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openmind | 12 Settembre, 2007 17:18

"Pegah è finalmente libera e si trova a casa di amici a Sheffield". La
notizia della liberazione di Pegah Emambakhsh dal centro di detenzione
di Yarl's Wood è arrivata nella tarda serata dell' 11 settembre 2007 a
Matteo Pegoraro, Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne. La
lesbica iraniana che rischiava la deportazione dal Regno Unito, dove le
era stato negato l'asilo come rifugiata, all'Iran, dove la attendeva la
morte certa, è stata infatti rilasciata dalle autorità inglesi in
seguito alla mobilitazione internazionale guidata dall'italiana
EveryOne, in collaborazione con IRQO e Friends of Pegah Campaign, e cui
hanno aderito decine di migliaia di cittadini e centinaia di
associazioni e organizzazioni per i diritti umani a livello
internazionale.
"Ora che Pegah è fuori del carcere possiamo tirare un sospiro di
sollievo" dichiara Matteo Pegoraro, leader con Malini di EveryOne.
"Queste ultime ore sono state piene di tensione, eravamo preoccupati
per la salute di Pegah e ci attendevamo una risposta da Yarl's Wood,
dopo le nostre ultime campagne per la sua liberazione".
Su iniziativa del Gruppo EveryOne era nata infatti la singolare
campagna "Flowers for Pegah" che, sottoscritta via internet da oltre
ventimila persone, aveva portato nel carcere inglese , nei giorni
scorsi, quasi trentamila mazzi di fiori indirizzati alla donna, inta
sando la struttura burocratico-postale del carcere e mandando in crisi
gli stessi secondini.
Nell'arco di due settimane Pegah verrà ascoltata dall'Immigration Court
, ossia la Corte d'Appello inglese cui i legali si sono rivolti per una
definitiva risoluzione del caso. "Vigileremo con attenzione" concludono
Malini e Pegoraro "rimanendo accanto a Pegah, ansiosi di conoscere la
decisione finale della Corte in merito alla sua richiesta di asilo come
rifugiata nel Regno Unito".
La lotta contro le discriminazioni continua!!!
Il Gruppo EveryOne, che presenterà presto un dossier su molti altri
casi simili a quello di Pegah alla Corte Europea per i Diritti
dell'Uomo e all'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'ONU , si augura
una positiva risoluzione della vicenda, ringraziando tutti coloro che
hanno contribuito a diffondere gli appelli in favore della
scarcerazione e della concessione di asilo alla cittadina iraniana.
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