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"Anche un uomo" romanzo d'esordio di Gian Luca Mario Loncrini

openmind | 04 Marzo, 2008 10:53

 

 

 

Gian Luca Mario Loncrini è nato a Caprino Veronese nel 1971.Laureato presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Verona, ha frequentato un corso post laurea in Giornalismo Economico.Attualmente vive tra Verona, Copenhagen e Florianópolis  in Brasile.

 

“Anche un uomo” è il suo romanzo d’esordio edito da Alberti & C.

La storia di un bambino che si scopre diverso dagli altri coetanei e affronta un percorso non sempre facile che lo condurrà dalla fanciullezza alle soglie dell’adolescenza alla ricerca del significato di amore nei diversi aspetti che la sua età gli consente di vivere e comprendere, trovando la forza per accettare questa sua diversità.

Ma Paolo è un ragazzino fortunato. Perché ha alle spalle una famiglia solida che lo ama e non appesantisce la realtà che grava sulla sua “fragile” condizione psicologica.

Un romanzo con uno stile narrativo proprio, particolare, in cui il passaggio dalla terza alla prima persona non è casuale, ma cercato e voluto dall’Autore per esprimere al meglio sentimenti ed emozioni e far si che il lettore riesca ad appropriarsene entrando nella vicenda.

Frames from ANCHE UN UOMO


 

“Quello che provo è di una purezza che non si può spiegare a parole. Dovresti essere in grado di essere dentro me e di provare le stesse cose che sto cercando di spiegarti.”

“Non smetterò di giocare. Non smetterò mai, neanche crescendo. Giocare con le parole, giocare con i miei fratelli più piccoli, giocare con la mamma ed il papà. Continuerò a farlo, finché potrò. Perché arriverà anche il tempo in cui non ci sarà più da giocare. Fino ad allora non ho fretta di crescere. Lascerò che quello che sento dentro di me, che tutto questo bene che sento di avere in me e di voler regalare, se ne esca fuori con la stessa semplicità di un gioco.”

“Vorrei lasciarti entrare dentro di me e, una volta uscitone, scoprire che siamo la stessa cosa. A volte ho bisogno di questo. A volte ne ho davvero un grande, disperato bisogno, amico mio. So di essere solo un ragazzino di tredici anni che fino all'altro giorno credeva che esistessero dei supereroi. Ma oggi credo che siano persone come noi due, i veri supereroi, che dovranno combattere guerre più crudeli.”         

“La mia vita sta iniziando solo adesso. Sta cominciando in questo momento, con te che stringi la mia mano così forte, che stai ascoltando in silenzio ogni mia parola senza interrompermi e senza chiedere spiegazioni a tutto quello che la mia anima sta sputando fuori. Accettalo come un dono, perché è questo che io vorrei un giorno facessi anche tu con me. Che mi dicessi che hai sempre provato le stesse cose che provo io.”      

“Ci saranno altri giorni in cui mi terrai per mano e non avrai vergogna di farlo?”

“Dario accelerò il passo e lasciò il figlio dietro di sé. Scese velocemente il sentierino e in un momento fu sopra al suo cucciolo. Avvicinò le labbra a quelle del figlio. Gli stava facendo una respirazione a bocca a bocca. Manuele si era voltato a guardare Paolo mentre scendeva alla spiaggia. Il colore della pelle di Giorgio impressionò il ragazzino. Ora tutti stavano in silenzio. Si sentivano solo i motoscafi in lontananza, il rumore delle onde infrangersi sulle rocce e il respiro dell’uomo. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Ancora uno. Gli occhi di Giorgio si mossero. Tutti lo avevano visto ma non avevano detto una parola. L’uomo era sopra di lui, le ginocchia sulle pietre. Uno zampillo di acqua uscì dalla bocca di Giorgio. Poi ancora uno. E iniziò a piangere. Mira si unì a lui. Stella gli si avvicinò con gli occhi sbarrati. Con una mano, cercava la gamba di Manuele.
Non sarebbero mai più andati in spiaggia da soli.”

L'ispirazione

- Da dov'è nata l'idea per Anche un uomo? 


 

Dopo aver terminato la lettura del libro Non dirlo a nessuno del peruviano Jaime Bayly, mi sono reso conto che nella letteratura omosessuale lo spazio dedicato all'infanzia e all'adolescenza dei protagonisti è spesso molto ridotto. E quasi sempre legato ad un momento drammatico, ad un trauma subito. Ho ritenuto opportuno che fosse tempo di dedicare maggiore spazio a questa fase delicata di ogni individuo, al di là delle proprie inclinazioni sessuali. Così è nata l'idea. Mancavano ancora un titolo ed uno stile che filtrasse il meno possibile il flusso di coscienza del protagonista. Pian piano sono arrivati anche quelli. La stesura mi ha impegnato per circa tre mesi.


I commenti dei lettori

 

 
Sergio

Il protagonista del romanzo è Paolo, di cui ci vengono narrate le vicende dai 7 ai 13 anni, ambientate in un paese sulla sponda bresciana del lago di Garda. Paolo ha un rapporto molto stretto e solido con tutti i componenti della propria famiglia, che lo ricambiano con altrettanto affetto. Paolo, come tutti, ha le proprie specificità; innanzitutto ha una psicologia fortemente rivolta alla riflessione: un flusso ininterrotto di pensieri accompagna le sue giornate, parallelo alla vita reale. In qualche modo la mente di Paolo è il vero narratore del romanzo: si tratta di un espediente narrativo che può apparire in un primo momento un ostacolo al fluire chiaro degli eventi, ma che in realtà si svela ben presto perfettamente funzionale al lettore per sviluppare piena empatia con la psicologia del protagonista. Paolo, grazie anche a questa forte propensione per la riflessione, si rende ben presto conto di un'altra cosa che lo differenzia dai propri coetanei: non prova desiderio per le ragazze, mentre sviluppa una grande intimità emotiva e affettiva con il suo amico del cuore, Marco. Prima ancora di essere in grado di dare un nome all'omosessualità e all'amore, Paolo accoglie con spontaneità, pur nell'inevitabile smarrimento iniziale, le palpitazioni del proprio animo e le esperienze che ne conseguono. E' evidente in questo l'importanza che ha, ancora una volta, un contesto familiare positivo: pur non essendo l'omosessualità né nominata né prevista, la famiglia trasmette al ragazzino una idea di amore aperta e inclusiva e valorizza in ogni modo le specificità di Paolo. Magistrale la pagina nella quale la sorella maggiore, incalzata da Paolo che anela disporre di una definizione di amore, gli trasmette benissimo il concetto che ogni amore è diverso perchè ognuno di noi lo vive in maniere diversa dagli altri e perchè la stessa persona ama ogni volta in maniera diversa a seconda di chi ama e da chi è amato.

Mario

Praticamente... Il miglior libro di questo 2007. La storia è molto accattivante, coinvolgente, specialmente per chi (come me)si ritrova ad essere coetaneo del protagonista del romanzo,e a vivere le stesse sensazioni, le stesse emozioni... Insomma mi è sembrato di leggere un pò la mia storia ( anche se preferisco Mazinga a Goldrake). Il percorso del protagonista è molto ben raccontato, mai nascosto, anche se mai svelato chiaramente. La cosa più bella è l'amore della famiglia verso il bambino che pian piano si accorge di essere diverso dai suoi coetanei, ma senza per questo vivere male la propria situazione. Un libro che leggi piangendo dalla commozione e per le forti emozioni che fa provare. Impossibile non immedesimarsi e vivere le stesse emozioni mentre si leggono. Assolutamente da leggere e rileggere, anche perchè appena finito ti vien voglia di rileggerlo subito... Grazie all'autore per ciò che mi ha fatto provare.

 

Progetti Letterari di Gian Luca Mario Loncrini

E' in pubblicazione Saudade - Una ragione per tornare, il suo secondo romanzo (Edizioni Libreria Croce; prefazione di Sergio Paronetto).

Ha terminato da poco la stesura del saggio di natura linguistico-cinematografica In principio era Biancaneve - Com'é cambiato il concetto di disegno animato per la Walt Disney dal primo lungometraggio ai giorni nostri). Il lavoro tratta vari argomenti tra i quali l'evoluzione della figura femminile, la rappresentazione della morte e del sesso, l'utilizzo della computer-grafica, il mercato home video, il doppiaggio. Sarà pubblicato a fine anno (2008).

E' in fase di stesura il terzo romanzo: Finché c'è Viagra c'è speranza.



 

per conoscere meglio 

                                          Gian Luca Mario Loncrini

 

autore di "Anche un uomo" edito da Alberti e C.

visita il suo

SITO

 

 

 

3° agape del centro sud

openmind | 03 Marzo, 2008 12:06

I gruppi di credenti omosessuali del centro sud

 

Nuova Proposta di Roma, Ponti Sospesi di Napoli,

I Fratelli dell’Elpis di Catania, La Sorgente di Roma, Kairos di Firenze

 

Ti invitano alla 3° edizione dell’agape del sud dal titolo:

 

 

“Così vicino …così lontano”

 

Lesbiche e gay tra somiglianze, differenze, corrispondenze

 

Albano Laziale (RM), 24 – 27 Aprile 2008

 

 

L’incontro è rivolto a donne e uomini omosessuali, credenti e non credenti, che risiedono nelle regioni centro-meridionali.

 

 

Cosa significa essere donne  ed essere uomini?

 

Quali le immagini ed i modelli del maschile e del femminile? Quanto questi modelli ci possono aiutare a realizzare il nostro specifico individuale?

 

Quali sono gli stereotipi, i codici e i comportamenti  con cui gay e lesbiche vanno alla ricerca della loro identità, individuale e di gruppo e che talvolta rischiano di divenire schemi, condizionamenti e copioni che impediscono l’autenticità, la naturalità e la spontaneità dei corpi, delle emozioni e dei desideri?

 

Quali sono e da dove originano i pregiudizi reciproci che frequentemente ostacolano il dialogo tra gay e lesbiche ed impediscono loro di accedere ad un comune linguaggio capace di  permettere un mutuo arricchimento?

 

La differenza sessuale è davvero una distanza insormontabile? Quanto la differenza di genere è reale e quanto è prodotta dalla cultura, quanto è dato e quanto è costruito?

 

A partire da questi interrogativi cercheremo insieme di favorire la conoscenza reciproca ed il dialogo tra donne e uomini con orientamento omosessuale, analizzando e rielaborando forme e modelli  relativi all’identità di genere, maschile e femminile, e all’omosessualità gay e lesbica.

Infine proveremo ad individuare motivazioni, obiettivi e metodi di un possibile impegno etico e politico comune tra donne e uomini con orientamento omosessuale.

 

Questa proposta è rivolta a gay e lesbiche, residenti nelle regioni centro meridionali, credenti e non credenti, disposti a mettersi in gioco e a partecipare ad attività guidate, con esercizi, discussioni, momenti di riflessione, di condivisione e di confronto; il tutto in un contesto accogliente e piacevole, nel rispetto della libertà, dei tempi e dell’individualità di ogni partecipante.


Come nasce l’iniziativa

 

La proposta è nata due anni fa, su iniziativa di alcuni omosessuali del centro-sud che hanno partecipato ai campi “fede ed omosessualità” che ogni anno da 29 anni vengono proposti dal Centro Ecumenico di Agape in Piemonte, riprendendone in linea di massima il modello.

 

La buona riuscita delle edizioni passate ha confermato, tra l’altro, il desiderio e il bisogno di spazi e opportunità di confronto e di crescita per gli omosessuali. Nel Centro-Sud infatti, ancora oggi, tali opportunità continuano ad essere assai carenti, se non del tutto assenti.

Lo staff che curerà le attività dell’incontro è costituito in parte da persone che di anno in anno progetta e conduce il campo di “fede e omosessualità” di Agape ed in parte da partecipanti delle passate edizioni.

 

Ci auguriamo che questa esperienza contribuisca a migliorare la condizione degli omosessuali del Centro-Sud di entrambi i sessi, facendo anche scaturire nuove relazioni e iniziative, come è accaduto nelle città del Nord, per i partecipanti del campo “fede ed omosessualità di Agape in Piemonte.

 

L’iniziativa anche quest’anno è sostenuta dalla rete di gruppi di gay credenti del Centro-Sud, ovvero, partendo dall’estremo Sud a salire:

¨      I Fratelli dell’Elpis, di Catania

¨      Ponti Sospesi, di Napoli

¨      Nuova Proposta, di Roma

¨      La Sorgente, di Roma

¨      Kairos, di Firenze

 

L’organizzazione è curata dai gruppi di “Nuova Proposta” di Roma e “Ponti Sospesi” di Napoli

 

 

 

Sede dell’incontro

 

Casa di Accoglienza San Girolamo Emiliani (Padri Somaschi) via Rufelli 14 (Ariccia)  00041 Albano Laziale (ROMA)

Collegamenti per Albano da Roma:

Auto: GRA uscita 23 Appia direzione Albano Laziale (Ad Albano proseguire sul centrale corso Giacomo Matteotti  e girare a destra a via Trilussa - altezza Blockbaster - proseguendo la strada fino a Largo S. Girolamo Emiliani; L’ingresso è  il  grande cancello sul  Largo).

FFSS: da Roma Termini a Albano Laziale (part. h. 8.37, 10.00, 12.10),  è possibile raggiungere la Casa di accoglienza anche a piedi dalla stazione FS di Albano

Autolinee Cotral: da Roma Anagnina (capolinea Metro Linea A) o dalla fermata sulla via Appia all’uscita dell’aereoporto di Ciampino, direzione  Albano Laziale  (partenze ogni 30 ‘)

(info 067222153)

Quote di partecipazione

 

Per un criterio di equità si è studiato un sistema di quote secondo il reddito dei partecipanti. Si chiede a ciascuno/a di definire con responsabilità la propria quota individuando la fascia di reddito in cui ti collochi. Per il calcolo bisogna partire dal reddito mensile netto complessivo familiare, riducendolo del costo mensile del fitto o del mutuo e dividendo il risultato per il numero di persone che ne beneficiano. Alla fascia individuata corrisponderà la quota di partecipazione.

 

Esempio: convivo con il mio compagno o la mia compagna, il mio reddito netto mensile = 1500, il reddito netto mensile del mio compagno o della mia compagna = 1100, fitto mensile = 1000

Calcolo: (1500 + 1100 – 1000)/2 Risultato: 800  Fascia: C

Quota A         fino a
460 euro mensili pro capite                         =130€
Quota B         da 461 a 770 euro mensili pro capite                   =160€
Quota C         da 771 a 1200 euro mensili pro capite                =200€
Quota D         oltre 1200 euro mensili pro capite                        =240€

 

Inoltre, per agevolare la partecipazione di coloro che sono più distanti dalla località di svolgimento dell’incontro, Albano Laziale (ROMA), sono state stabilite le seguenti riduzioni da applicare alle quote B – C - D:

 

-           20€ per coloro che risiedono in località distanti tra i 250 e i 500 Km dal luogo dell’incontro (es: Potenza, Bari, Salerno);

-           40€ per coloro che risiedono in località distanti oltre i 500 Km dal luogo dell’incontro      (es: Taranto, Lecce, Cosenza, Sicilia, Sardegna).

 

La quota comprende la pensione completa a partire dal pranzo del giovedì 24/4 fino alla prima colazione di domenica 27/4. Il pernottamento avverrà in camere a due/tre/quattro letti con bagno, fornite di biancheria da letto e da bagno.

 

Per Informazioni

 

Gruppo Nuova Proposta:                cell. 333/4545237  (ore 17-20)

mail: incontro.centrosud@libero.it

 

Gruppo Ponti Sospesi:                   cell. 333/1889014  (ore 10-13)

mail: pontisospesi@libero.it

 

 

 

 

Per Iscrizioni

 

Per iscriversi al campo è possibile prenotarsi, entro e non oltre il 9/4/2006:

  • telefonicamente allo            333/4545237  (ore 17-20)  
  • via e-mail all’indirizzo          incontro.centrosud@libero.it

 

Entro 7 gg. dalla conferma della prenotazione, per rendere effettiva l’iscrizione, occorrerà versare  una caparra di Euro 40.00 secondo le modalità che verranno indicate ed inviare il  formulario sottostante riempito con i propri dati:

 

Le pratiche suddette possono essere effettuate anche tramite i referenti dei gruppi di Catania, Firenze, Napoli e Roma.  

 

La caparra  verrà restituita, in caso di mancata partecipazione, solo se la disdetta è pervenuta entro il 22 marzo 2008.

 

Considerati i posti limitati si richiede la tempestiva comunicazione delle eventuali rinunce alla Segreteria, così da poter immediatamente contattare le persone in lista di attesa.

 

* 8 marzo di lotta * PALERMO

openmind | 03 Marzo, 2008 11:55

 

 
 
* 8 marzo di lotta *
PALERMO 
In questo clima di continui attacchi ai diritti delle donne,di
precarizzazione della vita di native e migranti.

SCENDIAMO IN PIAZZA PER L'AUTODETERMINAZION
E DELLE DONNE

cioè per la libera scelta di decidere su ogni aspetto delle nostre vite.

CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA ALLE DONNE

GIU' LE MANI DALLA 194

Libere di scegliere su sessualità, maternità, contraccezione e aborto.

ORE 9.30
CORTEO concentramento Piazza Croci
Contro Chiesa e stato
Per la libertà delle donne di decidere del proprio corpo

ORE 20.00
CENA SOCIALE
+ proiezioni
+letture tematiche
+ musica
al centro sociale ex karcere
(Via mongitore 77)
x info e prenotazione contattare il numero 3288630240

*ASSEMBLEA DELLE COMPAGNE*
myspace.com/assdellecompagneexcarcere
assembleadellecompag@libero.it
 
 
 
 

 

 

 

 

CAMPAGNA OBIETTIAMO GLI OBIETTORI

openmind | 03 Marzo, 2008 11:52

La legge n.194/1978 stabilisce il diritto della donna all'assistenza sanitaria PUBBLICA e GRATUITA quando sceglie di interrompere una gravidanza non desiderata.
Questo diritto oggi è nei fatti spesso negato per la netta presenza negli ospedali e consultori pubblici di medici OBIETTORI (a livello nazionale nel 2005 risultano avere opposto obiezione di coscienza il 58,7% dei ginecologi, il 45,7%degli anestesisti, il 38,6% del personale non medico), che cioè si rifiutano di effettuare interruzioni volontarie di gravidanze e, in alcuni casi, anche di prescrivere la pillola del giorno dopo.

Lavorare in una struttura sanitaria pubblica, che per legge è tenuta ad assicurare l'effettuazione di interventi IVG ad ogni donna che lo richiede, e nello stesso tempo rifiutarsi di praticare l'aborto o addirittura prescrivere la pillola del giorno dopo è un paradosso inaccettabile e dimostra come nella stragrande maggioranza dei casi l'obiezione di coscienza non sia affatto dettata da convinzioni personali bensì da pragmatismo e mere esigenze di carriera professionale.

Quando una donna si rivolge a una struttura sanitaria pubblica ha diritto di conoscere chi e quanti sono i medici obiettori che ci lavorano così come ha diritto di rifiutare di essere curata da costoro:

 

OGNI DONNA HA DIRITTO DI OBIETTARE GLI OBIETTORI ed ESIGERE UN'EFFETTIVA ASSISTENZA SANITARIA A TUTELA DELLA SUA SALUTE.

Anche tu puoi farlo!


 Saremo il 5 marzo, dalle 9.30 davanti all'ospedale Macedonio Melloni con materiale informativo sulla campagna Obiettiamo gli Obiettori.

 

                                                                        Collettivo Femminista Mai Stat@ Zitt@ - Milano  

       

Per info: maistatezitte@autistiche.org

www.vieneprimalagallina.org

travaglio:andò scriverà il programma di anna finocchiaro

openmind | 03 Marzo, 2008 11:51


 
 
l'Espresso (29 febbraio 2008)

Marco Tavaglio

Andò e tornò

La scelta di far scrivere a Salvo Andò, ex ministro craxiano, il programma di Anna Finocchiaro per le elezioni in Sicilia fa storcere il naso a molti elettori: ecco perché

 

 

La sede dell'Assemblea Siciliana

Già la decisione del Pd di preferire Anna Finocchiaro a Rita Borsellino come candidata a governatore di Sicilia, senza passare per le primarie (vinte dalla Borsellino nel 2006), ha causato qualche maldipancia tra gli elettori. Ma i dolori di stomaco sono decisamente aumentati quando s'è appreso dalla stessa Finocchiaro, intervistata da 'Repubblica Tv', che il suo programma lo sta scrivendo un trust di cervelli guidato da Salvo Andò. Alcuni spettatori di buona memoria hanno protestato on line. E la Finocchiaro è sbottata: "Andò è una persona di grande livello culturale, un cultore di diritto pubblico. Non capisco.".
 
Aiutiamola a capire: Salvo Andò, classe 1945, ex deputato e ministro craxiano, già docente nel prestigioso ateneo di Malta, ora rettore dell'università Kore di Enna e dirigente dello Sdi, è un personaggio - per così dire - controverso. Nel 1993 la Dda di Catania chiede l'autorizzazione a procedere contro di lui per voto di scambio con Cosa Nostra: i collaboratori di giustizia che hanno appena fatto arrestare il loro capo Nitto Santapaola raccontano come il boss latitante incontrasse Andò e lo appoggiasse alle elezioni. Claudio Samperi, che faceva campagna per Andò ricevendone buoni benzina e denaro contante, spiega che l'onorevole ricambiava con "favori nei processi". Giuseppe Puglisi, braccio destro di Santapaola, conferma. In uno degli ultimi covi della latitanza del boss la polizia trova un cartoncino intestato 'Camera dei Deputati' con una scritta a penna: "Cari saluti, Salvo Andò".

Già nel 1985 un membro dell'assemblea nazionale del Psi, Enrico Salluzzo, scrisse a Craxi che un fedelissimo di Andò, Andrea Finocchiaro, "trait d'union per fini elettorali con la malavita organizzata, influenza decine di migliaia di voti e ha tesserato interi clan mafiosi". Finocchiaro verrà ucciso dalla mafia pochi giorni dopo aver inaugurato, insieme ad Andò, una sezione del Psi nel quartiere San Cristoforo. Claudio Fava racconta tutto in un libro: Andò lo querela e vince in primo grado, ma perde in appello: "Il fatto non è reato". Andò viene poi assolto dal voto di scambio. Ma è rinviato a giudizio per le tangenti sul centro fieristico di Viale Africa (appalto da 173 miliardi di lire), pagate e confessate da uno dei 'cavalieri dell'Apocalisse': Francesco Finocchiaro.



E, il 23 luglio '93, viene arrestato per le mazzette sulla ristorazione nell'ospedale di Catania. L'accusa, poi derubricata in finanziamento illecito, cade in prescrizione. Per Viale Africa invece Andò viene condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi e in appello a 4 anni; poi la Cassazione annulla con rinvio e nel secondo appello scatta la prescrizione, grazie alle attenuanti generiche. Il 'cultore del diritto' sa che chi vuol essere assolto nel merito può rinunciare alla prescrizione. Ma se ne guarda bene.

Nel 2004 la Cassazione conferma che il tempo è scaduto, ma mette nero su bianco che i fatti sono veri e gli imputati i soldi li hanno presi. Forse è per questo che Andò s'è tenuto stretta la prescrizione. Salvo di nome e di fatto. Ora che scrive il programma della Finocchiaro, c'è da giurare che si batterà come un leone per irrobustire la giustizia siciliana e ridurre finalmente i tempi intollerabili dei processi. Tanto lui non ne ha più.

imperdibile intervista sulla sessualità

openmind | 02 Marzo, 2008 17:55

vi invito a guardare questa video-inchiesta
http://blip.tv/file/672833 

Vegetariane/i! Vegane/i! Difendiamo il diritto all'aborto! in piazza l'8 marzo

openmind | 02 Marzo, 2008 11:59

Questo appello è rivolto a vegetariane/i e vegan perché facciano sentire
la propria voce in difesa del diritto di aborto, firmando il seguente
documento e partecipando ai cortei dell’8 marzo come vegetariane/i e vegan
per il diritto di aborto
Firma l’appello per una mobilitazione vegetariana e vegana in vista dell'8
marzo 2008
Vegetariane/i! Vegane/i! Difendiamo il diritto all'aborto!
Molti pensano che chi non mangia animali e derivati animali lo faccia in
nome di un generico rispetto per la «Vita»; in particolare, quando si
discute la questione dell'aborto, ci si aspetta che vegetariani e vegani
siano necessariamente sostenitori del diritto assoluto del feto a nascere
anche contro la volontà della madre. Alcune/i vegetariane/i e vegane/i
sono probabilmente di questa opinione, ma noi no, e in questo momento in
cui l'attacco all'autodeterminazione delle donne in materia di maternità
si fa sempre più violento vogliamo unire la nostra voce a quella di tutti
gli altri soggetti della società italiana che si stanno mobilitando per
difendere il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza.
Rifiutando di mangiare animali, noi rifiutiamo quella concezione
«essenzialistica» della vita che ritiene degna di rispetto e di esser
difesa la sola vita umana persino nelle sue forme potenziali (embrioni e
feti di poche settimane). Per noi, sono degni di rispetto e di essere
difesi gli individui senzienti, che cioè sono soggetti di una esperienza
cosciente, che sono in grado di provare sensazioni, di avere idee, di
intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti, che hanno
una storia - anche minima - fatta di esperienze passate ed aspettative sul
futuro. I miliardi di animali non umani abbattuti ogni anno per il consumo
di carni e derivati rientrano in pieno in questa definizione ed è per
questo che abbiamo scelto di non partecipare alla loro messa a morte
diventando vegetariane/i e vegane/i.
Sappiamo che ritenere vite non umane adulte più degne di rispetto di vite
umane, seppure potenziali, ci potrebbe far accusare di essere
«anti-umani». Rifiutiamo questa accusa in modo fermo, per due motivi.
Primo, perché nel caso dell'interruzione di gravidanza sono in conflitto
interessi di due vite umane delle quali l'una, quella del feto, è una mera
esistenza biologica, mentre l'altra, quella della madre, è una esistenza
storica con un suo passato ed una sua progettualità personale: sostenendo
il diritto della donna ad abortire se lo ritiene necessario, noi
valorizziamo la sua capacità di fare scelte responsabili nei confronti
della propria maternità. Nell'alimentazione carnea, invece, c'è un
conflitto di interessi talmente sproporzionato - la vita dell'animale
mangiato contro una mera questione di abitudine e/o di gusto dell'umano
che lo mangia – che dare priorità all'umano non valorizzerebbe altro che
un'inutile crudeltà.
Secondo, perché criticando l'allevamento di animali per ricavarne prodotti
da mangiare, ci opponiamo all'idea malsana che essi esistano solo come
esemplari di certe loro funzioni biologiche (riprodursi ed ingrassare)
piuttosto che come individui; sulla base di questa consapevolezza,
individuiamo la stessa idea malsana all'opera nel discorso di coloro che
vogliono impedire alla donna di scegliere se essere madre o no, negando la
dimensione emozionale e sociale della maternità per ridurla a produzione
di feti da difendere a qualunque costo, incatenando la donna alla sua
biologicità e vedendo in lei solo un contenitore procreativo, e non un
individuo dalle mille potenzialità e dai mille desideri. Non è una
coincidenza se il pensiero patriarcale ha sempre collegato strettamente
femminilità ed animalità: noi vogliamo liberare dal suo giogo l'una e
l'altra.
Per questi motivi, nelle piazze italiane in cui verranno espresse le
rivendicazioni delle donne l'8 marzo prossimo, auspichiamo ed incoraggiamo
una presenza vegetariana/vegana, che faccia sentire la sua voce contro il
patriarcato e in difesa della laicità, ed ovviamente contro lo specismo.
Vegetariane/i! Vegane/i! In piazza l'8 marzo!
A Milano: appuntamento in largo Cairoli (angolo via Dante) - ore 14,30 *
Per aderire all’appello, scrivere a: info@donneanimali.org
Indicando Nome, Cognome, Città
Lista firmatari: http://www.donneanimali.org/it/comunicati/20080308.html
donnEanimali 					www.donneanimali.org
* La presenza vegetariana e vegana per il diritto all’aborto sarà
riconoscibile nel corteo dallo striscione azzurro “veg per il diritto
all’aborto”

IL BUSINESS DELLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ABORTO

openmind | 01 Marzo, 2008 17:59


Il tema dell'aborto arriva in campagna elettorale e già si è allestita la solita rappresentazione di alternative astratte da talk show: "sacralità della vita" da un lato e "libertà di scelta" dall'altro. In realtà, l'unica alternativa davvero concreta riguarda da una parte l'aborto pubblicamente assistito - che consente anche di prevenire gli aborti e ridurli - e, dall'altra parte, un aborto lasciato in preda all'affarismo privato, il quale ha tutto l'interesse a tenere il numero degli aborti il più alto possibile. Questo è il motivo per cui anche molte persone sinceramente contrarie all'aborto, difendono l'attuale legge 194, proprio perché temono l'invasione dell'affarismo su questo versante.
Il problema è che oggi il business dell'aborto si presenta in termini molto diversi rispetto a quarant'anni fa: non è più un affare di "cucchiai d'oro" cattofascisti, o di cliniche svizzere, o di pionieri "progressisti" del metodo Karman. Le nuove biotecnologie hanno trasformato gli embrioni e i feti, da scarto biologico che erano una volta, in una materia prima indispensabile per le multinazionali farmaceutiche. Mettere le mani su questa materia prima è da almeno vent'anni per le multinazionali farmaceutiche un imperativo che spiega anche l'ingresso sulla scena dei cosiddetti neoconservatori americani, che sono i pubblicitari del sistema affaristico, incaricati di conferire un alone idealistico anche al più criminale dei business.
In questa campagna propagandistica ovviamente non manca il consueto appello ai facinorosi e sadici, a cui non interessa per niente la salvezza del nascituro, ma solo che la donna che abortisce venga umiliata il più possibile. Ma c'è anche qualcosa di più sottile ed ammiccante e, proprio per questo, l'operazione pubblicitaria è stata affidata al "neocon" Giuliano Ferrara, il quale, con il suo tono un po' intimidatorio ed un po' ruffianesco, lascia intendere che il suo obiettivo non sia di abolire la legge 194, ma di fare esclusivamente una battaglia di principio con finalità educative. Insomma, si cerca di far credere che si tratterebbe di condannare l'aborto come "idea", ma di tollerarlo come pratica, come in effetti già molti fanno.
Qui si annida l'aspetto più subdolo della questione, poiché per eliminare l'assistenza pubblica all'aborto non è affatto necessario abolire la legge 194, ma è sufficiente sabotarla con una serie di circolari applicative, il che è esattamente ciò che Ferrara afferma di voler fare se diventasse ministro della Salute.
Se l'aborto pubblicamente assistito diventasse impraticabile a causa di un iter eccessivamente inquisitorio e umiliante, ecco che si creerebbero le condizioni per far apparire la privatizzazione dell'aborto come una liberazione. Bisognerà quindi fare attenzione al gioco di squadra che stanno mettendo su l'aspirante ministro Giuliano Ferrara e la leader del partitino biotecnologico, Emma Bonino.
La soluzione che si sta prospettando è di dar modo alle donne di abortire anche presso strutture private che abbiano finalità di ricerca scientifica. In questo modo le donne, oltre ad abortire in modo più rapido e sicuro rispetto alla struttura pubblica, potrebbero anche dare il loro contributo al progresso scientifico, alla sconfitta delle malattie genetiche, eccetera, insomma tutta la storiella propagandistica che le multinazionali farmaceutiche ci propinano ogni volta.
Occorre ricordarsi che la privatizzazione dell'aborto è un vecchio obiettivo del Partito Radicale, che richiese un referendum in tal senso subito dopo l'approvazione della legge 194, contro la quale aveva votato in Parlamento. Il referendum abrogativo radicale fu presentato del tutto in parallelo a quello del cosiddetto "Movimento per la Vita ", di ispirazione cattofascista; del resto, la proibizione dell'aborto e la sua privatizzazione hanno in comune gli stessi sbocchi affaristici. Che si tratti della "Vita" o del "Progresso Scientifico", l'affarismo ha comunque bisogno di un Moloc al quale obbligare a sacrificarsi.
21 febbraio 2008   
 
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