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openmind | 17 Agosto, 2007 19:59
Ruggirà l´otto settembre per la prima volta. Ha le ali striate dei
colori dell´arcobaleno e, nella postura delle zampe anteriori, il
piglio della fierezza e del gioco. Il Queer lion, il premio che la
sessantaquattresima mostra internazionale del cinema di Venezia darà al
miglior film con tematiche omosessuali, è cucciolo ma a settembre sarà
già grande. Nel fare la cronaca di questa sua prima infanzia fissiamo
alcune tappe evolutive: il sei agosto alle 15.30 Franco Grillini, che
da anni si adopera per la nascita del leone gay, e Daniel Casagrande,
direttore delle Giornate di Cinema Omosessuale di Venezia nonché
coordinatore del Queer Lion, incontreranno Marco Muller, patron per il
quarto anno.
Porteranno al Lido, al Palazzo del Cinema, il simbolo (nella foto)
che verrà inciso su targa 20x15 di ottone satinato con rivestitura
d'oro contenuto in un astuccio di seta rossa. Non solo: gli artigiani
del laboratorio Santi di Venezia - lo stesso che realizza il Leone
d´Oro - dipingeranno a mano i sei colori simbolo della bandiera del Gay
Pride e il rito della pittura delle ali verrà ripetuto di targa in
targa. Grillini e Casagrande non torneranno a casa a mani vuote:
avranno l'elenco completo di tutti i film della mostra 2007 che
contengono la tematica lgbt. Una riserva che può sciogliere solo il
patron visto che l´ottanta per cento dei film in mostra a Venezia è in
anteprima mondiale. Siamo in grado di dare però qualche primizia:
l´elenco di Muller conterrà "24 battute", film francese del 2006 di
Jalil Lespert, che mette in scena una notte di Natale tra quattro
sconosciuti dall´esito imprevisto. Proprio i francesi ci invidiano il
premio, per una volta almeno. Dopo l´annuncio dell´istituzione, alcuni
giornali titolarono: "dopo Berlino e Venezia, a quando una palma d´oro
gay?"
Il leone queer nasce dopo l´orsetto omo di Berlino,
il Teddy award. Viene concepito, non a caso, dallo stesso "padre", cioè
durante la conduzione della mostra di Venezia da parte di Moritz De
Hadeln che sbarca al Lido dopo 21 anni di direzione del Festival
Internazionale del Cinema di Berlino. "Ne avevamo parlato con De Hadeln
– racconta Casagrande – e in teoria il premio doveva partire dal 2004
ma poi il direttore andò via, per motivi tuttora oscuri, pare legati
all´esclusione di un film in cui recitava un´attrice molto cara
all´allora ministro della cultura". Se il patron lascia il lido, resta
in laguna invece la speranza del premio, e Grillini e Casagrande nel
2005 ne parlano con l´attuale direttore Muller. L´idea piace e ad
accelerare il parto, piombano, sul leone in gestazione, le polemiche
dello scorso anno sulla rassegna "Venice gays". Si tratta delle
"giornate di cinema omosessuale" che fino al 2006 si sono tenute al
cinema comunale Astra del Lido in contemporanea con la mostra
internazionale del cinema. Il parroco dell´isola le contesta duramente,
mentre la Lega Nord propone un contro festival etero-hard. E Muller
prende la sua decisione. "Nel 2006 il direttore ci convoca e decide
l´istituzione del premio", aggiunge Casagrande.
Le polemiche non scemano.
Mentre finalmente la cinematografia a tematica gay, oltre ad essere
presente nei pregevoli festival di settore (Torino e Milano in testa)
approda ufficialmente al Lido con un riconoscimento, da destra si grida
al "premio frocio", ben "foraggiato" dallo Stato (su Libero, ripreso
anche dall´Avvenire). Ma si tratta di armi spuntate. Nessuno può
dimenticare " I segreti di Brokeback Mountain" di Ang Lee premiato nel
2005 a Venezia e poi baciato dagli Oscar. Un film d´amore e basta che
aveva per protagonisti due cow boy. Segno che il pregiudizio, se resta
tale, oscura lo sguardo del mondo sulle tante risorse dell´eros ed è
obiettivo contrario di qualunque rassegna d´Arte che si rispetti. Le
contestazioni intanto si riaccendono con il caldo e in vista della
nuova edizione delle giornate di cinema omosessuale di Venezia, dirette
da Casagrande, che quest´anno dovevano tenersi al cinema Aurora di
Mestre il week end successivo all´otto settembre. La sala però è
parrocchiale, e il padre Benvenuto insorge. La soluzione sembra
comunque in dirittura di arrivo.
Una sala appena restaurata
che contiene 220 posti sarebbe disponibile a Mestre. Si chiama ancora
"ex Gil" (Gioventù italiana littorio), e attende un battesimo migliore.
"Lo abbiamo ottenuto al 99 per cento dal 14 al 16 settembre" aggiunge
con entusiasmo cauto Casagrande. Venice gays dunque si farà, proprio
nei giorni in cui all´Aurora di Mestre verranno proiettati nel corso
della rassegna "Esterno notte" le pellicole della Mostra internazionale
del Lido. Il queer lion intanto avrà fatto il suo primo ruggito. Sarà
stato assegnato da una giuria presieduta dal regista ed attore inglese
Alan Cumming: tra i suoi film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, le
serie "Spy Kids" e "X-Men", in tv i cult "Sex and the City", The "L
World". Mentre il lavoro dei giurati, coordinato da Casagrande, sarà
svolto da Sandro Avanzo (radio Popolare), Vincenzo Patanè (Pride) e da
chi scrive questo articolo.
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