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Scandalo in Vaticano

openmind | 14 Ottobre, 2007 16:46

 
 
 
 
Riconosciuto attraverso le riprese della trasmissione Exit
Prese parte, coperto dall'anonimato, alla prima puntata
Confessa in tv di essere gay
il Vaticano sospende alto prelato
Accusato di aver fatto entrare la troupe è stato anche denunciato alle
autorità
di ORAZIO LA ROCCA




CITTA' DEL VATICANO - Scandalo all'ombra di S. Pietro. Le autorità vaticane
tre giorni fa hanno sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento
disciplinare un monsignore capoufficio di uno dei più importanti dicasteri
pontifici, la Congregazione per il Clero, il "ministero" pontificio retto
dal cardinal-prefetto Claudio Hummes, brasiliano, che sovrintende, tra
l'altro, alla gestione degli oltre 400 mila sacerdoti presenti in tutte le
diocesi del mondo e alla formazione religiosa di seminaristi e catechisti.

Motivo: l'alto prelato - un monsignore di circa 60 anni ben portati,
titolare di rubriche giornalistiche su siti attenti alla vita della Chiesa e
del Vaticano, tra i volti più noti dell'emittente cattolica Telepace dove
per anni ha curato rubriche a carattere religioso - avrebbe preso parte,
anonimamente, alla discussa prima puntata di Exit presentata da Ilaria
D'Amico e andata in onda il primo ottobre scorso sull'emittente La7, che tra
i reportage trasmessi ha presentato anche una inchiesta sull'omosessualità
dei preti nella Chiesa cattolica.

Nel servizio, quattro persone che si presentavano come sacerdoti, ripresi
con volti e voci contraffatte con alle spalle edifici religiosi con flash
puntati pure sullo sfondo di piazza San Pietro, avevano confessato le loro
preferenze sessuali, ammettendo senza troppi giri di parole di essere gay.

Uno dei quattro intervistati, stando a quanto hanno verificato i vertici
della Congregazione per il Clero, sarebbe uno dei monsignori che ricopre la
carica di capo ufficio nello stesso dicastero. Un alto prelato fino a pochi
giorni fa in "ascesa" nell'establishment vaticano, perché titolare di altri
due importanti incarichi, alla Commissione speciale per la trattazione delle
cause di dispensa dei sacerdoti e alla Peregrinatio Ad Petri Sedem,
l'organismo responsabile dei pellegrinaggi in arrivo in Vaticano,
nell'ambito del quale operava nella Consulta pastorale.


Nell'intervista concessa ad Exit si vede che il monsignore fa accomodare
spontaneamente nel suo ufficio il suo interlocutore al quale rivela con
molta naturalezza la sua omosessualità, spiegando persino di "non sentirsi
in peccato", ma di doverlo fare di nascosto per non essere richiamato dai
superiori vista l'attuale ferma opposizione della dottrina cattolica in
materia di celibato sacerdotale ed omosessualità.

Quasi un guanto di sfida sul piano della pastorale sociosessuale lanciato
alle autorità pontificie dall'interno del Vaticano, nella convinzione di
poter parlare liberamente perché protetto dall'anonimato.
Ma non tutto - a quanto sembra - è andato per il verso giusto, perché subito
dopo la messa in onda del servizio in Vaticano qualcuno ha riconosciuto la
stanza dell'incauto sacerdote trasformata in improvvisato set per registrare
l'intervista, e dove si sospetta possa essere avvenuto anche qualche
"episodio" a luci rosse.

Riconosciuti nel filmato pure l'ascensore di accesso alla Congregazione del
Clero e la porta di ingresso del dicastero, ripresi dalle telecamere mentre
il prelato fa accomodare l'intervistatore. Dopo una più attenta verifica del
servizio ed una veloce inchiesta interna, facilitata anche dal fatto che
l'unico a tenere la chiave dell'ufficio era il capo ufficio incriminato, il
monsignore è stato immediatamente sospeso dall'incarico e denunciato alle
autorità giudiziarie pontificie che hanno subito aperto un fascicolo a suo
carico.

Da tre giorni la porta dell'ufficio è chiusa a chiave, nessuno vi può
entrare, il telefono squilla a vuoto, sia quello del posto di lavoro del
monsignore che quello di casa. Non si sa se dopo la sospensione si arriverà
al licenziamento, eventualità che dovrà essere presa in considerazione dal
tribunale pontificio dopo un dibattimento previsto dalle leggi vaticane. Da
qualche giorno, però, dell'alto prelato si sono perse le tracce.

(13 ottobre 2007)
 
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