Open Mind

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Approvazione del Registro delle Unioni Civili a Pescara

openmind | 28 Febbraio, 2008 18:05

Il Consiglio Comunale di Pescara, ha deliberato oggi l’istituzione del Registro delle Coppie di Fatto. 
La delibera presentata in Consiglio da Viola Arcuri, Maurizio Acerbo e Fausto Di Nisio è stata 
approvata a larga maggioranza dei consiglieri presenti.
L’Associazione Jonathan che si batte da anni per il riconoscimento, anche  a livello locale,
 dei diritti delle persone Gay, Lesbiche, Transessuali esprime la  sua profonda soddisfazione per 
l’approvazione di una delibera che nel 2005 era stata invece bocciata dallo stesso Consiglio 
Comunale.
Quest’ultima riveste, al di là della sua applicazione pratica, un forte messaggio simbolico 
per tutti coloro che ancora oggi si vedono discriminati a causa del loro orientamento sessuale.
La battaglia per il pieno riconoscimento delle coppie formate da individui dello stesso sesso 
continua, a livello nazionale, con la richiesta, sempre più forte e decisa, dell’istituto 
matrimoniale anche per le persone omosessuali.
Jonathan - Diritti in movimentoAssociazione glbtVia Palermo, 41 - 65122 Pescara347
6163260 - info a alinvolo.orgwww.alinvolo.org
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SCIOGLI LINGUA

openmind | 22 Febbraio, 2008 18:00

E' troppo carino... io non ci sono riuscito a dirlo velocemente...ghghgh



Chi dice che l ' inglese è facile... legga questo a voce alta.... Ci sono Tre Moduli.
 
 
1 - Modulo principianti: Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch? In inglese: Three witches watch three Swatch watches. Which Witch watch which Swatch Watch?
 
2 - Modulo avanzato: Tre streghe 'trans' guardano I cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch In inglese: Three switched Witches watch three Swatch watch switches. Which switched Witch watch Which Swatch watch switch?
 
3 - Modulo per masters: Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi 'Swatch' svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale Cinturino di quale orologio 'Swatch' svizzero? In inglese: Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch switches.Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch watch switch?
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Comunicato stampa di solidarieta' al locale "Coming out" di Roma

openmind | 18 Febbraio, 2008 12:08

 

 

 

E alla fine e' arrivata anche la notte dei cristalli: a Roma e' stato incendiato il Coming Out, storico locale gay della gay street della capitale.
Quest'atto si colloca come momento finale di una strategia di arretramento nei confronti delle garanzie e della sicurezza delle persone omosessuali, strategia portata avanti dalle frange centriste dell'ex Unione e di fatto sostenuta da ex DS con la malcelata apatia della sinistra radicale.
Quest'atto che e' un attentato alla civilta' prima ancora che un attacco a un luogo simbolo per le persone GLBT di Roma, e' il frutto della pedissequa negazione dei diritti delle persone omosessuali e transessuali che vedono in prima fila sia la chiesa cattolica, sia il centrodestra nella sua interezza, sia infine esponenti di primo piano del partito democratico, a cominciare dal candidato premier Walter Veltroni che ha cancellato qualsiasi riferimento sui diritti delle coppie di fatto nel suo programma di governo e che, in tempi recenti, si e' reso protagonista assoluto della bocciatura del registro per le unioni civili a Roma, come omaggio ai prelati vaticani per scopi elettorali che tutto dicono sulla qualita' politica di questo discutibile personaggio.
Ogni altra parola, che non sia di solidarieta' per i proprietari del Coming Out, risulta di troppo di fronte allo sgomento collettivo che come cittadini e come persone omosessuali e transessuali ci coglie in questo momento di attacco alla democrazia del paese e, nello specifico, a una sua minoranza troppo spesso maltrattata e delusa in primo luogo dai partiti politici "amici" che hanno permesso che maturasse questa situazione culturale in cui oggi ci troviamo.
OPEN MIND
glbt

e dai che ci vuole solo un minutino per leggerla

openmind | 15 Febbraio, 2008 23:01

Siete tutte/i invitate/i a sostenere la campagna lanciata da Maistat@zitt@
per scardinare il sistema che  si è cristallizzato intorno all'obiezione di
coscienza e che le donne  stanno pagando caro - troppo caro! - sulle proprie
vite.
E' urgente passare ai fatti, mettere insieme le nostre  forze e  passare al
contrattacco: obiettiamo gli obiettori!
 
per contattarci: maistatezitte@gmail.com  
sito web: http://www.vieneprimalagallina.org  

Segue il testo della nostra proposta, che vi invitiamo a far circolare  alle
vostre liste



OBIETTIAMO GLI OBIETTORI

Di fronte  agli attacchi sempre più pesanti all'autodeterminazione delle donne  non si può più rispondere semplicemente invocando la difesa della 194.      

Le scellerate dichiarazioni degli antiabortisti in queste ultime settimane  rendono ancor più evidente il potere sulla sfera della riproduzione (e, più in generale, su quella della salute) che la classe medica può  esercitare, coadiuvata anche dall'articolo 9 della legge 194 che prevede  per il personale sanitario la possibilità dell'obiezione di coscienza, possibilità contemplata unicamente rispetto all'interruzione di  gravidanza: in nessun altro ambito medico né in altra professione vale  questa opzione. 

Per riaffermare con efficacia il nostro diritto di  autodeterminazione dovremmo, quindi, ripartire proprio dal nodo dell'obiezione di coscienza, da questa "opzione", riconosciuta per legge,  secondo cui alle scelte e ai problemi di sofferenza delle donne (perché  abortire è una scelta sofferta) il personale medico-sanitario può  anteporre i suoi "problemi di coscienza", la sua visione della vita in poche parole, in nome della propria "coscienza" può opprimere il  soggetto a cui deve assistenza. 

Gli effetti di ciò sono sotto gli occhi di  tutte: oggi abortire è diventato quasi impossibile e le donne stanno  ritornando a pratiche clandestine per l'interruzione di gravidanza;  l'arroganza degli obiettori è immensa, e nei reparti il personale che non  vuole adeguarsi ai diktat dei primari obiettori ha vita dura; perfino  l'accesso alle scuole di specializzazione in ostetricia e ginecologia è  sempre più vincolato all'"atto di fede" dell'obiezione di coscienza. Chi  si adegua ha una strada privilegiata per far carriera; chi invece non  obietta è costretta/o a impiegare la maggior parte del proprio tempo a  praticare aborti per sopperire alla scarsità di personale non obiettore.  Per non parlare, poi, della cospicua fetta di finanziamenti pubblici destinata agli ospedali cattolici in cui non è riconosciuta la possibilità  dell'interruzione di gravidanza. 

Se una cattiva legge permette,  attraverso l'obiezione, di calpestare i diritti individuali, anche le/i  cittadine/i hanno diritto di sapere chi sono coloro che le/i curano e di  scegliere da chi farsi curare: che fiducia si può avere in quel/la  ginecologo/a che costringe a inutili sofferenze in nome delle proprie  convinzioni morali, pensando di aver dei diritti sul corpo dell'altra?  

Crediamo sia arrivato il momento non solo di rivendicare dei diritti  ma anche di praticarli. 

"Obiettiamo gli obiettori" significa che  esercitiamo il diritto di scegliere da chi farci curare, pretendendo un rapporto di fiducia, trasparenza e assunzione di responsabilità con la  persona a cui affidiamo la nostra salute. Significa, quindi,  pretendere dalle Asl, dai Consultori e dagli Ospedali l'elenco del personale medico-sanitario che pratica l'obiezione di coscienza.    

Alle donne che intendono difendere e affermare il diritto  all'autodeterminazione proponiamo di: 

1. costituirci come soggetti  politici che esigono la pubblicizzazione e l'affissione pubblica negli  ospedali e nei consultori delle liste del personale sanitario che fa  obiezione;
2. cominciare a raccogliere città per città, ospedale per  ospedale, consultorio per consultorio tutte le informazioni che già si  hanno, facendo una prima lista dei nominativi che si posseggono;
3. promuovere il boicottaggio in toto di tutti i reparti e di tutte le  prestazioni (analisi del sangue, visite, ecc) degli ospedali in cui ci sono più obiettori;
4. creare un sito dedicato a questo dove raccogliere  informazioni.

Sappiamo bene che in nome di "sacri principi" vengono  compiuti i più grandi crimini della storia, la violazione dei più elementari diritti umani. Hannah Arendt ci ha insegnato che "Il male  appare banale e proprio per questo ancora più terribile: perché i suoi più o meno consapevoli servitori, altro non sono che dei piccoli, grigi  burocrati, simili in tutto e per tutto al nostro vicino di casa".  

Difendere la nostra autodeterminazione dai "burocrati del male" significa diventare protagoniste nell'esercizio e la difesa dei nostri diritti.  Smantellare il sistema che si è creato intorno all'obiezione di coscienza, significa smantellare un sistema che alimenta e legittima gran parte degli attacchi contro l'autodeterminazione dei nostri corpi e delle  nostre vite.

Sta a noi donne determinare un grande risveglio prendendo  coscienza della vastità dell'abuso subito e impedire che si ripeta,  rimpadronendoci di un sapere e di pratiche che ci mettano in grado di  opporci agli abusi e di chiederne conto.


Collettivo femminista  Maistat@zitt@, Milano

maistatezitte@gmail.com
<mailto:maistatezitte%40gmail.com>   
http://www.vieneprimalagallina.org <http://www.vieneprimalagallina.org/>  

PETIZIONI PROMOSSE DAL COMITATO PER I DIRITTI CIVILI catania

openmind | 14 Febbraio, 2008 23:11

PETIZIONI PROMOSSE DAL COMITATO PER I DIRITTI CIVILI:
  1. Registro delle unioni civili
  2. Funerale laico
  3. Cremazione
  4. Strumenti di partecipazione popolare
Su http://groups.google.com/group/diritti-civili-ct puoi scaricare le petizioni e attivarti per la raccolta firme.
Venerdì 15 febbraio dalle 16.00 alle 20.00 puoi firmare le petizioni in via Etnea (di fronte la Villa Bellini), al gazebo organizzato dall'associazione Radicali Catania.
 
Lunedì 18 febbraio alle 20.00 riunione del Comitato presso la sede di Itaca, via Grotte Bianche 150, Catania.
 
Ti aspettiamo, a presto!

FIRMIAMO L'APPELLO PER FRANCESCO CARUSO

openmind | 14 Febbraio, 2008 13:22

Abbiamo letto in questi giorni su alcuni organi di stampa del centro-destra, in particolare libero, il giornale e il corriere della sera, di una presunta volontà del partito di non ricandidare Francesco Caruso.
Siamo convinti che questo sia più il desiderio recondito dei loro editori piuttosto che il reale intendimento di rifondazione comunista.
Tuttavia ne approfittiamo per dare un nostro modesto contributo alla discussione che, in virtù dell'attuale legge elettorale in vigore, ricade in ultima istanza sulle spalle degli organismi decisionali del partito.
Il nostro universo di riferimento, come ben sapete, è fortemente ancorato alle dinamiche e ai conflitti sociali che costruiamo giorno per giorno nei nostri territori con l'obiettivo di intercettare e organizzare le nuove figure del precariato sociale dentro processi di autogestione e autorganizzazione. A partire dal g8 di Genova abbiamo rimesso in movimento le nostre storie, mescolandole e contaminandole: ci sono stati fasi  interessanti di sperimentazione ma anche fasi aride di arretramento, tuttavia ora, in uno scenario di forte autonomia della sinistra come quello in cui ci ritroveremo ad agire, è necessario fare uno sforzo per rilanciare un terreno di sperimentazione e di interconnessione tra le dinamiche di conflittualità sociale e le forme della rappresentanza politica.  
E' su questo terreno che si misura la costruzione della sinistra e non certo negli equilibrismi tra le quattro segreterie dei partiti e siamo convinti che la presenza in parlamento di Francesco Caruso possa dare un valido contributo al rafforzamento tanto dei percorsi dei resistenza sociale quanto delle dinamiche di innovazione delle forme, delle pratiche e del linguaggio della politica. Tuttavia la nostra generazione, quella che per semplificare possiamo definire la generazione di Genova, nei prossimi mesi e nei prossimi anni ha dinanzi a sè anche altri appuntamenti politici fondamentali, non elettorali ma giudiziari: centinaia di anni di carcere, le inchieste per l'associazione sovversiva che ha ordito il g8 di Genova, i processi per il trainstopping, per le lotte sulla casa, il lavoro, la precarietà, il carovita, insomma il carcere come prospettiva di vita sembra ormai un orizzonte non molto lontano, per alcuni di noi con un piede già dentro le prigioni, altri in attesa della macchina burocratica della giustizia, lenta ma inesorabile. Il rischio concreto è che nei prossimi anni, nemmeno tanti,ci troveremo a fare i conti con una generazione inedita di detenuti politici, un problema che investe direttamente il destino e il futuro di alcuni di noi, tra i quali certamente Francesco Caruso, ma che riveste anche un problema per tutta la sinistra, almeno quella parte che oggi si pone il problema di non commettere gli stessi errori del passato. E' una questione che si inserisce anche dentro il quadro di degenerazione etica e morale della politica, su cui crediamo opportuno fare leva: nel momento in cui la delinquenza politica alla Cuffaro, alla Mastella, alla Berlusconi si apprestano ad andare al governo, persone cioè che hanno infangato e subordinato la politica ai loro interessi economici e affaristici, c'è una generazione che invece rischia di finire in galera per le proprie idee, per il loro impegno civile, la passione e lo slancio ideale.
Questo problema non è puramente repressivo, ma si inserisce dentro il quadro più complessivo del tentativo di azzeramento della sinistra nel suo complesso: contrastare il tentativo di cancellare addirittura l'esistenza e la presenza istituzionale della sinistra deve per questo andare di pari passo con la necessità di mantenere aperti gli spazi di agibilità del conflitto sociale, proprio perchè si autoalimentato l'uno con l'altro, mentre non dobbiamo assolutamente commettere l'errore di pensare di preservare l'uno a discapito dell'altro.
Per questo motivo crediamo sia importante all'interno anche della composizione delle liste parlamentari, la presenza non solo simbolica di compagni e compagne provenienti dalla stagione e dalla generazione di Genova che, proprio per il rischio impellente sulle proprie spalle di un periodo più o meno lungo di detenzione politica, possano farsi portatori tanto della ricerca di un possibile terreno di sperimentazione e connessione tra politica, società e movimenti, quanto delle istanze e delle battaglie per libertà.
In questi due anni di mandato parlamentare abbiamo avuto modo di apprezzare la determinazione con la quale Francesco Caruso si è speso al nostro fianco nelle battaglie e nelle mobilitazioni in materia di precarietà, devastazione ambientale, guerra globale, diritti negati, a volte anche in aperta contrapposizione alle scelte del governo Prodi: sempre generosamente al fianco dei movimenti dei disoccupati, dei senza casa, degli studenti della Sapienza, delle comunità in lotta per la difesa del territorio, dei carcerati, degli immigrati reclusi nei Cpt, degli internati dei manicomi criminali, dei precari, degli operai, della moltitudine plurale dei senzavoce che nel meridione hanno cercato e continuano a cercare di alzare la testa e ribellarsi. Per questo lo processano e per lo stesso identico motivo noi lo sosteniamo, anche in contrasto con la nostra disaffezione e lontananza dalla politica istituzionale che in questi due anni di governo prodi si è ancor più alimentata. Una risorsa e un'opportunità la sua presenza che speriamo poter ancora incrociare nei prossimi anni nei tanti fronti di lotta che possiamo e dobbiamo aprire contro i processi di americanizzazione e di omologazione politica e culturale che si rischiano di concretizzare a breve nel nostro paese, se non troviamo insieme il coraggio di spostare in avanti il terreno delle sfide politiche che ci attendono.
 

I figli di Sandra e Clemente

openmind | 14 Febbraio, 2008 13:16

Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.
L’Udeur, in quanto partito votato dall’ 1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama „Il Campanile“, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!“. A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi.
Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c’entra? Se è bravo… non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli.
Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile?
Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.
Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News

http://www.corritalia.de/l222it/cerca?l=53&lang=it

Comunicato stampa candidatura Rita Borsellino

openmind | 14 Febbraio, 2008 13:11


Un governo condiviso tra donne e uomini di buon senso alla regione Sicilia

La corsa alla presidenza della regione siciliana � incominciata e i/le candidati/e sono stati/e scelti/e seguendo criteri autoreferenziali di logiche partitiche che in qualche modo ci spiazzano, in quanto siamo donne femministe e lesbiche, gay e transessuali impegnate/i politicamente da tempo a prestare una reale attenzione allo svolgersi della vita intorno a noi e a metterci in gioco in ogni contesto adottando pratiche di relazioni e di conflitti costruttivi. L'esperienza della precedente campagna elettorale regionale aveva visto la candidatura di Rita Borsellino come frutto di una scelta proveniente dal basso, da donne e uomini, tante e tanti, che avevano riposto fiducia e speranza in una figura carismatica e al contempo semplice e autentica che si proponeva cosi' com'era, umana e desiderosa di procedere con altre e altri nel suo cammino senza schemi e legami di partito, profondamente segnata da un'antimafia vissuta sulla sua pelle. Una donna quindi centrata in se stessa, aliena da ogni compromesso e ambiguit�.
Anche non avendo raggiunto i voti necessari per ottenere la presidenza regionale, Rita Borsellino ha raccolto un grandissimo consenso trasversale e ha continuato strenuamente a lottare come deputata al parlamento regionale della Sicilia. Per questo riteniamo che la sua candidatura a queste elezioni regionali dovrebbe apparire alla maggior parte delle e dei siciliani come la logica conseguenza di una passione e di un impegno ininterrotto e costante come quello dimostrato da lei in direzione di una politica trasparente e tangibile. Siamo stanche/i di essere rappresentate/i secondo logiche di potere maschili e di equilibri politici di e tra i partiti. Vogliamo essere noi, donne e uomini assennate/i a pensare forme di governo condiviso e a indicare chi potrebbe andare alla regione Sicilia per governare realmente insieme a noi.
Ci aspettiamo quindi che Rita Borsellino riprenda in mano le redini della sua candidatura a presidente della regione Sicilia per tener fede a una promessa fatta ormai un anno fa al popolo delle assennate e dei giusti che hanno creduto e credono ancora in lei e che amano veramente la Sicilia e i suoi abitanti.
Catania 14/02/2008

Citt� Felice - Catania e Open Mind GLBT - Catania.

 
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