http://openmindcatania.ilcannocchiale.it/
--email: opencatania@tiscali.it ---
openmind | 22 Aprile, 2007 10:45
Lanciata quasi per gioco dai microfoni di Controradio , la campagna ha subito dilagato. Mettiamo uno straccetto colorato alle nostre borse, alle auto, agli scooter, alle finestre, uno straccetto per dichiarare pubblicamente la nostra voglia di laicità e la nostra contrarietà alle pesanti e quotidiane ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana. E scegliete voi il colore. Gli ascoltatori hanno scelto: rosa fucsia. Un microfono aperto lanciato quasi per gioco si è trasformato subito in un diluvio di telefonate per testimoniare la voglia di laicità.
Coloriamo la nostra città, come già è accaduto a Firenze, con le bandiere della pace e gli straccetti bianchi di Emergency. Oltre alle telefonate continue stiamo ricevendo anche proposte - da parte di edicolanti, commercianti, benzinai - di essere punto di distribuzione degli straccetti.
Siamo tutti divorziati (e aspettiamo la comunione), siamo tutti conviventi, siamo tutti gay, siamo tutti credenti e tutti laici. Ma vogliamo che lo stato sia laico. Contro lo scontro di civiltà. Contro la campagna vaticana martellante, pesante e volgare, giorno dopo giorno che iddio mette in terra. A questa volontà scientifica di provocazione, laici e credenti (uniti nella lotta) rispondono in maniera pacifica, brillante, simpatica, e non violenta.
Una campagna nata dal basso, come si dice, che è destinata a crescere di ora in ora.
Anche l'Open Mind aderisce all'iniziativa, gli straccetti di laicita' sono disponibili nella nostra sede,
contattaci all' email: opencatania@tiscali.it
openmind | 22 Aprile, 2007 00:27

openmind | 20 Aprile, 2007 15:20
L’ Open Mind, centro di iniziativa gay lesbica bisessuale e transessuale,
ritiene inaccettabile l’ordine del giorno del consiglio comunale di Catania, avente come oggetto la manifestazione del family day che si svolgerà a Roma il 12 Maggio, col quale si impegna l’amministrazione comunale ad aderire alla manifestazione in rappresentanza dell’intera città di Catania. Non ci sentiamo rappresentat* come persone GLBT da esponenti di partiti del Centro Destra che, in difesa della famiglia “normale”, discriminano le altre forme di relazioni e affettività possibili.
Diffidiamo l’amministrazione comunale ad aderire al family day, evento
che raggruppa la parte più retriva, omofoba, e fascista del panorama politico “civile” del nostro paese. Reputiamo falsa e ipocrita che il pensiero discriminatorio e omofobo possa rappresentare l’INTERA città
di Catania. Nella nostra città vivono persone libere e democratiche che non possono essere rappresentate dai fautori di tale pensiero. Se qualcuno di questi esponenti politici volesse aderire al family day, lo faccia privatamente, e non in rappresentanza della città. Catania non merita un simile affronto.
OPEN MIND
centro di iniziativa gay lesbica bisessuale transessuale
via gargano 33, 95129 - catania
tel./ fax 095.532685
www.openmind.too.it
opencatania@tiscali.it
openmind | 18 Aprile, 2007 16:22

Quest'anno il 25 Aprile assume valori importantissimi per noi tutti. La manifestazione nazionale antifascista del 16 Settembre 2006 ha rappresentato un nuovo modo di intendere l'antifascismo nella nostra terra. Il percorso individuato e condiviso da noi tutti ha messo le basi per un nuovo modo di intendere l'antifascismo, libero da vecchie concezioni e distante dall'autoreferenzialità che lo aveva caratterizzato negli ultimi anni. Siamo distanti anni luce dalla vecchia contrapposizione spesso "militare" ma anche lontanissimo dalle pratiche di "ghetto" perpetrate da una parte del movimento catanese. I giovani comunisti, l'open mind glbt, l'Iqbal masih, i collettivi medi ed universitari,il Csa Auro e altre realtà di movimento hanno deciso di unirsi in un cordinamento che richiama la data del 16 Settembre per la creazione di nuovi percorsi antifascisti. Nell'epoca della guerra globale e permanente, del revisionismo storico, del precariato come forma esistenziale c'è ora più che mai bisogno di nuovi atti antifascisti. Diffondere cultura popolare antifascista è il nostro compito, lo dobbiamo a tutti quelli che in questi anni hanno perso la vita nella speranza di costruire un nuovo mondo possibile. Lo dobbiamo a Carlo giuliani, a Dax Cesare, a Renato Biagetti barbaramente ammazzato dai neofascisti nell'estate del 2006 a Roma. lo dobbiamo a tutti coloro che giornalmente e senza rifletori dei media lottano per un lavoro dignitoso, per il diritto alla casa, per i diritti del movimento Glbt, per un mondo senza guerre e senza Cpt, per la libertà di tutte/i.
openmind | 16 Aprile, 2007 14:31
![]()
Era nato nel 1983 Iqbal Masih e aveva quattro anni quando suo padre decise di venderlo come schiavo a un fabbricante di tappeti. Per 12 dollari.
E' l'inizio di una schiavitù senza fine: gli interessi del "prestito" ottenuto in cambio del lavoro del bambino non faranno che accrescere il debito.
Picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio, Iqbal inizia a lavorare per più di dodici ore al giorno. E' uno dei tanti bambini che tessono tappeti in Pakistan; le loro piccole mani sono abili e veloci, i loro salari ridicoli, e poi i bambini non protestano e possono essere puniti più facilmente.
Un giorno del 1992 Iqbal e altri bambini escono di nascosto dalla fabbrica di tappeti per assistere alla celebrazione della giornata della libertà organizzata dal Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF). Forse per la prima volta Iqbal sente parlare di diritti e dei bambini che vivono in condizione di schiavitù. Proprio come lui. Spontaneamente decide di raccontare la sua storia: il suo improvvisato discorso fa scalpore e nei giorni successivi viene pubblicato dai giornali locali. Iqbal decide anche che non vuole tornare a lavorare in fabbrica e un avvocato del BLLF lo aiuta a preparare una lettera di "dimissioni" da presentare al suo ex padrone.
Durante la manifestazione Iqbal conosce Eshan Ullah Khan, leader del BLLF, il sindacalista che rappresenterà la sua guida verso una nuova vita in difesa dei diritti dei bambini. Così Iqbal comincia a raccontare la sua storia sui teleschermi di tutto il mondo, diventa simbolo e portavoce del dramma dei bambini lavoratori nei convegni, prima nei paesi asiatici, poi a Stoccolma e a Boston.
"Da grande voglio diventare avvocato e lottare perché i bambini non lavorino troppo". Iqbal ricomincia a studiare senza interrompere il suo impegno di piccolo sindacalista.
Ma la storia della sua libertà è breve. Il 16 aprile 1995 gli sparano a bruciapelo mentre corre in bicicletta nella sua città natale Muridke, con i suoi cugini Liaqat e Faryad.
"Un complotto della mafia dei tappeti" dirà Ullah Khan subito dopo il suo assassinio. Qualcuno si era sentito minacciato dall'attivismo di Iqbal, la polizia fu accusata di collusione con gli assassini. Di fatto molti dettagli di quella tragica domenica sono rimasti poco chiari
Con i 15 mila dollari del Premio Reebok per la Gioventù in Azione ricevuti nel dicembre '94 a Boston, Iqbal voleva costruire una scuola perché i bambini schiavi potessero ricominciare a studiare...
Ma la storia di Iqbal non finisce quel giorno. Continua in tutti coloro che hanno ascoltato e ripreso la sua denuncia. Ed oggi moltissimi uomini, maghi di bontà, continuano la sua opera. Iqbal non potrà diventare avvocato per aiutare i bambini. Ma noi siamo qui, e il viso dolce e gli occhi tristi di Iqbal ci chiamano. A proseguire la sua opera. Perché per occuparsi dei bambini sfruttati non ci sia bisogno di un nuovo Iqbal. Ricordiamocelo quando compreremo tappeti di dubbia provenienza la prossima volta. Ogni volta che compreremo quei tappeti, avremo offeso il ricordo di Iqbal. E avremo contribuito a proseguire la catena di egoismo e sfruttamento che lo ha ucciso. E sfrutta tantissimi bambini ancora oggi.
"Il sedici aprile 1995 Iqbal Masih è stato assassinato, nella sua terra, nella nostra terra. Il suo sogno è stato spezzato. I bambini continuano a lavorare. A milioni ed in tutto il mondo, anche qui dove vivete voi. - si ferma un attimo, si muove un po' - Ma qualcosa di Iqbal e rimasta ed ha corso, ha viaggiato, proprio come ha fatto lui, ed è arrivata dentro tutti noi; non so come spiegarlo ma è qualcosa di caldo, come una fiammella che arde e brucia lentamente. - si ferma un altro secondo - Cari amici, non permettete a niente di spegnere quella fiammella. Non dimenticate, quando state cercando di cambiare le cose, quando lottate per un ideale, la sentirete bruciare più forte, vi prenderà lo stomaco.
Adesso lo sapete cosa è: e' Iqbal che lotta e vive insieme a noi."
I nostri amici del centro Iqbal Masih Librino propongono una settimana di iniziative contro il lavoro minorile, ancora molto diffuso a catania.
«Non ho paura del mio padrone. Ora è lui ad aver paura di me»
(Iqbal Masih)
openmind | 15 Aprile, 2007 09:31
Mi è venuta un'idea, non so se la condividete ma ve la espongo.
Io sono d'accordo con il messaggio veicolato dalle scritte dei muri di Bologna, Napoli e Torino.
Ovviamente sono d'accordo SOLO con quei messaggi che incitano alla vergogna (i messaggi minatori li depreco in toto).
Siccome reputo non consono imbrattare muri e pavimenti, si può invece apporre nei nostri blog, nei nostri siti e in luoghi similari il banner che ho appositamente creato:
Non fate caso alla pessima qualità.
La cosa è voluta, per emulare la qualità della scritta su un muro.
Possiamo così esprimere il nostro civile dissenso verso monsignore e tenere pulite le nostre città.
Che ne pensate?
Io l'ho già messo!
p.s.: se questa iniziativa vi trova d'accordo, diffondete, diffondete, diffondete!
openmind | 14 Aprile, 2007 22:31
openmind | 13 Aprile, 2007 22:25


Centro di iniziativa_
******Gay******
*****Lesbica*****
******Bisex ******
********Trans********
opencatania@tiscali.it
tel.3406839852
| « | Aprile 2007 | » | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa | Do |
| 1 | ||||||
| 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |
| 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 |
| 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 |
| 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 |
| 30 | ||||||