Open Mind

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Rassegna cinematografica "Il corpo altrove"

openmind | 17 Aprile, 2008 09:21

Centro F. Braudel Università di Catania - Comitato Pari Opportunità  Università di Catania  - DAERA Soc. Coop. Soc

 

Rassegna cinematografica interculturale sulla violenza a donne e minori

IL CORPO ALTROVE

In collaborazione con:

Amnesty International  - Circuiti Culturali dell’Università di Catania - Facoltà di Scienze Politiche - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere

 

Seminario introduttivo: IL CORPO ALTROVE: LA VIOLENZA DI GENERE

23 aprile 2008 - ore 18,00

Facoltà di Scienze Politiche, Aula Magna

           

 

MERCOLEDI’ 23 APRILE Facoltà di Scienze Politiche - Aula Magna

TI DO I MIEI OCCHI di Iciar Bollani, 2004, Spagna, ‘116.

“ La Barbona ” di e con Ketty Governali

 

GIOVEDI’ 8 MAGGIO Monastero dei Benedettini - Aula A1

FIRE di Deepa Mehta, 1997, India/Canada, ‘94.

Lettura di poesie con Ketty Governali

 

GIOVEDI’ 15 MAGGIO Monastero dei Benedettini - Aula A1

MAGDALENE di Peter Mullan, 2002, Gran Bretagna, ‘114.

Letture dal documentario “Sex in a cold climate”

 

GIOVEDI’ 22 MAGGIO Monastero dei Benedettini - Aula A1

MOOLAADE’ di Sembene Ousmane, 2006, Senegal/Grancia, ‘120

Video “Mai più violenza sulle donne” di Amnesty International

 

MERCOLEDI’ 28 MAGGIO Monastero dei Benedettini - Aula A1

IL SEGRETO DI ESMA di Jamila Zbanic, 2006, Austria/Bosnia-Herzegovina/Germania, ‘90.

“Quelli” di e con Ketty Governali

 

GIOVEDI’ 5 GIUGNO Facoltà di Scienze Politiche - Aula Magna

IL VESTITO DA SPOSA di Fiorella Infascelli, 2004, Italia, ‘105.

“Parole maschili” con Orazio Condorelli

 

Le proiezioni saranno precedute da performance, video e letture

INGRESSO GRATUITO - ore 20,30

 

 

Coordinamento organizzativo

Tiziana Cicero: t.cicero@daera.org – Gaia Napoli: ganapoli@unict.it

FUTURA: I DEEGAY DELLA NOTTE.

openmind | 03 Aprile, 2008 09:11

Radio DeeGay e Radio Città Futura, in collaborazione con ECO TV presentano:

FUTURA: I DEEGAY DELLA NOTTE.


Tutti i venerdì dalle ore 23.00, due ore di radio e televisione sul mondo GLBT in diretta audio e video su WEB, FM e Satellite. Ed il lunedì in replica alle 23.00 sul canale 906 di Sky su ECOTV.

Titolo di questa puntata: "Lo stile, la moda ed il Talento Gay".

Interverranno in trasmissione: Fabio Canino (Conduttore radio-televisivo), Alessandro Fullin (comico), Cinzia Boccolotti (Drag Queen) e Regina Miami (Drag Queen).  

CITTA’ FUTURA ospita, all’interno del suo palinsesto, la prima web-radio gay italiana: RADIO DEEGAY

Ogni venerdì, alle ore 23.00, nel consueto spazio notturno di RCF, intitolato “Futura”, gli speaker di Radio DeeGay intratterranno il pubblico esplorando il vasto mondo della cultura G.L.B.T.

“FUTURA i deegay della notte”, nella seconda puntata, torna con i suoi conduttori Christian Floris, Sophia De Pietro e Gaia a parlare di STILE, MODA E DEL “TALENTO GAY”.

Interverranno in trasmissione:  Fabio Canino (Conduttore radio-televisivo), Alessandro Fullin (comico), Cinzia Boccolotti (Drag Queen) e Regina Miami (Drag Queen).  

Grande spazio sarà dedicato anche all’interazione con il pubblico, che, come ogni settimana, potrà dire la sua sui temi discussi in trasmissione. In questa seconda puntata, la domanda che verrà posta al pubblico sarà: “Omosessualità è anche sinonimo di talento?”.  (Contatti per intervenire in onda: SMS 3880097700 N.VERDE 800.86.70.90 MAIL futura@deegay.it).

Importante segnalare che la trasmissione avrà, al suo interno, una parte dedicata a promuovere le maggiori realtà che creano intrattenimento ed eventi G.L.B.T., in tutto il territorio nazionale.

La trasmissione si potrà ascoltare in diretta su DEEGAY.IT e RADIO CITTA’ FUTURA (in FM a Roma sui 97.7 mhz), ma non solo, la si potrà anche vedere nello streaming video dei rispettivi siti internet (sempre in diretta) e nella replica che ogni lunedì verrà riproposta da ECOTV (canale 906 di SKY) dalle ore 23.00

La trasmissione sarà in onda anche in FM in numerose città italiane attraverso le emittenti collegate via satellite.

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UFFICIO STAMPA

ufficiostampa@deegay.it

+39 333 7171007

+39 393 9907356

INAMMISSIBILI DICHIARAZIONI SULLA PROSTITUZIONE COME UN BENE PREZIOSO PER LE PERSONE TRANSGENDER E TRANSESSUALI

openmind | 02 Aprile, 2008 09:10

Associazione di volontariato sociale senza fini di lucro, ai sensi della legge 266/91
Sede Legale: via Pontevecchio 18/9 – 16132 Genova

Web: http://www.azionetrans.it – email: info@azionetrans.it – infoline: 320-8748419

 

COMUNICATO STAMPA

INAMMISSIBILI DICHIARAZIONI SULLA PROSTITUZIONE COME UN BENE PREZIOSO PER LE PERSONE TRANSGENDER E TRANSESSUALI

 

Il 29 marzo u.s. è andata in onda sul canale tv Teleroma 56  (can 877 sky e Roma can 56 su digitale terrestre), durante la trasmissione “Outing, un’intervista a Leila Daianis, presidente dell’Associazione transessuale  “Libellula 2001”. Nel corso della stessa, la Daians ha – fra le altre cose - dichiarato che fare la  prostituta per una ragazza transessuale "sarebbe un fatto positivo”, adducendo la motivazione secondo cui, tali prestazioni sono per alcune ragazze un mezzo per affermare la propria femminilità, Secondo la stessa Daianis, un cliente, in questi casi, non cerca un uomo ma una donna e “questo “fa solo del bene alle ragazze trans" .

Riteniamo estremamente gravi e calunniose queste dichiarazioni, ai limiti del favoreggiamento.

In questo modo viene ribadita, la falsa equivalenza “trans = prostituta”, contro cui il movimento transgender si batte in tutto il mondo. La prostituzione è soprattutto figlia dell’estrema difficoltà a trovare lavoro per chi è in percorso di transizione e le motivazioni fornite dalla Daianis, forse valide per lei, non hanno alcun senso generale. E’ un falso  - noto ormai anche al grande pubblico - che i clienti delle transgender che si prostituiscono, cerchino nella ragazza trans, femminilità. E’ invece risaputo che la maggior parte dei clienti cerca “prestazioni attive” costringendo molte ragazze ad una ulteriore umiliazione (in genere chi è trans non ama usare i propri genitali originari) dopo quella indotta da uno Stato che non si dota di leggi di tutela per le pari opportunità, in netto contrasto con svariate sentenze delle Corti Supreme Europee. Un fatto, questo che la dice lunga su come sia priva di fondamento e persino offensiva l’allucinante “uscita” della Daianis. Soltanto chi donna non è (né nel corpo né nello spirito) può dichiarare che una donna affermi la propria identità attraverso la prostituzione. Questi sono pensieri che solo alcune menti maschili retrive talvolta fanno quando fruiscono di pornografia o prostituzione trans. Un alibi per non sentirsi in colpa del loro sfruttamento.

Non mettiamo in discussione la libertà (per chiunque) di prostituirsi, ma crediamo fermamente che una libertà è tale quando si hanno anche altre opzioni e scelte. Cosa che spesso non accade per le giovani transessuali, specie quelle meno esperte o abbandonate dalla famiglia e quindi con un livello culturale reso basso dall’emarginazione sociale e familiare.

La presidente di un’associazione onlus  dovrebbe combattere la prostituzione se questa è l’unica (o quasi) possibilità di sopravvivenza. Un’Associazione di Utilità Sociale dovrebbe essere un punto di riferimento,  creare alternative e cercare di evitare che ci si prostituisca per sopravvivere e non “favoleggiare” la prostituzione in diretta TV come una terapia psicologica. Il peggio che si poteva sentire.
Nondimeno grave è l’assenza di una dichiarazione di presa di distanza da parte del cosiddetto “Coordinamento Trans Silvia Rivera” di cui  Libellula fa parte.

AzioneTrans si dichiara estranea a queste modalità di operare. In assenza di pubbliche smentite di tali gravi dichiarazioni o prese di distanza da parte delle altre Ass.ni transgender, chiediamo e ci chiediamo chi, oltre ad AzioneTrans, abbia davvero la capacità di battersi  convintamene contro i soprusi sociali cui ancora le persone trans sono sottoposte.

Noi lottiamo per l’applicazione delle Direttive Europee che prevedono le pari opportunità fra i sessi estesa anche alle persone in percorso di transizione; abbiamo collaborato attivamente nello scrivere un progetto di legge che superi l’obbligo ad interventi chirurgici genitali che non tutte le persone trans gradiscono o possono permettersi, per evitare che molte persone si operino solo per “avere i documenti” conformi al proprio genere vissuto; contestiamo protocolli medici italiani contrari allo spirito di quelli internazionali e che ci obbligano ad una psicoterapia coatta di Stato.

Azionetrans non COORDINA il nulla, non propaganda la bizzarra scelta terapeutica della prostituzione, ma combatte per i diritti, a costo di farlo "controcorrente".

 

Francesca Busdraghi , segretaria nazionale Azionetrans

Mirella Izzo, presidente nazionale AzioneTrans

Roma – Genova, lì 2 aprile 2008

la storia di Thomas Beatie, transgender al quinto mese di gravidanza

openmind | 29 Marzo, 2008 09:23

«quando mia figlia nascerà io sarò il padre»

Era una donna, ora è un trans "incinto"

Dall'Oregon l'incredibile storia di Thomas Beatie, transgender al quinto mese di gravidanza

 

Thomas Beatie (da The Advocate)
OREGON (Stati Uniti) - L'incredibile storia che arriva dagli Stati Uniti ricorda vagamente il film «Junior» con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito, dove il primo rimane "incinto" a causa di un eccezionale quanto fantascientifico esperimento di fecondazione artificiale. Thomas Beatie dell'Oregon è però un transessuale, ora al quinto mese di gravidanza, e sarà il primo uomo a partorire, scrive la stampa Usa.

FOTO COL PANCIONE - Thomas Beatie, che un tempo era una donna, è apparso sull'ultimo numero di The Advocate, magazine americano rivolto soprattutto ai lettori gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Nell'articolo Beatie descrive la sua particolare situazione e una foto lo ritrae col pancione alla sua ventiduesima settimana di gravidanza. Per cambiare sesso anni fa Beatie si sottopose ad un intervento di rimozione del seno e alla terapia ormonale con iniezioni di testosterone. Non ha però voluto far asportare gli organi femminili e qualche mese fa ha voluto sospendere le sue iniezioni bimensili decidendo così di fatto di rimanere "incinto". «La sterilizzazione non è un requisito fondamentale per la riassegnazione del sesso, così ho deciso di preservare il mio diritto a procreare», spiega. Una scelta derivata dal fatto che Nancy, la compagna di Thomas da 10 anni, non sarebbe stata in grado di portare a buon fine una gravidanza tanto desiderata, a causa di una grave endometriosi che l'aveva colpita in giovane età.

«LA GRAVIDANZA? È UNA SENSAZIONE INCREDIBILE» - Oggi la coppia piuttosto che adottare un bambino ha deciso di concepirne uno: «Sono transgender, legalmente uomo e sposato con Nancy», dichiara Thomas, dalle pagine della rivista americana. E la voglia di un bambino è stata più forte di tutti gli ostacoli che gli si sono presentati davanti: «Quando abbiamo deciso di avere un figlio, i nostri familiari sono rimasti choccati mentre molti medici ci hanno respinto. Per i vicini eravamo una coppia normale, ora non lo siamo più», dice, sostenendo che «desiderare un figlio non è una prerogativa femminile, ma fa parte dell'essere umano». Poi, un anno fa, con l'aiuto di un'inseminazione domestica (la gravidanza è stata resa possibile grazie ad una banca del seme, presso la quale la coppia ha acquistato alcune fialette di sperma) ecco reso possibile quello che per molti sembrava impossibile: «La gravidanza è una sensazione incredibile. Nonostante la mia pancia cresca giorno dopo giorno, io mi sento uomo e quando mia figlia nascerà, io sarò il padre e Nancy la madre». Il lieto evento è previsto per il mese di luglio.

Elmar Burchia
26 marzo 2008

corriere.it 

Vergogna

openmind | 29 Marzo, 2008 09:21

Obbligatorio farla girare
 
Scandaloso e vergognoso è veramente dire poco!!!

La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. ''E poi parlano di voler fare l'election day per ridurre i costi della politica - ironizza - Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perchè questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l'inganno''.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 (sì avete letto bene: TRECENTOMILIONI, chiaramente di € uro) DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA' LA PENSIONE ED E' DI PLATINO (ALLA FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).

FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE !!!

I tg corrotti E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI NEMMENO, SOLO INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA

 

La transfobia uccide ancora

openmind | 20 Marzo, 2008 11:29


Comunicato del'Associazione Panteras Rosas
tradotto in italiano da AzioneTrans onlus
Segue testo:
http://www.azionetrans.it/luna.html
 
Portogallo
La transfobia uccide ancora:
Chiamata internazionale per la mobilitazione!
Documento dell'organizzazione: Panteras Rosas - Portogallo
traduzione a cura di AzioneTrans
 
 

Due anni dopo il brutale assassinio di Gisberta ad Oporto, un’altra donna transessuale è stata uccisa e il suo corpo è stato abbandonato il mese scorso in una discarica di detriti nell’area intorno a Lisbona.
 
Altri crimini sono seguiti ed hanno sconvolto il paese. L’aumento delle violenze non è una scusa per nascondere né il nome delle vittime, né la natura di questi crimini. Questo è il caso di Luna, 42 anni, parzialmente sorda, di origini brasiliane, residente e dedita alla prostituzione da molti anni a Lisbona, nell’area Conde de Redondo.
 
Due anni dopo Gisberta, le persone transessuali sono nuovamente il bersaglio delll’odio e vittime di una violenza basata sul pregiudizio e l’ignoranza. Su questo crimine si sta investigando sotto segreto istruttorio e ciò non ci consente di sapere molto riguardo le circostanze e le motivazioni del delitto; speriamo che gli investigatori della Polizia possano darci risposte.
 
In ogni caso sappiamo che la transfobia uccide e che le persone trans sono più esposte alla violenza rispetto agli altri. Sappiamo che la prostituzione è spesso un lavoro per chi non ha altro modo avere soldi per vivere e quanto sia difficile avere un genere sessuale differente da quello che il proprio corpo sembra suggerire. Sappiamo che il pregiudizio e la discriminazione sono dilaganti, che l’ignoranza porta all’odio e genera violenza. Sappiamo che lo Stato, la società, tutti noi, abbiamo delle responsabilità verso le vittime e principalmente verso quelle persone in cui la lotta per la sopravvivenza coesiste con la paura ed i rischi che la originano.
 
Luna è nata donna sebbene il suo corpo suggerisse altro; il suo corpo maschile non marcava la sua identità. E’ stata seguita presso l’Ospedale di Santa Maria da un team multidisciplinare che aiuta le persone trans a cambiare i loro corpi; Aveva progetti, speranze e frustrazioni, esattamente come chiunque di noi. Era cara ad alcune persone e forse sperava di tornare in Brasile dove vive la sua famiglia. Luna era una donna che lottava contro molti ostacoli e - secondo quanto riportato dai giornali - è morta dopo grandi violenze, forse alimentate da odio, pregiudizio ed ignoranza. Il suo corpo è stato abbandonato in una discarica, nascosto fra macerie e polvere, come fosse spazzatura, come se la sua vita non avesse diritto di essere vissuta.
 
Come altre potenziali vittime, le persone transessuali necessitano di una protezione che garantisca loro pari opportunità e la possibilità di una vita dignitosa. Hanno bisogno, come chiunque, di essere in grado di esercitare i propri diritti sullo sviluppo della propria personalità e sull’autodeterminazione – di essere messe in grado di scegliere il proprio nome; non hanno bisogno (nessuno ce l’ha!) di documenti identificativi che insistano nel ribadire criteri così privi di significato reale come il “sesso” (anche se identificato soltanto dal “nome”) e di mettere una donna transessuale, ad esempio, in una cella di detenzione maschile. Le persone trans hanno bisogno di essere viste come persone con diritti e doveri, non di più e non di meno, di chiunque altro.
Le persone trans in Portogallo hanno bisogno di essere mostrate pedagogicamente con una visibilità che vada oltre la prostituzione o i locali notturni. Ed il Portogallo ha bisogno di vedere queste persone vivere senza pregiudizi e paure.
 
L’Identità di Genere è una materia su cui lo Stato avrebbe già dovuto legiferare; questo ritardo aggrava la qualità di vita (o di sopravvivenza) di molte persone trans. Quando arriverà il momento di una legge che permetta un reale esercizio dei diritti civili per le persone transessuali e transgender? Quando arriverà una legislazione che superi il conservatorismo retrogrado di molti politici e ponga fine a queste grette restrizioni di diritti? Quando avremo una legge che fermi chi si nutre quotidianamente della violenza contro queste persone? Quando avremo una legge che prenda in considerazione in modo chiaro la transfobia come un’aggravante contro le discriminazioni, le molestie e la violenza? Quando riceveremo un impegno serio che cerchi di porre fine a casi come quello di Gisberta e Luna, uccise a causa dell’odio transfobico? Quando, le forze di polizia, riceveranno più risorse umane ed una migliore coscienza civile e insegnamento tecnico? Quando il permanente atteggiamento aggressivo delle forze di polizia sarà sostituito da un approccio cooperativo?
 
Le Pantere Rosa – Fronte di lotta contro la OmoLesboBiTransfobia – riaffermano il proprio impegno nella lotta contro la transfobia in tutte le sue forme e porta il proprio tributo a Luna, prostituta nella nostra città, donna perché altro non è!
 
Lisbona, 13 marzo 2008
 
 
 
Proposta per una mobilitazione internazionale: 24, 25 o 26 marzo.
 
Sarà tenuta una veglia, con caldle light, in memoria di Luna e di tutte le altre persone trans vittime della transfobia.
 
Potrà essere fatta da molti gruppi, piccoli o grandi nel numero più ampio possibile di città (grandi o piccole).
 
Con striscioni, davanti ai consolati o alle ambasciate portoghesi, dove ve ne sono. Nelle altre città nelle piazze di fronte a ministeri europei, ospedali psichiatrici o in ogni altro posto che contribuisce allo sviluppo della transfobia.
 
Suggeriamo i seguenti slogan:
 
Luna, trans di 42 anni, prostituta, assassinata a Lisbona.
 
Quante volte in più una persona trans rischia statisticamente di essere vittima di violenza in confronto a te? E assassinata?
 
In accordo con il contesto di ogni Paese, suggeriamo la frase:
 
Stop alle leggi transfobiche. Quanto ancora per una legge contro la transfobia?
 
O per le nazioni che non hanno inserito la transfobia nelle proprie leggi:
 
Quanto dobbiamo aspettare ancora per una legge contro la transfobia?
 
Questo non è un caso specificatamente portoghese, ha una valenza internazionale e ogni sforzo per una manifestazione dovrebbe essere fatto insieme.
(In termini pratici, dovrebbe essere più semplice organizzare piccoli gruppi in posti differenti invece che chiamare la gente a mobilitarsi presso le ambasciate portoghesi che sono concentrate nelle capitali).
 
Vi chiediamo di pubblicizzare questa iniziativa, di partecipare in grande numero e di inviare testimonianze, foto, articoli, ecc. a panteras.lisboa@gmail.com
 

I media danno forza alla transfobia
 
Dopo il recente omicidio di un’altra donna transessuale, Luna, avvenuto alla periferia di Lisbona, i media si sono concentrati sugli aspetti fisici delle vittime con modalità sensazionalistiche – rendendo questo aspetto più importante dell’omicidio stesso. Poche parole sull’assassinio seguite – come fosse una naturale e chiara spiegazione delle cause del crimine –da dettagliate e insistite descrizioni sull’inusuale aspetto fisico delle vittime. Per i media è diventato più importante l’aspetto fisico delle vittime al punto da porre l’omicidio sullo sfondo.
 
Sono state usate parole – a seconda dello sforzo (o meno) di non apparire transfobici – di una transessuale con il corpo di uomo (un pudico modo per dire “con il pene”), di un uomo vestito in abiti femminili, o di un travestito con il seno. Alcuni hanno anche parlato di omofobia.
 
Le foto mostrate accanto a questi articoli rendono la vittima come una mostruosità da esporre alla morbosa curiosità del pubblico, senza alcun rispetto del genere o dell’intimità del suo corpo, dando la sensazione che sia quasi (o talvolta perfettamente) normale che queste persone vengano uccise.
Un’altra immagine che viene veicolata con queste modalità è che l’essere trans è un desiderio di ingannare “il mondo” usando un “camuffamento” particolarmente ben riuscito per dare un immagine ingannevole sull’essere uomini o donne. E se essi truffano il mondo è ovviamente naturale che le persone truffate reagiscano.
 
Questo modo di esprimersi dei media è, sfortunatamente, lontano dall’essere utilizzato solo per gli omicidi – ma lo è in quasi tutte le reti tv, articoli o interviste su soggetti trans.
 
I media portoghesi, senza eccezione, seguono questa linea anche nella descrizione delle situazioni di precarietà delle persone trans – se è prostituta, drogata, sieropositiva, senza documenti, senza casa – come se queste modalità di vita fossero una scelta delle vittime, e nascondendo il fatto che è la transfobia a generare questa precarietà, e presentando come scandalosa, non solo la “scelta” di essere trans, ma anche la scelta dello stile di vita, facendo passare le vittime come persone shockanti ed immorali e continuando in questo modo a promuovere la transfobia, la precarietà della vita delle trans, ed il fatto che loro continuino ad essere fra le persone che più soffrono di violenze e aggressioni. La presenza delle persone trans nelle liste dei Centri di Salute Mentale, spesso offre una sorta di legittimità ai media quando si esprimono sulle persone trans dando credito alla corporazione medica, rinforzando cosi l’idea che il mondo di una persona trans non abbia un suo proprio valore in sé.
 
 
 

 

OLIVIA JONES, drag queen, al congresso dell'NPD

openmind | 18 Marzo, 2008 11:34

Roma Ladrona...........................

openmind | 13 Marzo, 2008 10:21

Roma Ladrona: sapevate che fu la Lega a volere questo sistema di 'rimborsi elettorali'? Da far girare. Grazie.

Proprio chi urla "Roma Ladrona" ha voluto l'attuale legge sul 'rimborso elettorale'…. lo sapevate?

 

Invio il Comunicato Stampa che segue  (con invito a diffonderlo il più possibile) perché in questo periodo di "antipolitica", è bene che ogni cittadino "conosca per deliberare". La legge sul rimborso elettorale ai partiti, che permette agli stessi di ricevere per 5 anni le quote complessive di denaro, indipendentemente dallo scioglimento anticipato delle Camere (anche se si va a votare i partiti percepiranno fino al 2011 il rimborso determinatosi dalle scorse politiche al quale si aggiungerà quello delle prossime elezioni del 13-14 aprile), è stata voluta da un leghista di nome Balocchi, all'epoca tesoriere del partito del carroccio. Proprio il partito che urla sempre e ovunque "Roma ladrona!", fa sborsare oggi allo Stato circa 300 milioni di Euro (cifra che aumenterà ancora di piu' ad ogni elezione anticipata). E ora ce lo ritroviamo candidato della Lega (sempre quella della Roma Ladrona) al n.2 in Liguria.
E pensare che ti urlano pure che "la gente non ne può più".... e noi non ne possiamo più di questa presa per i fondelli!
 
 
 
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