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OMOFOBIA E PACCHETTO SICUREZZA

openmind | 14 Dicembre, 2007 15:24

COMUNICATO DI FACCIAMO BRECCIA

 

OMOFOBIA E PACCHETTO SICUREZZA

 

 “Un episodio come quello della morte di Giovanna Reggiani è stato strumentalizzato per dare vita a un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista" hanno sostenuto le donne durante la “Manifestazione contro la violenza maschile sulle donne” del 24 novembre scorso.

La stessa strumentalizzazione ora si vuol usare sulla pelle di gay, lesbiche e trans inserendo nello stesso pacchetto sicurezza (che rimane xenofobo e razzista) una norma antiomofobia, come se anche l’omofobia – come la violenza sulle donne – venisse dall’esterno.

 

Facciamo Breccia denuncia che la cultura razzista e xenofoba è sempre anche machista ed omofoba, che la matrice è la medesima, e che non è importata dall’estero, ma è ben presente nel nostro paese, sostenuta – fra l’altro – dalla più potente agenzia economica e culturale del paese: la chiesa cattolica.

 

Facciamo Breccia denuncia l’ennesima operazione razzista, che da un lato criminalizza i/le migranti, e dall’altro fa risultare gay lesbiche e trans colpevoli di razzismo, visto il tentativo di far passare il pacchetto sicurezza in loro nome.

 

Da anni parte del movimento gay, lesbico e trans italiano chiede l’inserimento di una norma antiomofobia nella Legge Mancino che, guarda caso, è la stessa che questo decreto sicurezza andrebbe a cancellare. Perchè proprio in “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” (alias legge Mancino)? Perché è nella dinamica della caccia al capro espiatorio che si inseriscono tutte le fobie: infatti l’omofobia (ma anche la xenofobia e il razzismo) è solo il risultato finale di un’operazione ideologica che vede in questo momento il pericoloso rafforzamento dell’alleanza fra chiesa cattolica e politica istituzionale, mirata a rafforzare le politiche familiste, securitarie e proibizioniste.

 

Facciamo Breccia sostiene che, se una norma contro l’omofobia ha da esistere - e riteniamo che debba esistere - deve e può trovare spazio soltanto in un contesto anti-machista, antirazzista e antifascista.

Facciamo Breccia non accetta nessuno scambio politico sui corpi e sui diritti, e anche su questo scenderà in piazza il 9 febbraio 2008 a Roma con la manifestazione NO VAT.

 

Un suggerimento a chi non riesce a venirne fuori (ad esempio i/le parlamentari del PD): dite che omosessualità, lesbismo e transessualismo non esistono in Italia, magari ditelo per legge: mettete quello nel pacchetto sicurezza, sarebbe molto più conseguente alla vostra politica. D’altra parte trovereste degli ottimi riferimenti normativi nel nostro paese, come il Codice Rocco.

Qualora inopinatamente si individuassero gay, lesbiche o trans per le nostre strade dite che devono essere rimandate per decreto al paese d’origine (Sodoma, San Francisco o Vaticano?).

 

Scommettiamo che la Binetti vi vota pacchetto e fiducia?

  

Coordinamento Facciamo Breccia

Per IBS le parole LESBICA e GAY sono volgarità

openmind | 14 Dicembre, 2007 15:20

 
COMUNICATO STAMPA: Per IBS le parole LESBICA e GAY sono volgarità

La casa editrice Il Dito e La Luna, che da dodici anni pubblica libri a tematica lesbica gay e transgender, si è vista rifiutare un’inserzione pubblicitaria a pagamento sul portale di Internet Book Shop.

La motivazione riferita dall’azienda concessionaria della pubblicità è che “l’inserzione non è in linea con la politica di comunicazione del portale”.

L’inserzione oggetto di censura consisteva nelle frasi
“Libri lesbici gay e transgender.
Butta via i pregiudizi!
Vieni a conoscere la cultura LGT”

e cliccando su tale scritta avrebbe dovuto aprirsi il catalogo dei libri de IL Dito e La Luna disponibili su IBS.

Poiché, nonostante le nostre richieste, IBS non ci ha fornito altri elementi per comprendere le loro motivazioni, dobbiamo ritenere che il problema stia nelle parole che ci qualificano.

Si tratta evidentemente di un atteggiamento omofobico : i termini LESBICA GAY e TRANSGENDER sono parole in uso nella lingua italiana, non sono né parolacce né volgarità e ritenere che possano toccare la sensibilità di qualcuno vuol dire attribuire ingiustamente all’omosessualità e alla transessualità un valore negativo.
Significa farsi promotori, coscientemente e volontariamente, dei valori della disuguaglianza e dell’esclusione.

In 12 anni di attività, tutti spesi in nome della promozione della cultura e della visibilità di lesbiche gay e transgender, non ci è mai successo nulla di simile: partecipiamo alle maggiori fiere librarie, pubblichiamo inserzioni pubblicitarie su qualsiasi tipo di rivista, sempre indicando esplicitamente il campo della nostra azione.

Abbiamo sempre ricevuto grandi riconoscimenti per il valore culturale, informativo ed educativo della nostra attività editoriale e nessuno si è mai permesso di chiederci maggiore “discrezione” né tantomeno di operare delle censure nelle nostre comunicazioni.

Dispiace che un portale come Internet Book Shop, uno dei maggiori rivenditori di libri in internet, utilizzato da milioni di lettrici e lettori italiani anche per i suoi “consigli alla lettura”, abbia una “politica di comunicazione” improntata all’ignoranza e all’omofobia.

Il Dito e La Luna si riserva di valutare se dall’operato di Internet Book Shop possano derivare ulteriori e più gravi danni ed eventualmente di agire nelle sedi opportune.

Francesca Polo
(Titolare de Il Dito e La Luna)

Francesca Polo: cell. 339.57.65.311; info@ilditoelaluna.com 
 
 
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