Open Mind

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È in arrivo Queeruption11: Roma, Italia, 1-7 Luglio 2008

openmind | 14 Gennaio, 2008 16:58

Riceviamo e pubblichiamo:


Cari amici,
siamo felici di annunciare le date ufficiali del prossimo Queeruption.
Queeruption11 si terrà questa estate a Roma, dall’1 al 7 luglio 2008.
Il collettivo di Roma si sta già attivamente impegnando per assicurare sette entusiasmanti giorni di cultura radicale queer, politiche queer, antirazzismo, riviste autoprodotte, workshop, cinema, cucina, spazi per la sessualità, ecologia queer, musica, salute sessuale, diritti umani, teatro, cabaret queer, spiaggia, feste e tanto altro…
Queeruption11 proporrà un ambiente politico-alternativo, queer-anarchico, non gerarchico e creativo; persone queer di tutte le sessualità sono invitate a ritrovarsi in questo evento gratuito: organizzate il vostro viaggio, portate un sacco a pelo e unitevi a noi! Sarete benvenut*!
L’Italia attualmente affronta un momento di contraddizioni, dove persino una blanda versione di riconoscimento delle coppie di fatto giace ancora nel limbo, l’omo-trans-fobia è una cosa normale e le associazioni gay sembrano in uno stato catatonico… Per non parlare del vaticano. Al tempo stesso, un deputato transgender siede al Parlamento: un segno di speranza?
Come vedete non mancano gli spazi di discussione né le possibilità di promuovere la diversità, incoraggiare la solidarietà, condividere opinioni. Abbiamo la certezza che Queeruption11 si terrà nel posto giusto al momento giusto, e che non mancherà di sollevare un po’ di discussioni!
Roma ha una ricca storia di case occupate, attivismo D.I.Y., centri sociali autonomi, cultura antifascista e tolleranza. Per la già crescente scena queer romana, questa può essere dunque un’ottima occasione per cimentarsi con qualcosa di diverso, accrescere la propria fiducia e il proprio entusiasmo.
Il festival è un evento D.I.Y e si può autosostenere, ma ha sicuramente bisogno della vostra partecipazione, del vostro supporto e della vostra disponibilità alla condivisione, affinché sia possibile creare un’alternativa radicale alla “scena gay” commerciale.
Perciò, fatevi coinvolgere! Ci sarà un pre-programma per aiutarci ad organizzare e realizzare il massimo da ogni giornata, quindi vi preghiamo di contribuire con materiali artistici, organizzazione di performance e workshop. Mandateci una email per prenotare il vostro spazio!
Queeruption11 è un festival che si autofinanzia, ci saranno alcuni costi per farlo esistere, per quanto alcuni eventi di raccolta fondi saranno organizzati in Europa e in Italia, per aiutare ad alleviare i costi. Qualunque vostra assistenza rispetto al finanziamento di Queeruption11 è più che benvenuta. Potreste magari organizzare una raccolta fondi nelle vostre città!
Ogni tipo di responso, commento e idea sarà molto apprezzato.
Qui ci sono alcuni modi per entrare in contatto con il collettivo di Q11 a Roma:
Internet:
www.queeruption.org/q11
www.myspace.com/queeruption11roma
email: q11roma@queeruption.org
Altri dettagli e aggiornamenti stanno per arrivare.
Rimanda questo messaggio ai tuoi amici queer e se hai tempo aggiungi delle traduzioni.
Siamo sinceramente elettrizzati e stiamo aspettando molti di voi.
Ci vediamo quest’estate!
Queeruption Roma

Comunità cristiane di base

openmind | 11 Gennaio, 2008 17:08

«Non si difende la vita imponendo la cultura patriarcale e attaccando la legge 194»

La vita è un valore troppo grande per essere ancora rinchiusa nella gabbia della cultura patriarcale che continua a imporre il proprio autoritario paternalismo amministrando e strumentalizzando le paure che l'uomo e la donna hanno di fronte alle pulsioni della vita e alla finitezza della esistenza.
Riteniamo distruttivo e opposto alla cultura della vita colpevolizzare le donne che vivono il dramma dell'aborto, definirle «assassine», accostare l'aborto stesso alla pena di morte, accusare la legge 194 di «genocidio» dei feti.
Non è deprimendo la soggettività femminile e il senso di responsabilità della donna che si difende la vita. Quando il potere ecclesiastico avrà compiuto una riparazione storica facendo finalmente spazio alla maternità che non è solo dare vita in senso biologico ma è cultura, è visione femminile di Dio, della Bibbia, di Cristo, della fede e dell'etica, allora potrà intervenire credibilmente sull'etica della vita. Ma in quel momento si sarà dissolto come «potere».
Sarà un bel giorno. Merita lavorare perché si avvicini.
Le Comunità cristiane di base italiane

Roma: in laica frocessione!

openmind | 09 Gennaio, 2008 11:08

 

Il 17 gennaio Joseph Ratzinger è stato invitato come ospite d’onore all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università “la Sapienza” di Roma. Facciamo Breccia ritiene che tale scelta delle autorità accademiche legittimi ulteriormente l’invasione clericale in tutti gli ambiti della vita pubblica italiana, in particolare in quello dell’istruzione e formazione così come nella sanità, già fortemente presi di mira dal monarca vaticano.

Partecipiamo con una Layca Frocessione, per denunciare questa operazione ideologica che ha già un grave precedente nella “lectio magistralis” sui rapporti tra fede e ragione tenuta da Ratzinger all’università di Ratisbona.

scarica il comunicatodi Facciamo Breccia

scarica il comunicato dei Collettivi 

 

Mondanità dell'aborto

openmind | 09 Gennaio, 2008 09:44

editoriale dal Manifesto.it di Ida Dominijanni

 

 

Quanto sia sacra la vita umana, ultimativa la decisione di metterne o non metterne una al mondo (e abissalmente diversa da quella di sopprimerne un'altra per punirla di un delitto), impegnativa la cura per inserirla nell'umano consorzio, sono verità che ciascuna donna del pianeta, in qualunque latitudine, sotto qualunque dio e qualsivoglia regime, conosce assai meglio di qualunque papa, qualunque principe e qualsivoglia consigliere di papa e di principe. Papi, principi, aspiranti principi e zelanti consiglieri lo sanno benissimo, come sanno benissimo che una legge può riconoscere questa sapienza femminile e il potere sulla vita che ne deriva, ma nessuna legge può revocarli. Punto.
A capo. Che cosa muove dunque la mobilitazione permanente sulla questione dell'aborto che agita le democrazie occidentali, i loro angeli teodem e la cupola vaticana sopra di loro? Non certo il tentativo, perso in partenza, di sottrarre alle donne questo primato. Bensì quello di colpevolizzarlo, privatizzarlo, ricondurlo nell'ombra di quella dimensione «naturale» da cui la parola femminile lo strappò alcuni decenni fa per portarlo alla luce del sole, della politica, del diritto. Non è un conflitto sulla sacralità della vita. È un conflitto, nient'affatto sacro e tutto mondano, per il potere di parola sulla vita, un conflitto nel quale alcuni uomini si allineano al Dio creatore che dicono di adorare per alimentare il proprio desiderio di onnipotenza e rimuovere il limite imposto a questo desiderio dalla parola dell'Altra.
È un conflitto antico e ritornante, e non ci sarebbe niente di nuovo se la strumentalità del momento non ci mettesse, di volta in volta, il sale e il pepe di qualche macabra aggravante. Non si tratta solo dell'osceno paragone - più osceno nell'implicita versione papalina che in quella esplicita del direttore del Foglio - fra l'aborto e la pena di morte. C'è sotto un altrettanto torbido rimestio fra religione, scienza, politica, morale e diritto che confonde, piuttosto che rilanciare, il dibattito pubblico, e non solo in Italia. Anche negli Stati uniti, dove l'aborto è come sempre una delle issues centrali della competizione elettorale, la richiesta pressante di una «ridefinizione» morale, giuridica e politica della questione (e di altre, come l'omosessualità) passa - si veda il New York Times di domenica - attraverso il cambiamento dei paradigmi scientifici e dei protocolli medici e farmacologici. In una sequenza neo-deterministica in cui biologia, genetica, morale e religione si alleano a produrre un nuovo ordine «oggettivo» del discorso che fa fuori la soggettività delle donne e degli uomini in carne e ossa. L'unica tutt'ora in grado di avere la meglio su una politica laica balbettante, e su un'autorità religiosa evidentemente così incerta da appoggiarsi alle protesi che trova.

 

MANIFESTAZIONE NO VAT 2008

openmind | 07 Gennaio, 2008 12:41

MANIFESTAZIONE NO VAT
Autodeterminazione - Laicità - Antifascismo
Sabato 9 febbraio a Roma
Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito
grandi mobilitazioni di piazza – Pride e manifestazione Contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono
emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza
vaticana nella sfera pubblica.
Alla violenza di genere come strumento di controllo sociale su donne, lesbiche, gay e trans dentro e fuori la
sfera domestica, corrisponde l'abbattimento dello stato sociale e l'uso della famiglia come ammortizzatore.
L'alleanza fra politica istituzionale e Vaticano, consente, infatti, la progressiva sostituzione del welfare con
ideologici modelli familisti e con politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza e legittimano
campagne persecutorie e razziste.
Le gerarchie vaticane e le istituzioni neoliberiste trovano un fertile territorio di alleanza nel processo di
revisionismo storico e nello sdoganamenti di fascismi vecchi e nuovi. Una costruzione normativa spacciata
per naturale, che riattiva sui soggetti non conformi vecchie forme di violenza ed oppressione.
Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.
DENUNCIAMO
- il pericoloso rafforzamento dell’alleanza fra chiesa cattolica e politica istituzionale, mirata a rafforzare le
politiche familiste, securitarie e proibizioniste, ad abbattere lo stato sociale, a negare l’autodeterminazione
dei soggetti e a mercificare i diritti di cittadinanza;
- il processo di revisionismo storico che mira al disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, avallato
anche dal Vaticano, attraverso la trasformazione degli aguzzini fascisti e franchisti in martiri, e la rilettura
ideologica della storia recente e passata evidente nell’ultima enciclica;
- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione attraverso un progetto politico di istigazione
all’odio che alimenta fobie, discriminazioni e squadrismi;
- la criminalizzazione dei discorsi e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano e il crescente
restringimento degli spazi di laicità;
- la politica di governo e opposizione nel difendere a oltranza i privilegi economici del Vaticano;
- il progressivo ampliamento a livello planetario del progetto di egemonia vaticana mediante l’alleanza col
sistema neoliberista e con il dominio patriarcale
MANIFESTIAMO
- contro ogni integralismo e ogni fondamentalismo;
- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti;
- per l'eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano;
- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita;
- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay;
- per l'autodeterminazione delle donne;
- per la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita;
- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno
pubblico alla scuola confessionale;
- per il mantenimento e la laicità del sistema sanitario pubblico;
- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti;
- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivati (esenzione ICI, otto per mille).

FACCIAMO BRECCIA

anno nuovo....

openmind | 02 Gennaio, 2008 17:41

 
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