Open Mind

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FIRMIAMO L'APPELLO PER FRANCESCO CARUSO

openmind | 14 Febbraio, 2008 13:22

Abbiamo letto in questi giorni su alcuni organi di stampa del centro-destra, in particolare libero, il giornale e il corriere della sera, di una presunta volontà del partito di non ricandidare Francesco Caruso.
Siamo convinti che questo sia più il desiderio recondito dei loro editori piuttosto che il reale intendimento di rifondazione comunista.
Tuttavia ne approfittiamo per dare un nostro modesto contributo alla discussione che, in virtù dell'attuale legge elettorale in vigore, ricade in ultima istanza sulle spalle degli organismi decisionali del partito.
Il nostro universo di riferimento, come ben sapete, è fortemente ancorato alle dinamiche e ai conflitti sociali che costruiamo giorno per giorno nei nostri territori con l'obiettivo di intercettare e organizzare le nuove figure del precariato sociale dentro processi di autogestione e autorganizzazione. A partire dal g8 di Genova abbiamo rimesso in movimento le nostre storie, mescolandole e contaminandole: ci sono stati fasi  interessanti di sperimentazione ma anche fasi aride di arretramento, tuttavia ora, in uno scenario di forte autonomia della sinistra come quello in cui ci ritroveremo ad agire, è necessario fare uno sforzo per rilanciare un terreno di sperimentazione e di interconnessione tra le dinamiche di conflittualità sociale e le forme della rappresentanza politica.  
E' su questo terreno che si misura la costruzione della sinistra e non certo negli equilibrismi tra le quattro segreterie dei partiti e siamo convinti che la presenza in parlamento di Francesco Caruso possa dare un valido contributo al rafforzamento tanto dei percorsi dei resistenza sociale quanto delle dinamiche di innovazione delle forme, delle pratiche e del linguaggio della politica. Tuttavia la nostra generazione, quella che per semplificare possiamo definire la generazione di Genova, nei prossimi mesi e nei prossimi anni ha dinanzi a sè anche altri appuntamenti politici fondamentali, non elettorali ma giudiziari: centinaia di anni di carcere, le inchieste per l'associazione sovversiva che ha ordito il g8 di Genova, i processi per il trainstopping, per le lotte sulla casa, il lavoro, la precarietà, il carovita, insomma il carcere come prospettiva di vita sembra ormai un orizzonte non molto lontano, per alcuni di noi con un piede già dentro le prigioni, altri in attesa della macchina burocratica della giustizia, lenta ma inesorabile. Il rischio concreto è che nei prossimi anni, nemmeno tanti,ci troveremo a fare i conti con una generazione inedita di detenuti politici, un problema che investe direttamente il destino e il futuro di alcuni di noi, tra i quali certamente Francesco Caruso, ma che riveste anche un problema per tutta la sinistra, almeno quella parte che oggi si pone il problema di non commettere gli stessi errori del passato. E' una questione che si inserisce anche dentro il quadro di degenerazione etica e morale della politica, su cui crediamo opportuno fare leva: nel momento in cui la delinquenza politica alla Cuffaro, alla Mastella, alla Berlusconi si apprestano ad andare al governo, persone cioè che hanno infangato e subordinato la politica ai loro interessi economici e affaristici, c'è una generazione che invece rischia di finire in galera per le proprie idee, per il loro impegno civile, la passione e lo slancio ideale.
Questo problema non è puramente repressivo, ma si inserisce dentro il quadro più complessivo del tentativo di azzeramento della sinistra nel suo complesso: contrastare il tentativo di cancellare addirittura l'esistenza e la presenza istituzionale della sinistra deve per questo andare di pari passo con la necessità di mantenere aperti gli spazi di agibilità del conflitto sociale, proprio perchè si autoalimentato l'uno con l'altro, mentre non dobbiamo assolutamente commettere l'errore di pensare di preservare l'uno a discapito dell'altro.
Per questo motivo crediamo sia importante all'interno anche della composizione delle liste parlamentari, la presenza non solo simbolica di compagni e compagne provenienti dalla stagione e dalla generazione di Genova che, proprio per il rischio impellente sulle proprie spalle di un periodo più o meno lungo di detenzione politica, possano farsi portatori tanto della ricerca di un possibile terreno di sperimentazione e connessione tra politica, società e movimenti, quanto delle istanze e delle battaglie per libertà.
In questi due anni di mandato parlamentare abbiamo avuto modo di apprezzare la determinazione con la quale Francesco Caruso si è speso al nostro fianco nelle battaglie e nelle mobilitazioni in materia di precarietà, devastazione ambientale, guerra globale, diritti negati, a volte anche in aperta contrapposizione alle scelte del governo Prodi: sempre generosamente al fianco dei movimenti dei disoccupati, dei senza casa, degli studenti della Sapienza, delle comunità in lotta per la difesa del territorio, dei carcerati, degli immigrati reclusi nei Cpt, degli internati dei manicomi criminali, dei precari, degli operai, della moltitudine plurale dei senzavoce che nel meridione hanno cercato e continuano a cercare di alzare la testa e ribellarsi. Per questo lo processano e per lo stesso identico motivo noi lo sosteniamo, anche in contrasto con la nostra disaffezione e lontananza dalla politica istituzionale che in questi due anni di governo prodi si è ancor più alimentata. Una risorsa e un'opportunità la sua presenza che speriamo poter ancora incrociare nei prossimi anni nei tanti fronti di lotta che possiamo e dobbiamo aprire contro i processi di americanizzazione e di omologazione politica e culturale che si rischiano di concretizzare a breve nel nostro paese, se non troviamo insieme il coraggio di spostare in avanti il terreno delle sfide politiche che ci attendono.
 

I figli di Sandra e Clemente

openmind | 14 Febbraio, 2008 13:16

Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.
L’Udeur, in quanto partito votato dall’ 1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama „Il Campanile“, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!“. A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi.
Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c’entra? Se è bravo… non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli.
Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile?
Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.
Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News

http://www.corritalia.de/l222it/cerca?l=53&lang=it

Comunicato stampa candidatura Rita Borsellino

openmind | 14 Febbraio, 2008 13:11


Un governo condiviso tra donne e uomini di buon senso alla regione Sicilia

La corsa alla presidenza della regione siciliana � incominciata e i/le candidati/e sono stati/e scelti/e seguendo criteri autoreferenziali di logiche partitiche che in qualche modo ci spiazzano, in quanto siamo donne femministe e lesbiche, gay e transessuali impegnate/i politicamente da tempo a prestare una reale attenzione allo svolgersi della vita intorno a noi e a metterci in gioco in ogni contesto adottando pratiche di relazioni e di conflitti costruttivi. L'esperienza della precedente campagna elettorale regionale aveva visto la candidatura di Rita Borsellino come frutto di una scelta proveniente dal basso, da donne e uomini, tante e tanti, che avevano riposto fiducia e speranza in una figura carismatica e al contempo semplice e autentica che si proponeva cosi' com'era, umana e desiderosa di procedere con altre e altri nel suo cammino senza schemi e legami di partito, profondamente segnata da un'antimafia vissuta sulla sua pelle. Una donna quindi centrata in se stessa, aliena da ogni compromesso e ambiguit�.
Anche non avendo raggiunto i voti necessari per ottenere la presidenza regionale, Rita Borsellino ha raccolto un grandissimo consenso trasversale e ha continuato strenuamente a lottare come deputata al parlamento regionale della Sicilia. Per questo riteniamo che la sua candidatura a queste elezioni regionali dovrebbe apparire alla maggior parte delle e dei siciliani come la logica conseguenza di una passione e di un impegno ininterrotto e costante come quello dimostrato da lei in direzione di una politica trasparente e tangibile. Siamo stanche/i di essere rappresentate/i secondo logiche di potere maschili e di equilibri politici di e tra i partiti. Vogliamo essere noi, donne e uomini assennate/i a pensare forme di governo condiviso e a indicare chi potrebbe andare alla regione Sicilia per governare realmente insieme a noi.
Ci aspettiamo quindi che Rita Borsellino riprenda in mano le redini della sua candidatura a presidente della regione Sicilia per tener fede a una promessa fatta ormai un anno fa al popolo delle assennate e dei giusti che hanno creduto e credono ancora in lei e che amano veramente la Sicilia e i suoi abitanti.
Catania 14/02/2008

Citt� Felice - Catania e Open Mind GLBT - Catania.

Comunicato stampa solidarieta' Mario Mieli

openmind | 11 Febbraio, 2008 13:13

Il centro di iniziativa GLBT Open Mind Catania esprime la sua solidariet� nei confronti del circolo Mario Mieli per i recenti attacchi ricevuti dal quotidiano l'Avvenire.
Alla notizia che il circolo romano avrebbe tenuto una serie di incontri "contro i bullismi" in sei scuole della capitale, il giornale cattolico ha lanciato i suoi strali, parlando di "bullismo del politicamente corretto" e definendo l'associazione in questione come portatrice di una cultura parziale della visione della sessualit� umana.
Parrebbe, in parole povere, che il Mieli non sia adeguato a fare iniziative contro il bullismo solo perch� associazione composta da omosessuali, bisessuali e transessuali.
Riteniamo inaccettabile questo attacco vergognoso e calunnioso e rivendichiamo il diritto di ogni persona e di ogni organizzazione GLBT di poter incidere nel tessuto sociale attraverso iniziative come quella portata avanti dal Mario Mieli, che da anni si batte per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali e per l'integrazione delle diversit� in una societ� plurale, laica, libera e giusta.
Opem Mind Catania

 


Diciamo pure che un bel dì succede che il Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli" decide di fare un'iniziativa nelle scuole contro tutti i bullismi (notare il plurale) e chiama psicologi, insegnanti, assessori e personale qualificato per costruire un progetto serio.

Un'iniziativa sana, importante, che riempie il vuoto lasciato dal centro-sinistra sulla questione della violenza nei confronti dei giovani omosessuali e transessuali e che affronta quello più generale, ma non meno grave, del bullismo scolastico.

Indovinate cosa pubblica l'Avvenire (nomen omen) nelle sue colonne?


 Il Comune di Roma ha deciso di patrocinare un’iniziativa anti-bullismo «a 360 gradi» che – «per ora», viene sottolineato – si svilupperà in 6 scuole superiori romane e si articolerà in 60 incontri «obbligatori» per insegnanti, famiglie e studenti delle classi prescelte.

Presentata così, la cosa meriterebbe solo applausi. Invece hanno subito preso a fioccare da più parti allarmi e riserve. E può sembrare strano, ma solo fino a quando non si colgono gli esatti e sconcertanti contorni dell’operazione. Basta, infatti, informarsi appena un po’ per scoprire che questa meritoria battaglia, col beneplacito dell’amministrazione capitolina, è stata appaltata al ’Mario Mieli’, un’organizzazione che si definisce «circolo di cultura omosessuale».

Gli «operatori» che verranno inviati nelle sei scuole di Roma sono stati, insomma, selezionati all’interno di una precisa e unica realtà militante, da anni polemicamente impegnata per l’affermazione della sua parziale visione «culturale» della sessualità umana. Perché? In base a quali criteri si è stabilito che la «non sopraffazione» e la «non discriminazione delle diversità» per diventare finalmente materie di studio e di formazione debbano finire per concidere, incredibilmente, con le posizioni sostenute in certi ambienti gay? La scuola non può e non deve diventare campo libero per imposizioni propagandistiche e scorribande pseudo-educative. Il bullismo del ’politicamente corretto’ non fa meno danni di ogni altro bullismo. E l’autentico rispetto per ogni persona ci impone di denunciarlo con la stessa determinazione.


Fonte: L’Avvenire


Vi invito, altresì, a leggere il comunicato del circolo Mario Mieli, che ci dà il senso di equilibrio con cui si è impostata l'iniziativa, in risposta alle calunnie del quotidiano cattolico.

Colgo l'occasione per esprimere la mia sincera e sentita solidarietà a tutte le persone del circolo, le quali lavorano con passione e impegno per rendere il panorama sociale romano più equo, giusto e libero dall'ignoranza e dalla grettezza di cui la chiesa cattolica è degna rappresentante.



 

stupri fascisti

openmind | 08 Febbraio, 2008 17:01

Qualche giorno fa a Milano una donna è stata segregata e stuprata per ore e ore. Non fosse stato per i vicini che hanno fatto la segnalazione il grand'uomo avrebbe continuato per chissà quanto a dimostrare la sua "maschia prestanza fisica". Il tizio in questione pare essere un noto militante di destra.

Un'altra bella dimostrazione - certo più recente di quella del Circeo - di "virilità" fascista l'avevamo avuta due anni fa a Lucca con lo stupro punitivo di una ragazza lesbica ad opera di fasci di forza nuova che poi hanno persino rivendicato la violenza come atto politico e ancora qualche mese più tardi a Viareggio sempre per lo stesso motivo e con simili modalità. Sarei curiosa di sapere se la ragazza di Milano è stata stuprata anche lei per "ragioni politiche" o perchè il tipo aveva letto per caso troppe volte Moebius.

Colui che secondo l'ansa ha commesso lo stupro è - come dice Antifa Milano -  Jimmy Bua, già referente di alleanza nazionale nell'ex zona 19 di Milano e guardaspalle del consigliere comunale Emilio Santomauro, nonchè storico sostenitore di Roberto Jonghi Lavarini di Cuore Nero, nelle ultime amministrative ha fatto campagna elettorale a Quarto Oggiaro per Marco Osnato, sempre di alleanza nazionale. Un buon camerata. 

Ecco la nota di agenzia di stampa:

(ANSA) - MILANO, 24 GEN - Una donna di 40 anni e' stata attirata in un appartamento, segregata per un giorno e ripetutamente stuprata da un uomo che aveva conosciuto in un locale, a Milano. Il presunto violentatore, arrestato dalla polizia, e' un italiano con precedenti per violenza sessuale e violenza, che e' stato scoperto in flagranza di reato, nell'appartamento in cui stava violentando la donna, grazie a una segnalazione di alcuni vicini. Secondo le prime informazioni, la donna aveva conosciuto l'uomo in un locale, in zona Ticinese, e si era fidata ad andare con lui fino in casa dell'uomo, in via Pascarella, a Quarto Oggiaro. Ma una volta entrata nell'appartamento e' cominciato un incubo durato dalle sei di ieri mattina, sino alle 19, quando sul posto e' arrivata una volante del commissariato di Quarto Oggiaro.

L'uomo arrestato e' Giuseppe Bua, con precedenti per reati contro la persona. Quando gli agenti di una volante del commissariato di Quarto Oggiaro hanno suonato alla sua porta, lui ha cercato di zittire la donna con una mano sulla bocca, poi, sempre secondo la ricostruzione della polizia, ha preso gli indumenti di lei, laceri e sporchi di sangue, e li ha messi a lavare gettando contemporaneamente alcuni profilattici nel water. Alla fine ha aperto ai poliziotti, che hanno trovato la donna allo stremo delle forze per la lunga e violenza segregazione, piena di lividi ed ecchimosi. (ANSA) 24-GEN-08. 

un ringraziamento a  
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/  da cui abbiamo linkato la notizia

Iran - Altri due ragazzi a rischio impiccagione

openmind | 01 Febbraio, 2008 12:43

GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE. E PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO UNITO



GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE LE NAZIONI UNITE



ARRESTATI IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19 ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI. L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH", PER LA QUALE E' PREVISTA, COME PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA PENA DI MORTE.

INTANTO, DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO CONFORTANTI ANCHE PER LA RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE D'APPELLO SAREBBE INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA



Si chiamano Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana (18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23 gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau.

La loro confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale islamico li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il reato di chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale iraniano prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati "nemici di Allah".

Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro assassinio del ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat", avvenuto nella prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno internazionale, proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per la vita in Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio di tanti innocenti, vittime di un regime spietato.

"Il popolo iraniano per la maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a morte e alla lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo pochi fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano strumenti leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si battono con eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a rischio delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui le minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".

Ma le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne. "Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati. Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi complici".

Il Gruppo EveryOne ha avviato una petizione internazionale sui due casi, per i quali sono stati interpellati anche l'Alto Commissario per i Diritti Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto Commissario per i Rifugiati António Guterres e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

EveryOne chiede a tutti i sottoscrittori di inviare e-mail e fax di protesta alle ambasciate iraniane, in Italia e a all'estero, nonché al governo britannico (per gridare no alla criminale deportazione di Pegah e di tanti altri profughi innocenti) e al regime iraniano di Amadhinejad.



Per ulteriori informazioni:

Gruppo EveryOne

(+ 39) 334-8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com

www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Venerdì 8 febbraio "Aimee e Jaguar" sede ARCI

openmind | 31 Gennaio, 2008 12:56

Associazione

“La Città Felice”                                                         ARCI-CATANIA

                                      Presentano il Film

 

                   AIMÉE e JAGUAR

di Max Färberböck

Lily Wust è la moglie di un soldato del Reich tedesco impegnato sul fronte orientale e madre di quattro figli: la perfetta donna ariana. Felice Schragenheim una ragazza ebrea che vive sotto falso nome attivamente impegnata ella Resistenza. Due donne il cui amore è più forte dell’odio che dovrebbe separarle. Presentato alla Berlinale 1999, Orso d’Oro ex aequo alle due attrici protagoniste

Venerdì 8 febbraio 2008 ore 19,30

presso Arci Catania, piazza Carlo Alberto,47

Seguirà discussione e …cena a cura di “INZUPPARCI”

Chiediamo le dimissioni del Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro

openmind | 25 Gennaio, 2008 12:50

Venerdì 25 Gennaio 2008 alle ore 21 ci sarà in Piazza Teatro Massimo, davanti il locale "Tertulia", una manifestazione per chiedere ed ottenere le dimissioni del Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro (detto Totò), condannato in primo grado per favoreggiamento semplice e rivelazione di segreto a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici (l'accusa chiederà in appello l'aggravante del favoreggiamento alla Mafia che è stata negata dai giudici del processo di primo grado appena conclusosi).

Durante la manifestazione si proietteranno spezzoni di video che raccontano storie di mafia e processi di mafia. Ci saranno alcune vittime di mafia che racconteranno brevemente la loro storia.

La manifestazione è organizzata dalla Società Civile Catanese.

Saluti,

Fabio Viola - Cittainsieme
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