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openmind | 07 Marzo, 2008 12:35
V(u)oto
a rendere
I diritti di noi persone GLBT sono stati
costantemente negati da tutta la classe politica italiana
attenta a non dispiacere alle richieste vaticane.
Il rispetto di noi persone GLBT è stato sempre
violato da dichiarazioni da esponenti
di destra e di sinistra
che ci hanno visti ora come persone da curare,
ora come deviati, ora come gente da sterminare.
A causa di tali ragioni, in questi ultimi due anni
gli episodi di omofobia in grandi città come
Roma, Milano, Bologna e Torino
sono vertiginosamente aumentati.
Per questa ragione ci rivolgiamo a tutti
i gay, le lesbiche,
i bisessuali e i transessuali e
chiediamo per il 13 e il 14 aprile
di annullare la scheda elettorale scrivendo la frase:
|
V(U)OTO A RENDERE
Sono (gay/lesbica/bisessuale/trans), niente diritti, niente voto!
|
Col nostro voto nullo rendiamo indietro
il vuoto delle loro promesse.
|
Open Mind Centro di iniziativa Gay Lesbica Bisex Trans* opencatania@tiscali.it
tel3406839852
|
openmind | 06 Marzo, 2008 12:23
Domenica scorsa su La7 (che rimane la più coraggiosa delle tv generaliste) durante il programma "The Italian Job" è andato in onda un servizio che avrebbe dovuto far parlare, scioccare, indignare. E che invece ha avuto pochissima risonanza; napoligaypress ha avuto la prontezza di parlarne subito, ma in pochi poi l'hanno seguito.
Nel servizio, il conduttore del programma, Paolo Calabresi, finge di essere Joseph Nicolosi, il promotore della terapia riparativa, che afferma ad esempio quanto segue: "L'omosessualità è un sintomo di un problema emotivo e rappresenta bisogni emotivi insoddisfatti dall'infanzia, specialmente nella relazione con il genitore dello stesso sesso. In altre parole: per il ragazzo che non ha avuto una connessione emotiva con il padre, e per la ragazza che non ha avuto attenzione emotiva da parte della madre, questo può indurli a
sviluppare un sintomo di attrazione verso il proprio sesso, o omosessualità."
E ancora afferma: "Io non penso che l'omosessualità sia normale. La popolazione omosessuale è circa il 2 %, 1.5 - 2 %. Perciò statisticamente non è "normale" nel senso che non è molto diffusa. Oltre a questo, non è nemmeno normale in termini di *natural design*"
Calabresi, così truccato si fa ricevere in Vaticano da un Monsignore. Seguono discorsi raccapriccianti sulla "malattia" omosessualità, sulle sue cure (che devono essere imposte ai ragazzi se i genitori le chiedono, anche contro la loro volontà). Discutono sull'opportunità o meno di divulgare pubblicamente le loro teorie e terapie, concordando sul fatto che è meglio farlo ma in silenzio, senza troppo clamore; e passando quasi per dei poveretti vessati dall'attuale società e dalla lobby gay (?). Infine si rallegrano del fatto che non è passata la norma sulle discriminazioni omofobiche, così che si possano chiamare i gay "col loro vero nome".
Il servizio è agghiacciante. E il fatto che nessuno grido si è alzato è la dimostrazione di come la terapia riparativa la stiano attuando da tempo. Quando non si va al Pride perché ci sono le telecamere, quando ci si inventa la ragazza con i colleghi, quando non si risponde alla battuta offensiva sui froci, quando non ci si rivela ai genitori perché per loro sarebbe un dispiacere enorme (è dare un dispiacere dire di amare?), quando non si scende in strada a urlare le nostre ragioni per "pigrizia", tutti questi momenti mancati dimostrano quanto ci stanno abituando all'idea di essere realmente malati, non degni di vivere la nostra realtà emozionale, la nostra natura affettiva, amorosa e sessuale. Qualcuno lo afferma apertamente (la Binetti ce lo dice in faccia); qualcun'altro più ipocritamente dice di portarci rispetto ma poi ci definisce un'aberrazione (Casini, ma anche Bindi, Veltroni ecc...); la Chiesa lo fa ogni ogni giorno dicendo che le nostre non sono famiglie (per poi più subdolamente trovare altre forme di vie "ri-educative", come si evince dal filmato) e che le uniche chance che abbiamo per essere accettati è farsi "curare" o almeno praticare l'astinenza (ovvio, no? il male vero è il sesso).
Per fortuna i fallimenti di tale terapia sono molti come dimostra il video tradotto da Andreas Martini:
Ma sappiamo bene come questo clima omofobico (e con questo non intendo le violenze fisiche più o meno forti ai danni dei gay, ma il fardello dell'omofobia interiorizzata che tutti, anche i più disinvolti, si portano appresso) faccia sì che siamo sempre in pochi a lottare, a dire la nostra, a non chinare il capo, a mostrarci in viso.
Cosa fare allora? Continuare a scrivere sui nostri blog, commentare e basta? A sostenere e votare il candidato meno peggio? Possibile che non si possa fare altro? A mio avviso il solo approccio politico a tavolino ha fallito per la lotta glbt, lo vediamo dalla situazione disastrosa attorno a noi. Credo sia ora di scendere in piazza, di recuperare i sentimenti che hanno animato le femministe negli anni '70 (sarà da non perdere il documentario "Vogliamo anche le rose" di Alina Marazzi di prossima uscita), di protestare sempre e comunque.
Lunedì sera si è tenuta a Roma la conferenza "Laico è cattolico. Quando è la chiesa in prima linea" presieduta da Tonino Cantelmi, fautore della terapia riparatrice in Italia e presidente dell'"Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici". Tra gli ospiti, immancabile, la Binetti. Queerway ci è andato e ha riferito della loro volontà di costituire (come se già non ci fosse) una lobby cattolica trasversale ad ogni partito politico. Ecco: quella è stata un'occasione mancata per noi, avremmo dovuto andare a contestarli, a fare azione di disturbo.
Cercherò per quel che mi riguarda di organizzare tali azioni in futuro. Vorrei che altri si sentissero pronti ad unirsi. Vorrei che GayToday servisse anche a questo: non solo scambiarci idee, opinioni e critiche, ognuno dal suo pc a casa, ma anche ad istituire una rete solida fra noi per lottare uniti in strada.
Come dite? Non servirebbe a nulla? Forse. Ma restare a capo chino serve a qualcosa?
Qualcuno si dirà contrario a tali manifestazioni, dicendo di non voler lottare "contro", ma "per". Sbaglia: questa è una guerra, iniziata da tempo. Noi siamo suoi prigionieri. E neanche ce ne rendiamo conto.
openmind | 04 Marzo, 2008 12:16
openmind | 04 Marzo, 2008 10:53
Gian Luca Mario Loncrini è nato a Caprino Veronese nel 1971.Laureato presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Verona, ha frequentato un corso post laurea in Giornalismo Economico.Attualmente vive tra Verona, Copenhagen e Florianópolis in Brasile.
“Anche un uomo” è il suo romanzo d’esordio edito da Alberti & C.
La storia di un bambino che si scopre diverso dagli altri coetanei e affronta un percorso non sempre facile che lo condurrà dalla fanciullezza alle soglie dell’adolescenza alla ricerca del significato di amore nei diversi aspetti che la sua età gli consente di vivere e comprendere, trovando la forza per accettare questa sua diversità.
Ma Paolo è un ragazzino fortunato. Perché ha alle spalle una famiglia solida che lo ama e non appesantisce la realtà che grava sulla sua “fragile” condizione psicologica.
Un romanzo con uno stile narrativo proprio, particolare, in cui il passaggio dalla terza alla prima persona non è casuale, ma cercato e voluto dall’Autore per esprimere al meglio sentimenti ed emozioni e far si che il lettore riesca ad appropriarsene entrando nella vicenda.

“Quello che
provo è di una purezza che non si può spiegare a parole. Dovresti essere in
grado di essere dentro me e di provare le stesse cose che sto cercando di
spiegarti.”
“Non smetterò di giocare. Non smetterò mai, neanche crescendo. Giocare con le
parole, giocare con i miei fratelli più piccoli, giocare con la mamma ed il
papà. Continuerò a farlo, finché potrò. Perché arriverà anche il tempo in cui
non ci sarà più da giocare. Fino ad allora non ho fretta di crescere. Lascerò
che quello che sento dentro di me, che tutto questo bene che sento di avere in
me e di voler regalare, se ne esca fuori con la stessa semplicità di un gioco.”
“Vorrei lasciarti entrare dentro di me e, una volta uscitone, scoprire che
siamo la stessa cosa. A volte ho bisogno di questo. A volte ne ho davvero un
grande, disperato bisogno, amico mio. So di essere solo un ragazzino di tredici
anni che fino all'altro giorno credeva che esistessero dei supereroi. Ma oggi
credo che siano persone come noi due, i veri supereroi, che dovranno combattere
guerre più crudeli.”
“La mia vita sta iniziando solo adesso. Sta cominciando in questo momento, con
te che stringi la mia mano così forte, che stai ascoltando in silenzio ogni mia
parola senza interrompermi e senza chiedere spiegazioni a tutto quello che la
mia anima sta sputando fuori. Accettalo come un dono, perché è questo che io
vorrei un giorno facessi anche tu con me. Che mi dicessi che hai sempre provato
le stesse cose che provo io.”
“Ci saranno altri giorni in cui mi terrai per mano e non avrai vergogna di
farlo?”
“Dario accelerò il passo e lasciò il figlio dietro di sé. Scese velocemente il
sentierino e in un momento fu sopra al suo cucciolo. Avvicinò le labbra a
quelle del figlio. Gli stava facendo una respirazione a bocca a bocca. Manuele
si era voltato a guardare Paolo mentre scendeva alla spiaggia. Il colore della
pelle di Giorgio impressionò il ragazzino. Ora tutti stavano in silenzio. Si
sentivano solo i motoscafi in lontananza, il rumore delle onde infrangersi
sulle rocce e il respiro dell’uomo. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora
uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Gli occhi di Giorgio si
mossero. Tutti lo avevano visto ma non avevano detto una parola. L’uomo era
sopra di lui, le ginocchia sulle pietre. Uno zampillo di acqua uscì dalla bocca
di Giorgio. Poi ancora uno. E iniziò a piangere. Mira si unì a lui. Stella gli
si avvicinò con gli occhi sbarrati. Con una mano, cercava la gamba di Manuele.
Non sarebbero mai più andati in spiaggia da soli.”
- Da dov'è nata l'idea per Anche un uomo?
Dopo aver terminato la lettura del libro Non dirlo a nessuno del
peruviano Jaime Bayly, mi sono reso conto che nella letteratura
omosessuale lo spazio dedicato all'infanzia e all'adolescenza dei protagonisti
è spesso molto ridotto. E quasi sempre legato ad un momento drammatico, ad un
trauma subito. Ho ritenuto opportuno che fosse tempo di dedicare maggiore
spazio a questa fase delicata di ogni individuo, al di là delle proprie
inclinazioni sessuali. Così è nata l'idea. Mancavano ancora un titolo ed uno
stile che filtrasse il meno possibile il flusso di coscienza del protagonista.
Pian piano sono arrivati anche quelli. La stesura mi ha impegnato per circa tre
mesi.
I
commenti dei lettori
Sergio
Il
protagonista del romanzo è Paolo, di cui ci vengono narrate le vicende dai 7 ai
13 anni, ambientate in un paese sulla sponda bresciana del lago di Garda. Paolo
ha un rapporto molto stretto e solido con tutti i componenti della propria
famiglia, che lo ricambiano con altrettanto affetto. Paolo, come tutti, ha le
proprie specificità; innanzitutto ha una psicologia fortemente rivolta alla
riflessione: un flusso ininterrotto di pensieri accompagna le sue giornate,
parallelo alla vita reale. In qualche modo la mente di Paolo è il vero
narratore del romanzo: si tratta di un espediente narrativo che può apparire in
un primo momento un ostacolo al fluire chiaro degli eventi, ma che in realtà si
svela ben presto perfettamente funzionale al lettore per sviluppare piena
empatia con la psicologia del protagonista. Paolo, grazie anche a questa forte
propensione per la riflessione, si rende ben presto conto di un'altra cosa che
lo differenzia dai propri coetanei: non prova desiderio per le ragazze, mentre
sviluppa una grande intimità emotiva e affettiva con il suo amico del cuore,
Marco. Prima ancora di essere in grado di dare un nome all'omosessualità e
all'amore, Paolo accoglie con spontaneità, pur nell'inevitabile smarrimento
iniziale, le palpitazioni del proprio animo e le esperienze che ne conseguono.
E' evidente in questo l'importanza che ha, ancora una
volta, un contesto familiare positivo: pur non essendo l'omosessualità né
nominata né prevista, la famiglia trasmette al ragazzino una idea di amore
aperta e inclusiva e valorizza in ogni modo le specificità di Paolo. Magistrale
la pagina nella quale la sorella maggiore, incalzata da Paolo che anela
disporre di una definizione di amore, gli trasmette benissimo il concetto che
ogni amore è diverso perchè ognuno di noi lo vive in maniere diversa dagli
altri e perchè la stessa persona ama ogni volta in maniera diversa a seconda di
chi ama e da chi è amato.
Mario
Praticamente... Il miglior libro di questo 2007. La storia è molto accattivante, coinvolgente, specialmente per chi (come me)si ritrova ad essere coetaneo del protagonista del romanzo,e a vivere le stesse sensazioni, le stesse emozioni... Insomma mi è sembrato di leggere un pò la mia storia ( anche se preferisco Mazinga a Goldrake). Il percorso del protagonista è molto ben raccontato, mai nascosto, anche se mai svelato chiaramente. La cosa più bella è l'amore della famiglia verso il bambino che pian piano si accorge di essere diverso dai suoi coetanei, ma senza per questo vivere male la propria situazione. Un libro che leggi piangendo dalla commozione e per le forti emozioni che fa provare. Impossibile non immedesimarsi e vivere le stesse emozioni mentre si leggono. Assolutamente da leggere e rileggere, anche perchè appena finito ti vien voglia di rileggerlo subito... Grazie all'autore per ciò che mi ha fatto provare.
E' in pubblicazione Saudade - Una ragione per tornare, il suo secondo romanzo (Edizioni Libreria Croce; prefazione di Sergio Paronetto).
Ha terminato da poco la stesura del saggio di natura linguistico-cinematografica In principio era Biancaneve - Com'é cambiato il concetto di disegno animato per la Walt Disney dal primo lungometraggio ai giorni nostri). Il lavoro tratta vari argomenti tra i quali l'evoluzione della figura femminile, la rappresentazione della morte e del sesso, l'utilizzo della computer-grafica, il mercato home video, il doppiaggio. Sarà pubblicato a fine anno (2008).
E' in fase di stesura il terzo romanzo: Finché c'è Viagra c'è speranza.
per conoscere meglio
Gian Luca Mario Loncrini
autore di "Anche un uomo" edito da Alberti e C.
visita il suo
openmind | 03 Marzo, 2008 12:06
I gruppi di credenti omosessuali del centro sud
Nuova Proposta di Roma, Ponti Sospesi di Napoli,
I Fratelli dell’Elpis di Catania, La Sorgente di Roma, Kairos di Firenze
Ti invitano alla 3° edizione dell’agape del sud dal titolo:
Albano Laziale (RM), 24 – 27 Aprile 2008
L’incontro è rivolto a donne e uomini omosessuali, credenti e non credenti, che risiedono nelle regioni centro-meridionali.
Cosa significa essere donne ed essere uomini?
Quali le immagini ed i modelli del maschile e del femminile? Quanto questi modelli ci possono aiutare a realizzare il nostro specifico individuale?
Quali sono gli stereotipi, i codici e i comportamenti con cui gay e lesbiche vanno alla ricerca della loro identità, individuale e di gruppo e che talvolta rischiano di divenire schemi, condizionamenti e copioni che impediscono l’autenticità, la naturalità e la spontaneità dei corpi, delle emozioni e dei desideri?
Quali sono e da dove originano i pregiudizi reciproci che frequentemente ostacolano il dialogo tra gay e lesbiche ed impediscono loro di accedere ad un comune linguaggio capace di permettere un mutuo arricchimento?
La differenza sessuale è davvero una distanza insormontabile? Quanto la differenza di genere è reale e quanto è prodotta dalla cultura, quanto è dato e quanto è costruito?
A partire da questi interrogativi cercheremo insieme di favorire la conoscenza reciproca ed il dialogo tra donne e uomini con orientamento omosessuale, analizzando e rielaborando forme e modelli relativi all’identità di genere, maschile e femminile, e all’omosessualità gay e lesbica.
Infine proveremo ad individuare motivazioni, obiettivi e metodi di un possibile impegno etico e politico comune tra donne e uomini con orientamento omosessuale.
Questa proposta è rivolta a gay e lesbiche, residenti nelle regioni centro meridionali, credenti e non credenti, disposti a mettersi in gioco e a partecipare ad attività guidate, con esercizi, discussioni, momenti di riflessione, di condivisione e di confronto; il tutto in un contesto accogliente e piacevole, nel rispetto della libertà, dei tempi e dell’individualità di ogni partecipante.
La proposta è nata due anni fa, su iniziativa di alcuni omosessuali del centro-sud che hanno partecipato ai campi “fede ed omosessualità” che ogni anno da 29 anni vengono proposti dal Centro Ecumenico di Agape in Piemonte, riprendendone in linea di massima il modello.
La buona riuscita delle edizioni passate ha confermato, tra l’altro, il desiderio e il bisogno di spazi e opportunità di confronto e di crescita per gli omosessuali. Nel Centro-Sud infatti, ancora oggi, tali opportunità continuano ad essere assai carenti, se non del tutto assenti.
Lo staff che curerà le attività dell’incontro è costituito in parte da persone che di anno in anno progetta e conduce il campo di “fede e omosessualità” di Agape ed in parte da partecipanti delle passate edizioni.
Ci auguriamo che questa esperienza contribuisca a migliorare la condizione degli omosessuali del Centro-Sud di entrambi i sessi, facendo anche scaturire nuove relazioni e iniziative, come è accaduto nelle città del Nord, per i partecipanti del campo “fede ed omosessualità di Agape in Piemonte.
L’iniziativa anche quest’anno è sostenuta dalla rete di gruppi di gay credenti del Centro-Sud, ovvero, partendo dall’estremo Sud a salire:
¨ I Fratelli dell’Elpis, di Catania
¨ Ponti Sospesi, di Napoli
¨ Nuova Proposta, di Roma
¨ La Sorgente, di Roma
¨ Kairos, di Firenze
L’organizzazione è curata dai gruppi di “Nuova Proposta” di Roma e “Ponti Sospesi” di Napoli
Casa di Accoglienza San Girolamo Emiliani (Padri Somaschi) via Rufelli 14 (Ariccia) 00041 Albano Laziale (ROMA)
Collegamenti per Albano da Roma:
Auto: GRA uscita 23 Appia direzione Albano Laziale (Ad Albano proseguire sul centrale corso Giacomo Matteotti e girare a destra a via Trilussa - altezza Blockbaster - proseguendo la strada fino a Largo S. Girolamo Emiliani; L’ingresso è il grande cancello sul Largo).
FFSS: da Roma Termini a Albano Laziale (part. h. 8.37, 10.00, 12.10), è possibile raggiungere la Casa di accoglienza anche a piedi dalla stazione FS di Albano
Autolinee Cotral: da Roma Anagnina (capolinea Metro Linea A) o dalla fermata sulla via Appia all’uscita dell’aereoporto di Ciampino, direzione Albano Laziale (partenze ogni 30 ‘)
(info 067222153)
Per un criterio di equità si è studiato un sistema di quote secondo il reddito dei partecipanti. Si chiede a ciascuno/a di definire con responsabilità la propria quota individuando la fascia di reddito in cui ti collochi. Per il calcolo bisogna partire dal reddito mensile netto complessivo familiare, riducendolo del costo mensile del fitto o del mutuo e dividendo il risultato per il numero di persone che ne beneficiano. Alla fascia individuata corrisponderà la quota di partecipazione.
Esempio: convivo con il mio compagno o la mia compagna, il mio reddito netto mensile = 1500, il reddito netto mensile del mio compagno o della mia compagna = 1100, fitto mensile = 1000
Calcolo: (1500 + 1100 –
1000)/2 Risultato: 800 Fascia: C
Quota A fino a 460 euro mensili pro capite =130€
Quota B da 461 a 770 euro mensili
pro capite =160€
Quota C da 771 a 1200 euro mensili
pro capite =200€
Quota D oltre 1200 euro mensili
pro capite =240€
Inoltre, per agevolare la partecipazione di coloro che sono più distanti dalla località di svolgimento dell’incontro, Albano Laziale (ROMA), sono state stabilite le seguenti riduzioni da applicare alle quote B – C - D:
- 20€ per coloro che risiedono in località distanti tra i 250 e i 500 Km dal luogo dell’incontro (es: Potenza, Bari, Salerno);
- 40€ per coloro che risiedono in località distanti oltre i 500 Km dal luogo dell’incontro (es: Taranto, Lecce, Cosenza, Sicilia, Sardegna).
La quota comprende la pensione completa a partire dal pranzo del giovedì 24/4 fino alla prima colazione di domenica 27/4. Il pernottamento avverrà in camere a due/tre/quattro letti con bagno, fornite di biancheria da letto e da bagno.
Gruppo Nuova Proposta: cell. 333/4545237 (ore 17-20)
mail: incontro.centrosud@libero.it
Gruppo Ponti Sospesi: cell. 333/1889014 (ore 10-13)
mail: pontisospesi@libero.it
Per iscriversi al campo è possibile prenotarsi, entro e non oltre il 9/4/2006:
Entro 7 gg. dalla conferma della prenotazione, per rendere effettiva l’iscrizione, occorrerà versare una caparra di Euro 40.00 secondo le modalità che verranno indicate ed inviare il formulario sottostante riempito con i propri dati:
Le pratiche suddette possono essere effettuate anche tramite i referenti dei gruppi di Catania, Firenze, Napoli e Roma.
La caparra verrà restituita, in caso di mancata partecipazione, solo se la disdetta è pervenuta entro il 22 marzo 2008.
Considerati i posti limitati si richiede la tempestiva comunicazione delle eventuali rinunce alla Segreteria, così da poter immediatamente contattare le persone in lista di attesa.
openmind | 03 Marzo, 2008 11:55
openmind | 03 Marzo, 2008 11:52
OGNI DONNA HA DIRITTO DI OBIETTARE GLI OBIETTORI ed ESIGERE UN'EFFETTIVA ASSISTENZA SANITARIA A TUTELA DELLA SUA SALUTE.
Anche tu puoi farlo!
Saremo
il 5 marzo, dalle 9.30 davanti all'ospedale Macedonio Melloni con
materiale informativo sulla campagna Obiettiamo gli Obiettori.
Collettivo Femminista Mai Stat@ Zitt@ - Milano
Per info: maistatezitte@autistiche.org
openmind | 03 Marzo, 2008 11:51
Marco Tavaglio
Andò e tornò
La scelta di far scrivere a Salvo Andò, ex ministro craxiano, il programma di Anna Finocchiaro per le elezioni in Sicilia fa storcere il naso a molti elettori: ecco perché
La sede dell'Assemblea Siciliana
Già la decisione del Pd di preferire Anna Finocchiaro a Rita Borsellino
come candidata a governatore di Sicilia, senza passare per le primarie
(vinte dalla Borsellino nel 2006), ha causato qualche maldipancia tra
gli elettori. Ma i dolori di stomaco sono decisamente aumentati quando
s'è appreso dalla stessa Finocchiaro, intervistata da 'Repubblica Tv',
che il suo programma lo sta scrivendo un trust di cervelli guidato da Salvo Andò.
Alcuni spettatori di buona memoria hanno protestato on line. E la
Finocchiaro è sbottata: "Andò è una persona di grande livello
culturale, un cultore di diritto pubblico. Non capisco.".
Aiutiamola a capire: Salvo Andò, classe 1945, ex deputato e ministro craxiano, già docente nel prestigioso ateneo di Malta, ora rettore dell'università Kore di Enna e dirigente dello Sdi, è un personaggio - per così dire - controverso.
Nel 1993 la Dda di Catania chiede l'autorizzazione a procedere contro
di lui per voto di scambio con Cosa Nostra: i collaboratori di
giustizia che hanno appena fatto arrestare il loro capo Nitto
Santapaola raccontano come il boss latitante incontrasse Andò e lo
appoggiasse alle elezioni. Claudio Samperi, che faceva campagna per
Andò ricevendone buoni benzina e denaro contante, spiega che l'onorevole ricambiava con "favori nei processi".
Giuseppe Puglisi, braccio destro di Santapaola, conferma. In uno degli
ultimi covi della latitanza del boss la polizia trova un cartoncino
intestato 'Camera dei Deputati' con una scritta a penna: "Cari saluti,
Salvo Andò".
Già nel 1985 un membro dell'assemblea nazionale
del Psi, Enrico Salluzzo, scrisse a Craxi che un fedelissimo di Andò,
Andrea Finocchiaro, "trait d'union per fini elettorali con la malavita organizzata,
influenza decine di migliaia di voti e ha tesserato interi clan
mafiosi". Finocchiaro verrà ucciso dalla mafia pochi giorni dopo aver
inaugurato, insieme ad Andò, una sezione del Psi nel quartiere San
Cristoforo. Claudio Fava racconta tutto in un libro: Andò lo querela e
vince in primo grado, ma perde in appello: "Il fatto non è reato". Andò
viene poi assolto dal voto di scambio. Ma è rinviato a giudizio per le
tangenti sul centro fieristico di Viale Africa (appalto da 173 miliardi
di lire), pagate e confessate da uno dei 'cavalieri dell'Apocalisse':
Francesco Finocchiaro.
E, il 23 luglio '93, viene arrestato per le mazzette
sulla ristorazione nell'ospedale di Catania. L'accusa, poi derubricata
in finanziamento illecito, cade in prescrizione. Per Viale Africa
invece Andò viene condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi e in
appello a 4 anni; poi la Cassazione annulla con rinvio e nel secondo appello scatta la prescrizione,
grazie alle attenuanti generiche. Il 'cultore del diritto' sa che chi
vuol essere assolto nel merito può rinunciare alla prescrizione. Ma se
ne guarda bene.
Nel 2004 la Cassazione conferma che il tempo è scaduto, ma mette nero su bianco che i fatti sono veri e gli imputati i soldi li hanno presi.
Forse è per questo che Andò s'è tenuto stretta la prescrizione. Salvo
di nome e di fatto. Ora che scrive il programma della Finocchiaro, c'è
da giurare che si batterà come un leone per irrobustire la giustizia
siciliana e ridurre finalmente i tempi intollerabili dei processi.
Tanto lui non ne ha più.
Centro di iniziativa_
******Gay******
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