Open Mind

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Uno straccio di laicità

openmind | 22 Aprile, 2007 10:45

 


Lanciata quasi per gioco dai microfoni di Controradio , la campagna ha subito dilagato. Mettiamo uno straccetto colorato alle nostre borse, alle auto, agli scooter, alle finestre, uno straccetto per dichiarare pubblicamente la nostra voglia di laicità e la nostra contrarietà alle pesanti e quotidiane ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana. E scegliete voi il colore. Gli ascoltatori hanno scelto: rosa fucsia. Un microfono aperto lanciato quasi per gioco si è trasformato subito in un diluvio di telefonate per testimoniare la voglia di laicità.
Coloriamo la nostra città, come già è accaduto a Firenze, con le bandiere della pace e gli straccetti bianchi di Emergency. Oltre alle telefonate continue stiamo ricevendo anche proposte - da parte di edicolanti, commercianti, benzinai - di essere punto di distribuzione degli straccetti.
Siamo tutti divorziati (e aspettiamo la comunione), siamo tutti conviventi, siamo tutti gay, siamo tutti credenti e tutti laici. Ma vogliamo che lo stato sia laico. Contro lo scontro di civiltà. Contro la campagna vaticana martellante, pesante e volgare, giorno dopo giorno che iddio mette in terra. A questa volontà scientifica di provocazione, laici e credenti (uniti nella lotta) rispondono in maniera pacifica, brillante, simpatica, e non violenta.

Una campagna nata dal basso, come si dice, che è destinata a crescere di ora in ora.


Anche l'Open Mind aderisce all'iniziativa, gli straccetti di laicita' sono disponibili nella nostra sede,
contattaci all' email: opencatania@tiscali.it


 

Progetto del Laboratorio di cultura laica

openmind | 22 Aprile, 2007 00:27

( La.Cul.La)
Ciclo di sette incontri di tipo seminariale
 
Il presente progetto si prefigge lo scopo di definire, in termini generali, la natura del pensiero laico e la sua applicabilità. Obiettivo principale è quello di offrire, alla fine si un percorso di studio e dibattito, una definizione del concetto di laicità.
Premettiamo fin d’ ora che tale concetto, per essere effettivamente laico, deve porsi al di sopra di qualsivoglia ideologia, sia essa politica sia essa religiosa. È fondamentale fare questa precisazione poiché la laicità, come la democrazia, deve essere un territorio comune all’interno del quale tutti gli attori, ideologici e politici, trovano la stessa dignità, nel novero di un assetto sociale e istituzionale condiviso.
Aggiungiamo inoltre che il presupposto minimo ed irrinunciabile per l’elaborazione di un sistema socio- politico laico, è l’individuazione di una base etica. Il Laboratorio avrà cadenza settimanale, per un ciclo di sette incontri di tipo seminariale.
Si costituirà un gruppo di studio ed in ogni incontro si prenderà in esame un testo di interesse specifico sul tema generale trattato.
Al termine di appuntamento si elaborerà un documento contenente gli esiti dello studio e di eventuali dibattiti.
Alla fine di questo ciclo, si provvederà a fondere in un testo unitario i contributi dei sette seminari. Tale elaborato, se ritenuto scientificamente valido, verrà proposto per una conferenza da tenersi in sedi che verranno concordate al momento opportuno ( università, scuole, associazioni, etc.). La partecipazione al progetto è aperta a tutt* coloro, intern* ed estern* al centro Open Mind, che mostreranno interesse e che condivideranno lo spirito dell’iniziativa.
 
ti aspettiamo lunedi' 23 aprile alle 21 presso il nostro centro per il primo incontro del progetto La.Cul.La
 
il programma completo dei seminari 
 

comunicato stampa open mind sull'iniziativa comunale di aderire al family day

openmind | 20 Aprile, 2007 15:20

L’ Open Mind, centro di iniziativa gay lesbica bisessuale e transessuale,
ritiene inaccettabile l’ordine del giorno del consiglio comunale di Catania, avente come oggetto la manifestazione del family day che si svolgerà a Roma il 12 Maggio, col quale si impegna l’amministrazione comunale ad aderire alla manifestazione in rappresentanza dell’intera città di Catania. Non ci sentiamo rappresentat* come persone GLBT da esponenti di partiti del Centro Destra che, in difesa della famiglia “normale”, discriminano le altre forme di relazioni e affettività possibili.

Diffidiamo l’amministrazione comunale ad aderire al family day, evento

che raggruppa la parte più retriva, omofoba, e fascista del panorama politico “civile” del nostro paese. Reputiamo falsa e ipocrita che il pensiero discriminatorio e omofobo possa rappresentare l’INTERA città

di Catania. Nella nostra città vivono persone libere e democratiche che non possono essere rappresentate dai fautori di tale pensiero. Se qualcuno di questi esponenti politici volesse aderire al family day, lo faccia privatamente, e non in rappresentanza della città. Catania non merita un simile affronto.

 

 

OPEN MIND

centro di iniziativa gay lesbica bisessuale transessuale




via gargano 33, 95129 - catania

 

tel./ fax 095.532685

 

www.openmind.too.it

 

opencatania@tiscali.it

 

Percorsi Antifascisti

openmind | 18 Aprile, 2007 16:22

Quest'anno il 25 Aprile assume valori importantissimi per noi tutti. La manifestazione nazionale antifascista del 16 Settembre 2006 ha rappresentato un nuovo modo di intendere l'antifascismo nella nostra terra. Il percorso individuato e condiviso da noi tutti ha messo le basi per un nuovo modo di intendere l'antifascismo, libero da vecchie concezioni e distante dall'autoreferenzialità che lo aveva caratterizzato negli ultimi anni. Siamo distanti anni luce dalla vecchia contrapposizione spesso "militare" ma anche lontanissimo dalle pratiche di "ghetto" perpetrate da una parte del movimento catanese. I giovani comunisti, l'open mind glbt, l'Iqbal masih, i collettivi medi ed universitari,il Csa Auro e altre realtà di movimento hanno deciso di unirsi in un cordinamento che richiama la data del 16 Settembre per la creazione di nuovi percorsi antifascisti. Nell'epoca della guerra globale e permanente, del revisionismo storico, del precariato come forma esistenziale c'è ora più che mai bisogno di nuovi atti antifascisti. Diffondere cultura popolare antifascista è il nostro compito, lo dobbiamo a tutti quelli che in questi anni hanno perso la vita nella speranza di costruire un nuovo mondo possibile. Lo dobbiamo a Carlo giuliani, a Dax Cesare, a Renato Biagetti barbaramente ammazzato dai neofascisti nell'estate del 2006 a Roma. lo dobbiamo a tutti coloro che giornalmente e senza rifletori dei media lottano per un lavoro dignitoso, per il diritto alla casa, per i diritti del movimento Glbt, per un mondo senza guerre e senza Cpt, per la libertà di tutte/i.

Abbiamo costruito dei primi appuntamenti:
Giovedì 19 Aprile Csa Auro asseblea-dibattito + concerto, sarà presente Dario Biagetti militante del centro sociale di Roma Acrobax e fratello di renato ucciso dai neofascisti.(in allegato troverete il programma intero dell'iniziativa).
 
Mercoledì 25 Aprile corteo cittadino con concentramento ore 9:30 piazza Stesicoro.
 

 

Piccolo grande eroe, Iqbal Masih

openmind | 16 Aprile, 2007 14:31

Era nato nel 1983 Iqbal Masih e aveva quattro anni quando suo padre decise di venderlo come schiavo a un fabbricante di tappeti. Per 12 dollari.
E' l'inizio di una schiavitù senza fine: gli interessi del "prestito" ottenuto in cambio del lavoro del bambino non faranno che accrescere il debito.
Picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio, Iqbal inizia a lavorare per più di dodici ore al giorno. E' uno dei tanti bambini che tessono tappeti in Pakistan; le loro piccole mani sono abili e veloci, i loro salari ridicoli, e poi i bambini non protestano e possono essere puniti più facilmente.
Un giorno del 1992 Iqbal e altri bambini escono di nascosto dalla fabbrica di tappeti per assistere alla celebrazione della giornata della libertà organizzata dal Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF). Forse per la prima volta Iqbal sente parlare di diritti e dei bambini che vivono in condizione di schiavitù. Proprio come lui. Spontaneamente decide di raccontare la sua storia: il suo improvvisato discorso fa scalpore e nei giorni successivi viene pubblicato dai giornali locali. Iqbal decide anche che non vuole tornare a lavorare in fabbrica e un avvocato del BLLF lo aiuta a preparare una lettera di "dimissioni" da presentare al suo ex padrone.
Durante la manifestazione Iqbal conosce Eshan Ullah Khan, leader del BLLF, il sindacalista che rappresenterà la sua guida verso una nuova vita in difesa dei diritti dei bambini. Così Iqbal comincia a raccontare la sua storia sui teleschermi di tutto il mondo, diventa simbolo e portavoce del dramma dei bambini lavoratori nei convegni, prima nei paesi asiatici, poi a Stoccolma e a Boston.
"Da grande voglio diventare avvocato e lottare perché i bambini non lavorino troppo". Iqbal ricomincia a studiare senza interrompere il suo impegno di piccolo sindacalista.
Ma la storia della sua libertà è breve. Il 16 aprile 1995 gli sparano a bruciapelo mentre corre in bicicletta nella sua città natale Muridke, con i suoi cugini Liaqat e Faryad.
"Un complotto della mafia dei tappeti" dirà Ullah Khan subito dopo il suo assassinio. Qualcuno si era sentito minacciato dall'attivismo di Iqbal, la polizia fu accusata di collusione con gli assassini. Di fatto molti dettagli di quella tragica domenica sono rimasti poco chiari
Con i 15 mila dollari del Premio Reebok per la Gioventù in Azione ricevuti nel dicembre '94 a Boston, Iqbal voleva costruire una scuola perché i bambini schiavi potessero ricominciare a studiare...

Ma la storia di Iqbal non finisce quel giorno. Continua in tutti coloro che hanno ascoltato e ripreso la sua denuncia. Ed oggi moltissimi uomini, maghi di bontà, continuano la sua opera. Iqbal non potrà diventare avvocato per aiutare i bambini. Ma noi siamo qui, e il viso dolce e gli occhi tristi di Iqbal ci chiamano. A proseguire la sua opera. Perché per occuparsi dei bambini sfruttati non ci sia bisogno di un nuovo Iqbal. Ricordiamocelo quando compreremo tappeti di dubbia provenienza la prossima volta. Ogni volta che compreremo quei tappeti, avremo offeso il ricordo di Iqbal. E avremo contribuito a proseguire la catena di egoismo e sfruttamento che lo ha ucciso. E sfrutta tantissimi bambini ancora oggi.

"Il sedici aprile 1995 Iqbal Masih è stato assassinato, nella sua terra, nella nostra terra. Il suo sogno è stato spezzato. I bambini continuano a lavorare. A milioni ed in tutto il mondo, anche qui dove vivete voi. - si ferma un attimo, si muove un po' - Ma qualcosa di Iqbal e rimasta ed ha corso, ha viaggiato, proprio come ha fatto lui, ed è arrivata dentro tutti noi; non so come spiegarlo ma è qualcosa di caldo, come una fiammella che arde e brucia lentamente. - si ferma un altro secondo - Cari amici, non permettete a niente di spegnere quella fiammella. Non dimenticate, quando state cercando di cambiare le cose, quando lottate per un ideale, la sentirete bruciare più forte, vi prenderà lo stomaco.
Adesso lo sapete cosa è: e' Iqbal che lotta e vive insieme a noi."


I nostri  amici del centro Iqbal Masih Librino propongono una settimana di iniziative contro il lavoro minorile, ancora molto  diffuso a catania.



«Non ho paura del mio padrone. Ora è lui ad aver paura di me»
(Iqbal Masih)

Iniziativa "Scriviamolo sul web" per dire no a Bagnasco

openmind | 15 Aprile, 2007 09:31

Mi è venuta un'idea, non so se la condividete ma ve la espongo.

Io sono d'accordo con il messaggio veicolato dalle scritte dei muri di Bologna, Napoli e Torino.
Ovviamente sono d'accordo SOLO con quei messaggi che incitano alla vergogna (i messaggi minatori li depreco in toto).

Siccome reputo non consono imbrattare muri e pavimenti, si può invece apporre nei nostri blog, nei nostri siti e in luoghi similari il banner che ho appositamente creato:

 

Non fate caso alla pessima qualità.
La cosa è voluta, per emulare la qualità della scritta su un muro.

Possiamo così esprimere il nostro civile dissenso verso monsignore e tenere pulite le nostre città.
Che ne pensate?

Io l'ho già messo!


p.s.: se questa iniziativa vi trova d'accordo, diffondete, diffondete, diffondete!

Elfobruno 

Aperitivo

openmind | 14 Aprile, 2007 22:31

I feel queer

openmind | 13 Aprile, 2007 22:25

 

  • Ti aspettiamo nella nostra sede venerdì 13 Aprile alle ore 21:30 per la proiezione del film "Il buio nella mente"
Adattando per lo schermo un bel romanzo di Ruth Rendell, ne "Il buio nella mente" il cineasta parigino ci racconta i due personaggi femminili ad un tempo speculari e reciprocamente integrantisi: legate da una amicizia ambigua sconfinante in una sorta di criptomonozigotismo spurio, Sophie e Jeanne trovano nel comune disprezzo per le leggi e per la rispettabilità borghese il cemento necessario alla propria unione ed al contempo la miccia destinata a far esplodere le furie dell'Es a lungo represse. Così, la splendida dimora della facoltosa famiglia Lelièvre diviene il luogo ideale per celebrare il rito (" la cérémonie " del titolo originale) omicida, nichilista e dissacratorio - quell'accanirsi su libri e suppellettili, a significare la natura sottesa di vendetta di classe della strage - che la coppia porta a termine con una determinazione ed una allegra ferocia qualificanti il loro gesto come premorale più che amorale. Chabrol impagina magistralmente una così cupa materia, trovando in Sandrine Bonnaire ed Isabelle Huppert le interpreti ideali per incarnare queste Thelma e Louise ossessive, parossistiche e survoltate.

 

 

 
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