, ricerca, critica consapevole e laica il Rettore de La "Sapienza" Renato Guarini ha pensato bene di invitare per l’inaugurazione dell’anno accademico il 17 Gennaio 2008, Papa Joseph Ratzinger - come rappresentante (di chi?) contro la pena di morte-, il sindaco di Roma Walter Veltroni e il Ministro
dell’Università Fabio Mussi.

Un Papa che incarna uno dei poteri forti che fa di interiorizzazioni millenarie e moraliste la sua battaglia cattopolitica, rendendosi artefice di un forte arretramento culturale.
Un Papa che, condannando secoli di crescita scientifica e culturale, afferma dogmi anacronistici quali il creazionismo, attacca il libero pensiero scientifico e ci propone l’eterosessualità obbligata.

Un Papa che vorrebbe relegare la donna ai soli ruoli di madre e moglie.

Un sindaco che durante il suo mandato non ha fatto altro che legittimare politiche razziste e di emarginazione, non risolvere il problema degli affitti in nero e dei prezzi esorbitanti e inaccessibili delle case, aprire le porte dei consultori ai rappresentanti del movimento per la vita limitando ancora una volta l’autodeterminazione delle donne.

Un ministro dell’università e della ricerca che incentiva il processo di selezione dentro l’università, aumentando i numeri chiusi alle lauree triennali e generalizzandoli alle specialistiche, impedendo di
fatto il completamento dei percorsi formativi.

CONTRO QUESTA INTOLLERABILE VIA FROCIS....
A tutt* quelli che vogliono e pretendono un’università pubblica e partecipata e una società laica, proponiamo che il 17 gennaio si trasformi in una giornata di contro-inaugurazione, attraversata dai nostri contenuti; una giornata comunicativa di controinformazione, di liberazione, di sensibilizzazione e conflitto creativo.


Verso la NO VAT del 9 Febbraio, antifascismo-Laicità-autodeterminazione-
Per adesioni nopope@psicollettivo.org

nopope@psicollettivo.org

info: www.facciamobreccia.org

collettivi universitari romani, sui generis, facciamo breccia, la mela di eva, le ribellule, M.I.T., Waar

 

Ratzinger alla Sapienza

openmind | 15 Gennaio, 2008 16:56

Il dissenso di ben 67 docenti nei confronti della visita di Benedetto XVI sta mandando letteralmente in crisi i mezzi di informazione italiani, ormai completamente assuefatti dalla giaculatoria inneggiante a un papa “grande teologo e grande intellettuale”: opinione discutibile, se solo si leggesse cosa scrive. I docenti della Sapienza l’hanno fatto, cogliendolo in palese incompatibilità con uno spazio laico di cultura e scienza quale dovrebbe sempre essere un’università italiana: nel caso specifico, la più grande università italiana ed europea.
L’UAAR invia ai 67 docenti tutta la sua solidarietà, e spera di poter liberamente manifestare a loro sostegno giovedì, all’interno dell’ateneo. Purtroppo, al momento il rettore non ha ancora autorizzato la nostra presenza, richiesta “ai sensi della legge e della normativa vigente”. Troppa evidentemente è la paura di un confronto aperto, sia da parte delle gerarchie ecclesiastiche, sia da parte di una dirigenza della Sapienza a cui l’evento è probabilmente sfuggito di mano, sia ancora da parte di Walter Veltroni e Fabio Mussi, la cui presenza alla manifestazione si fa di ora in ora, di minuto in minuto più imbarazzante.
Invitiamo pertanto tutti coloro che hanno ancora a cuore la laicità del nostro paese a informare del proprio dissenso l’Università la Sapienza, inviando una e-mail a
segreteriatecnicarettore@uniroma1.it 

È in arrivo Queeruption11: Roma, Italia, 1-7 Luglio 2008

openmind | 14 Gennaio, 2008 16:58

Riceviamo e pubblichiamo:


Cari amici,
siamo felici di annunciare le date ufficiali del prossimo Queeruption.
Queeruption11 si terrà questa estate a Roma, dall’1 al 7 luglio 2008.
Il collettivo di Roma si sta già attivamente impegnando per assicurare sette entusiasmanti giorni di cultura radicale queer, politiche queer, antirazzismo, riviste autoprodotte, workshop, cinema, cucina, spazi per la sessualità, ecologia queer, musica, salute sessuale, diritti umani, teatro, cabaret queer, spiaggia, feste e tanto altro…
Queeruption11 proporrà un ambiente politico-alternativo, queer-anarchico, non gerarchico e creativo; persone queer di tutte le sessualità sono invitate a ritrovarsi in questo evento gratuito: organizzate il vostro viaggio, portate un sacco a pelo e unitevi a noi! Sarete benvenut*!
L’Italia attualmente affronta un momento di contraddizioni, dove persino una blanda versione di riconoscimento delle coppie di fatto giace ancora nel limbo, l’omo-trans-fobia è una cosa normale e le associazioni gay sembrano in uno stato catatonico… Per non parlare del vaticano. Al tempo stesso, un deputato transgender siede al Parlamento: un segno di speranza?
Come vedete non mancano gli spazi di discussione né le possibilità di promuovere la diversità, incoraggiare la solidarietà, condividere opinioni. Abbiamo la certezza che Queeruption11 si terrà nel posto giusto al momento giusto, e che non mancherà di sollevare un po’ di discussioni!
Roma ha una ricca storia di case occupate, attivismo D.I.Y., centri sociali autonomi, cultura antifascista e tolleranza. Per la già crescente scena queer romana, questa può essere dunque un’ottima occasione per cimentarsi con qualcosa di diverso, accrescere la propria fiducia e il proprio entusiasmo.
Il festival è un evento D.I.Y e si può autosostenere, ma ha sicuramente bisogno della vostra partecipazione, del vostro supporto e della vostra disponibilità alla condivisione, affinché sia possibile creare un’alternativa radicale alla “scena gay” commerciale.
Perciò, fatevi coinvolgere! Ci sarà un pre-programma per aiutarci ad organizzare e realizzare il massimo da ogni giornata, quindi vi preghiamo di contribuire con materiali artistici, organizzazione di performance e workshop. Mandateci una email per prenotare il vostro spazio!
Queeruption11 è un festival che si autofinanzia, ci saranno alcuni costi per farlo esistere, per quanto alcuni eventi di raccolta fondi saranno organizzati in Europa e in Italia, per aiutare ad alleviare i costi. Qualunque vostra assistenza rispetto al finanziamento di Queeruption11 è più che benvenuta. Potreste magari organizzare una raccolta fondi nelle vostre città!
Ogni tipo di responso, commento e idea sarà molto apprezzato.
Qui ci sono alcuni modi per entrare in contatto con il collettivo di Q11 a Roma:
Internet:
www.queeruption.org/q11
www.myspace.com/queeruption11roma
email: q11roma@queeruption.org
Altri dettagli e aggiornamenti stanno per arrivare.
Rimanda questo messaggio ai tuoi amici queer e se hai tempo aggiungi delle traduzioni.
Siamo sinceramente elettrizzati e stiamo aspettando molti di voi.
Ci vediamo quest’estate!
Queeruption Roma

Comunità cristiane di base

openmind | 11 Gennaio, 2008 17:08

«Non si difende la vita imponendo la cultura patriarcale e attaccando la legge 194»

La vita è un valore troppo grande per essere ancora rinchiusa nella gabbia della cultura patriarcale che continua a imporre il proprio autoritario paternalismo amministrando e strumentalizzando le paure che l'uomo e la donna hanno di fronte alle pulsioni della vita e alla finitezza della esistenza.
Riteniamo distruttivo e opposto alla cultura della vita colpevolizzare le donne che vivono il dramma dell'aborto, definirle «assassine», accostare l'aborto stesso alla pena di morte, accusare la legge 194 di «genocidio» dei feti.
Non è deprimendo la soggettività femminile e il senso di responsabilità della donna che si difende la vita. Quando il potere ecclesiastico avrà compiuto una riparazione storica facendo finalmente spazio alla maternità che non è solo dare vita in senso biologico ma è cultura, è visione femminile di Dio, della Bibbia, di Cristo, della fede e dell'etica, allora potrà intervenire credibilmente sull'etica della vita. Ma in quel momento si sarà dissolto come «potere».
Sarà un bel giorno. Merita lavorare perché si avvicini.
Le Comunità cristiane di base italiane
 
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