Portella della Ginestra
openmind | 01 Maggio, 2007 19:45

Undici morti e trenta feriti. E' strage tra i lavoratori siciliani riuniti a Portella della Ginestra per festeggiare il primo maggio. Le pallottole della banda Giuliano lasciano a terra uomini, donne e bambini, spegnendo nel sangue gli entusiasmi dei lavoratori siciliani. Che brindano -il primo maggio del 1947, esattamente 60 anni fa- al successo del 'Blocco del Popolo' nelle elezioni per l'Assemblea Regionale, dove lo schieramento della sinistra raggiunge il 29,13% dei voti. E che finalmente vedono concretizzarsi la speranza della fine del latifondismo agrario, con le sempre più frequenti occupazioni delle terra da parte dei braccianti agricoli. Salvatore Giuliano e i suoi uomini usano i mitra per dimostrare che in Sicilia non sarà facile: che anche se il ventennio è finito questo non vuol dire che per il lavoratori il cammino verso il riscatto sociale, verso l'uguaglianza, verso la libertà sarà finalmente senza ostacoli. I padroni dell'isola, poteri forti e Mafia, ora si sono alleati con gli americani, aiutandoli nello sbarco del '43 e ricevendone in cambio nuova legittimazione. Cosa Nostra, ex fascisti, servizi segreti stranieri, sono in combutta per far fronte unico contro il rischio comunista in Italia. E non sono disposti a fare sconti a nessuno.
Nella storia di Portella della Ginestra, all'alba della Repubblica, sono già presenti tutti gli 'attori' che accompagneranno la storia della 'Prima Repubblica', facendo presagire -ma questo si capirà dopo- che la 'strategia della tensione' è la strada che sarà usata per evitare svolte a sinistra, che nessuno può pensare realizzabili per un Paese come l'Italia.
Sulle prime per l'agguato di Portella della Ginestra vengono arrestati capimafia come Giuseppe Troia, Salvatore Romano, Elia Marino, Pietro Gricoli. Ma il 22 giugno, dopo meno di due mesi dalla strage, la versione ufficiale dei fatti cambia: viene accusato il bandito Salvatore Giuliano, considerato unico responsabile, i mafiosi vengono rilasciati. Giuliano è il leader del separatismo siciliano, al centro dell'azione del Mis (Movimento per l'Indipendenza della Sicilia), organismo molto attivo nell'isola del primo dopoguerra.
(Continua)