FIRMIAMO L'APPELLO PER FRANCESCO CARUSO
openmind | 14 Febbraio, 2008 13:22
Abbiamo
letto in questi giorni su alcuni organi di stampa del centro-destra, in
particolare libero, il giornale e il corriere della sera, di una
presunta volontà del partito di non ricandidare Francesco Caruso.
Siamo
convinti che questo sia più il desiderio recondito dei loro editori
piuttosto che il reale intendimento di rifondazione comunista.
Tuttavia
ne approfittiamo per dare un nostro modesto contributo alla discussione
che, in virtù dell'attuale legge elettorale in vigore, ricade in ultima
istanza sulle spalle degli organismi decisionali del partito.
Il
nostro universo di riferimento, come ben sapete, è fortemente ancorato
alle dinamiche e ai conflitti sociali che costruiamo giorno per giorno
nei nostri territori con l'obiettivo di intercettare e organizzare le
nuove figure del precariato sociale dentro processi di autogestione e
autorganizzazione. A partire dal g8 di Genova abbiamo rimesso in
movimento le nostre storie, mescolandole e contaminandole: ci sono
stati fasi interessanti di sperimentazione ma anche fasi
aride di arretramento, tuttavia ora, in uno scenario di forte autonomia
della sinistra come quello in cui ci ritroveremo ad agire, è necessario
fare uno sforzo per rilanciare un terreno di sperimentazione e di
interconnessione tra le dinamiche di conflittualità sociale e le forme
della rappresentanza politica.
E'
su questo terreno che si misura la costruzione della sinistra e non
certo negli equilibrismi tra le quattro segreterie dei partiti e siamo
convinti che la presenza in parlamento di Francesco Caruso possa dare
un valido contributo al rafforzamento tanto dei percorsi dei resistenza
sociale quanto delle dinamiche di innovazione delle forme, delle
pratiche e del linguaggio della politica. Tuttavia la nostra
generazione, quella che per semplificare possiamo definire la
generazione di Genova, nei prossimi mesi e nei prossimi anni ha dinanzi
a sè anche altri appuntamenti politici fondamentali, non elettorali ma
giudiziari: centinaia di anni di carcere, le inchieste per
l'associazione sovversiva che ha ordito il g8 di Genova, i processi per
il trainstopping, per le lotte sulla casa, il lavoro, la precarietà, il
carovita, insomma il carcere come prospettiva di vita sembra ormai un
orizzonte non molto lontano, per alcuni di noi con un piede già dentro
le prigioni, altri in attesa della macchina burocratica della
giustizia, lenta ma inesorabile. Il rischio concreto è che nei prossimi
anni, nemmeno tanti,ci troveremo a fare i conti con una generazione
inedita di detenuti politici, un problema che investe direttamente il
destino e il futuro di alcuni di noi, tra i quali certamente Francesco
Caruso, ma che riveste anche un problema per tutta la sinistra, almeno
quella parte che oggi si pone il problema di non commettere gli stessi
errori del passato. E' una questione che si inserisce anche dentro il
quadro di degenerazione etica e morale della politica, su cui crediamo
opportuno fare leva: nel momento in cui la delinquenza politica alla
Cuffaro, alla Mastella, alla Berlusconi si apprestano ad andare al
governo, persone cioè che hanno infangato e subordinato la politica ai
loro interessi economici e affaristici, c'è una generazione che invece
rischia di finire in galera per le proprie idee, per il loro impegno
civile, la passione e lo slancio ideale.
Questo
problema non è puramente repressivo, ma si inserisce dentro il quadro
più complessivo del tentativo di azzeramento della sinistra nel suo
complesso: contrastare il tentativo di cancellare addirittura
l'esistenza e la presenza istituzionale della sinistra deve per questo
andare di pari passo con la necessità di mantenere aperti gli spazi di
agibilità del conflitto sociale, proprio perchè si autoalimentato l'uno
con l'altro, mentre non dobbiamo assolutamente commettere l'errore di
pensare di preservare l'uno a discapito dell'altro.
Per
questo motivo crediamo sia importante all'interno anche della
composizione delle liste parlamentari, la presenza non solo simbolica
di compagni e compagne provenienti dalla stagione e dalla generazione
di Genova che, proprio per il rischio impellente sulle proprie spalle
di un periodo più o meno lungo di detenzione politica, possano farsi
portatori tanto della ricerca di un possibile terreno di
sperimentazione e connessione tra politica, società e movimenti, quanto
delle istanze e delle battaglie per libertà.
In
questi due anni di mandato parlamentare abbiamo avuto modo di
apprezzare la determinazione con la quale Francesco Caruso si è speso
al nostro fianco nelle battaglie e nelle mobilitazioni in materia di
precarietà, devastazione ambientale, guerra globale, diritti negati, a
volte anche in aperta contrapposizione alle scelte del governo Prodi:
sempre generosamente al fianco dei movimenti dei disoccupati, dei senza
casa, degli studenti della Sapienza, delle comunità in lotta per la
difesa del territorio, dei carcerati, degli immigrati reclusi nei Cpt,
degli internati dei manicomi criminali, dei precari, degli operai,
della moltitudine plurale dei senzavoce che nel meridione hanno cercato
e continuano a cercare di alzare la testa e ribellarsi. Per questo lo
processano e per lo stesso identico motivo noi lo sosteniamo, anche in
contrasto con la nostra disaffezione e lontananza dalla politica
istituzionale che in questi due anni di governo prodi si è ancor più
alimentata. Una risorsa e un'opportunità la sua presenza che speriamo
poter ancora incrociare nei prossimi anni nei tanti fronti di lotta che
possiamo e dobbiamo aprire contro i processi di americanizzazione e di
omologazione politica e culturale che si rischiano di concretizzare a
breve nel nostro paese, se non troviamo insieme il coraggio di spostare
in avanti il terreno delle sfide politiche che ci attendono.
I figli di Sandra e Clemente
openmind | 14 Febbraio, 2008 13:16
Il
ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo
hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta
con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con
qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che,
come i più informati sanno, si chiama Udeur.
L’Udeur, in quanto partito votato
dall’ 1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato
con denaro pubblico. Si chiama „Il Campanile“, con sede a Roma, in
Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne
distribuisce 1500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo
testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto
un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a
due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: “Da
anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte
nella spazzatura!“. A che serve allora -direte voi- un giornale come
quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni
anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di
tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera
di lavoro? insisterete ancora voi.
Che farà? Anzitutto l’editore,
Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di
grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una
direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha
fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con
Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti,
opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete.
Che c’entra? Se è bravo… non vogliamo mica fare discriminazioni
antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del
giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti,
nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere
qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila
euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra
Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra
l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli.
Era quello che fu beccato mentre
volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza,
insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del
vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che
ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di
Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le
destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il
Campanile?
Gli ultimi biglietti d’aereo (con
allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella
e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere
papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo
nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore non ci sono più
stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la
curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore
della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why
Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De
Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella,
mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli
l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale
tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il
Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per
liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.
Gli ordini sono andati tra gli
altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di
Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo
(sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di
cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila
euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un
metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di
San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro
l’angolo della villa del ministro, quella con il parco intorno e con la
piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il
Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.
La prossima volta vi racconto la
favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata
comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata
affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.
Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News
http://www.corritalia.de/l222it/cerca?l=53&lang=it
Comunicato stampa candidatura Rita Borsellino
openmind | 14 Febbraio, 2008 13:11
Un governo condiviso tra donne e uomini di buon senso alla regione Sicilia
La corsa alla presidenza della regione siciliana � incominciata e i/le
candidati/e sono stati/e scelti/e seguendo criteri autoreferenziali di
logiche partitiche che in qualche modo ci spiazzano, in quanto siamo
donne femministe e lesbiche, gay e transessuali impegnate/i
politicamente da tempo a prestare una reale attenzione allo svolgersi
della vita intorno a noi e a metterci in gioco in ogni contesto
adottando pratiche di relazioni e di conflitti costruttivi.
L'esperienza della precedente campagna elettorale regionale aveva visto
la candidatura di Rita Borsellino come frutto di una scelta proveniente
dal basso, da donne e uomini, tante e tanti, che avevano riposto
fiducia e speranza in una figura carismatica e al contempo semplice e
autentica che si proponeva cosi' com'era, umana e desiderosa di
procedere con altre e altri nel suo cammino senza schemi e legami di
partito, profondamente segnata da un'antimafia vissuta sulla sua pelle.
Una donna quindi centrata in se stessa, aliena da ogni compromesso e
ambiguit�.
Anche non avendo raggiunto i voti necessari per ottenere la presidenza
regionale, Rita Borsellino ha raccolto un grandissimo consenso
trasversale e ha continuato strenuamente a lottare come deputata al
parlamento regionale della Sicilia. Per questo riteniamo che la sua
candidatura a queste elezioni regionali dovrebbe apparire alla maggior
parte delle e dei siciliani come la logica conseguenza di una passione
e di un impegno ininterrotto e costante come quello dimostrato da lei
in direzione di una politica trasparente e tangibile. Siamo stanche/i
di essere rappresentate/i secondo logiche di potere maschili e di
equilibri politici di e tra i partiti. Vogliamo essere noi, donne e
uomini assennate/i a pensare forme di governo condiviso e a indicare
chi potrebbe andare alla regione Sicilia per governare realmente
insieme a noi.
Ci aspettiamo quindi che Rita Borsellino riprenda in mano le redini
della sua candidatura a presidente della regione Sicilia per tener fede
a una promessa fatta ormai un anno fa al popolo delle assennate e dei
giusti che hanno creduto e credono ancora in lei e che amano veramente
la Sicilia e i suoi abitanti.
Catania 14/02/2008
Citt� Felice - Catania e Open Mind GLBT - Catania.
Comunicato stampa solidarieta' Mario Mieli
openmind | 11 Febbraio, 2008 13:13
Il centro di
iniziativa GLBT Open Mind Catania esprime la sua solidariet� nei
confronti del circolo Mario Mieli per i recenti attacchi ricevuti dal
quotidiano l'Avvenire.
Alla notizia che il circolo romano avrebbe tenuto una serie di incontri
"contro i bullismi" in sei scuole della capitale, il giornale cattolico
ha lanciato i suoi strali, parlando di "bullismo del politicamente
corretto" e definendo l'associazione in questione come portatrice di
una cultura parziale della visione della sessualit� umana.
Parrebbe, in parole povere, che il Mieli non sia adeguato a fare
iniziative contro il bullismo solo perch� associazione composta da
omosessuali, bisessuali e transessuali.
Riteniamo inaccettabile questo attacco vergognoso e calunnioso e
rivendichiamo il diritto di ogni persona e di ogni organizzazione GLBT
di poter incidere nel tessuto sociale attraverso iniziative come quella
portata avanti dal Mario Mieli, che da anni si batte per la tutela dei
diritti delle persone omosessuali e transessuali e per l'integrazione
delle diversit� in una societ� plurale, laica, libera e giusta.
Opem Mind Catania
Diciamo pure che un bel dì succede che il Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli" decide di fare un'iniziativa nelle
scuole contro tutti i bullismi (notare il plurale) e chiama psicologi,
insegnanti, assessori e personale qualificato per costruire un progetto
serio.
Un'iniziativa sana, importante, che riempie il vuoto lasciato
dal centro-sinistra sulla questione della violenza nei confronti dei
giovani omosessuali e transessuali e che affronta quello più generale,
ma non meno grave, del bullismo scolastico.
Indovinate cosa pubblica l'Avvenire (nomen omen) nelle sue colonne?
Il Comune di Roma ha deciso di
patrocinare un’iniziativa anti-bullismo «a 360 gradi» che – «per ora»,
viene sottolineato – si svilupperà in 6 scuole superiori romane e si
articolerà in 60 incontri «obbligatori» per insegnanti, famiglie e
studenti delle classi prescelte.
Presentata così, la cosa meriterebbe solo applausi. Invece hanno
subito preso a fioccare da più parti allarmi e riserve. E può sembrare
strano, ma solo fino a quando non si colgono gli esatti e sconcertanti
contorni dell’operazione. Basta, infatti, informarsi appena un po’ per
scoprire che questa meritoria battaglia, col beneplacito
dell’amministrazione capitolina, è stata appaltata al ’Mario Mieli’,
un’organizzazione che si definisce «circolo di cultura omosessuale».
Gli «operatori» che verranno inviati nelle sei scuole di Roma sono
stati, insomma, selezionati all’interno di una precisa e unica realtà
militante, da anni polemicamente impegnata per l’affermazione della sua
parziale visione «culturale» della sessualità umana. Perché? In base a
quali criteri si è stabilito che la «non sopraffazione» e la «non
discriminazione delle diversità» per diventare finalmente materie di
studio e di formazione debbano finire per concidere, incredibilmente,
con le posizioni sostenute in certi ambienti gay? La scuola non può e
non deve diventare campo libero per imposizioni propagandistiche e
scorribande pseudo-educative. Il bullismo del ’politicamente corretto’
non fa meno danni di ogni altro bullismo. E l’autentico rispetto per
ogni persona ci impone di denunciarlo con la stessa determinazione.
Fonte: L’Avvenire |
Vi invito, altresì, a leggere il comunicato del circolo Mario Mieli, che ci dà il senso di equilibrio con cui si è impostata l'iniziativa, in risposta alle calunnie del quotidiano cattolico.
Colgo
l'occasione per esprimere la mia
sincera e sentita solidarietà a tutte le persone del circolo, le quali
lavorano con passione e impegno per rendere il panorama sociale romano
più equo, giusto e
libero dall'ignoranza e dalla grettezza di cui la chiesa cattolica è
degna rappresentante.
stupri fascisti
openmind | 08 Febbraio, 2008 17:01
Qualche giorno fa
a Milano una donna è stata segregata e stuprata per ore e ore. Non
fosse stato per i vicini che hanno fatto la segnalazione il grand'uomo
avrebbe continuato per chissà quanto a dimostrare la sua "maschia
prestanza fisica". Il tizio in questione pare essere un noto militante
di destra.
Un'altra bella dimostrazione - certo più recente di quella del Circeo - di "virilità" fascista l'avevamo avuta due anni fa a Lucca con lo stupro punitivo di una ragazza lesbica ad opera di fasci di forza nuova
che poi hanno persino rivendicato la violenza come atto politico e
ancora qualche mese più tardi a Viareggio sempre per lo stesso motivo e
con simili modalità. Sarei curiosa di sapere se la ragazza di Milano è
stata stuprata anche lei per "ragioni politiche" o perchè il tipo aveva letto per caso troppe volte Moebius.
Colui che secondo l'ansa ha commesso lo stupro è - come dice Antifa Milano
- Jimmy Bua, già referente di alleanza nazionale nell'ex zona 19 di
Milano e guardaspalle del consigliere comunale Emilio Santomauro,
nonchè storico sostenitore di Roberto Jonghi Lavarini di Cuore Nero,
nelle ultime amministrative ha fatto campagna elettorale a Quarto
Oggiaro per Marco Osnato, sempre di alleanza nazionale. Un buon
camerata.
Ecco la nota di agenzia di stampa:
(ANSA) - MILANO, 24 GEN - Una donna di 40 anni e' stata attirata in
un appartamento, segregata per un giorno e ripetutamente stuprata da un
uomo che aveva conosciuto in un locale, a Milano. Il presunto
violentatore, arrestato dalla polizia, e' un italiano con precedenti
per violenza sessuale e violenza, che e' stato scoperto in flagranza di
reato, nell'appartamento in cui stava violentando la donna, grazie a
una segnalazione di alcuni vicini. Secondo le prime informazioni, la
donna aveva conosciuto l'uomo in un locale, in zona Ticinese, e si era
fidata ad andare con lui fino in casa dell'uomo, in via Pascarella, a
Quarto Oggiaro. Ma una volta entrata nell'appartamento e' cominciato un
incubo durato dalle sei di ieri mattina, sino alle 19, quando sul posto
e' arrivata una volante del commissariato di Quarto Oggiaro.
L'uomo arrestato e' Giuseppe Bua, con precedenti per reati contro la
persona. Quando gli agenti di una volante del commissariato di Quarto
Oggiaro hanno suonato alla sua porta, lui ha cercato di zittire la
donna con una mano sulla bocca, poi, sempre secondo la ricostruzione
della polizia, ha preso gli indumenti di lei, laceri e sporchi di
sangue, e li ha messi a lavare gettando contemporaneamente alcuni
profilattici nel water. Alla fine ha aperto ai poliziotti, che hanno
trovato la donna allo stremo delle forze per la lunga e violenza
segregazione, piena di lividi ed ecchimosi. (ANSA) 24-GEN-08.
un ringraziamento a
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/ da cui abbiamo linkato la notizia
Iran - Altri due ragazzi a rischio impiccagione
openmind | 01 Febbraio, 2008 12:43
GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE. E PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO UNITO
GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE LE NAZIONI UNITE
ARRESTATI
IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19 ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI.
L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH", PER LA QUALE E' PREVISTA, COME
PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA PENA DI MORTE.
INTANTO,
DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO CONFORTANTI ANCHE PER LA
RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE D'APPELLO SAREBBE
INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA
Si chiamano Hamzeh
Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana
(18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23
gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il
giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad
Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura
fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che
cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di
avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau.
La
loro confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale
islamico li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il
reato di chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale
iraniano prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati
"nemici di Allah".
Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro
assassinio del ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat",
avvenuto nella prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno
internazionale, proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per
la vita in Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio
di tanti innocenti, vittime di un regime spietato.
"Il popolo
iraniano per la maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a
morte e alla lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo
pochi fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano
strumenti leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si
battono con eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a
rischio delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui
le minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".
Ma
le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana
rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato
l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a
seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con
la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani
e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove
l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte
d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco
confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non
concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni
internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo
inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler
più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne.
"Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a
dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del
rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati.
Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro
di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi
complici".
Il Gruppo EveryOne ha avviato
una petizione internazionale
sui due casi, per i quali sono stati interpellati anche l'Alto
Commissario per i Diritti Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto
Commissario per i Rifugiati António Guterres e il Segretario Generale
delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
EveryOne chiede a tutti i
sottoscrittori di inviare e-mail e fax di protesta alle ambasciate
iraniane, in Italia e a all'estero, nonché al governo britannico (per
gridare no alla criminale deportazione di Pegah e di tanti altri
profughi innocenti) e al regime iraniano di Amadhinejad.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com
Venerdì 8 febbraio "Aimee e Jaguar" sede ARCI
openmind | 31 Gennaio, 2008 12:56
Associazione
“La Città Felice” ARCI-CATANIA
Presentano il Film
AIMÉE e JAGUAR
di Max Färberböck
Lily
Wust è la moglie di un soldato del Reich tedesco impegnato sul fronte
orientale e madre di quattro figli: la perfetta donna ariana. Felice
Schragenheim una ragazza ebrea che vive sotto falso nome attivamente
impegnata ella Resistenza. Due donne il cui amore è più forte dell’odio
che dovrebbe separarle. Presentato alla Berlinale 1999, Orso d’Oro ex
aequo alle due attrici protagoniste
Venerdì 8 febbraio 2008 ore 19,30
presso Arci Catania, piazza Carlo Alberto,47
Seguirà discussione e …cena a cura di “INZUPPARCI”
Chiediamo le dimissioni del Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro
openmind | 25 Gennaio, 2008 12:50
Venerdì 25 Gennaio 2008 alle ore 21
ci sarà in Piazza Teatro Massimo, davanti il locale "Tertulia", una
manifestazione per chiedere ed ottenere le dimissioni del Presidente
della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro (detto Totò), condannato in
primo grado per favoreggiamento semplice e rivelazione di segreto a 5
anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici
(l'accusa chiederà in appello l'aggravante del favoreggiamento alla
Mafia che è stata negata dai giudici del processo di primo grado appena
conclusosi).
Durante
la manifestazione si proietteranno spezzoni di video che raccontano
storie di mafia e processi di mafia. Ci saranno alcune vittime di mafia
che racconteranno brevemente la loro storia.
La manifestazione è organizzata dalla Società Civile Catanese.
Saluti,
Fabio Viola - Cittainsieme