Open Mind

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I feel queer

openmind | 30 Marzo, 2007 19:00

Il termine queer vuol dire molte cose, non tutte coerenti, è fluido, permeabile, sfuggente. E' un aggettivo che nella lingua inglese, in origine, significava "strano". Il termine, a sua volta, deriva dal tedesco que che significa di "traverso" e che nel dialetto napoletano ha dato origine a "quequero". In inghilterra era usato come insulto rivolto a persone gay, equivalente all'italiano "frocio" o al catanese "puppo". Il suo uso ha subito profondi cambiamenti ed è attualmente controverso. Molte persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) e "minoranze" etero ritengono che autodefinirsi queer sia un modo positivo per riappropriarsi di una parola a loro ostile e così indebolirla del suo potere offensivo; per superare le rigide limitazioni della tradizionale interpretazione binaria dell'orientamento sessuale (omo/etero o bi-) e dell'identità di genere (maschile e femminile); e ancora per contrapporsi agli stereotipi diffusi nello stesso ambiente LGBT. Definirsi queer significa buttare nel cestino le categorie sessuali e le aspettative sociali ad esse culturalmente legate.

 

Per maggiori informazioni: tel. 095.532685 o opencatania@tiscali.it 

www.openmind.too.it 

le proiezioni avranno inizio alle 21:30 presso la nostra sede 

 

Primo convegno lesbiche arabo-israeliane

openmind | 30 Marzo, 2007 18:52

 

GERUSALEMME, 29 MAR - La prima conferenza delle lesbiche arabo-israeliane si e' tenuta ieri a Haifa tra le proteste del movimento islamico locale.
Circa 300 persone, incluse femministe ebree e arabe, hanno partecipato al convegno, organizzato da Asawat, un'organizzazione fondata cinque anni fa da tre lesbiche arabe con lo scopo dichiarato di operare per sviluppare la consapevolezza e assicurare la liberta' di espressione di tutti gli omosessuali all'interno della societa' araba. Le attiviste di Asawat si dichiarano legate a una nazione sotto occupazione e vittima del razzismo e si dicono impegnate in una battaglia per la liberta' politica e sociale nella societa' araba.
Le partecipanti ai lavori hanno discusso dei problemi e delle difficolta' che incontrano le arabe lesbiche circa le loro preferenze sessuali e nell'esternarle in seno alla loro societa'.
Una delle partecipanti, secondo il quotidiano Haaretz, ha detto di aver scelto di trasferirsi a Tel Aviv, col pretesto di proseguire gli studi, ''per rispondere a molte delle domande che sono emerse nella mia adolescenza'' ma che non poteva esprimere.''Molte volte - ha detto - mi sono sentita come se fossi nella 'Diaspora' pur trovandomi nella mia terra...Ho dovuto abbandonare il mio villaggio per poter realizzare i miei orientamenti sessuali''.
L'organizzatrice della conferenza, Ruad Murkus, a proposito delle forti misure di sicurezza che hanno circondato l'evento, nel corso del quale era vietato fotografare le partecipanti, ha detto: ''E' la prima conferenza del genere. Non c'e' dubbio che il pubblico arabo rispetta le minoranze, ma per misura precauzionale abbiamo ottenuto delle guardie perche' non sappiamo come potrebbero reagire quelli che si oppongono alla nostra visione delle cose''.
Davanti alla sede della conferenza si erano raccolte alcune decine di manifestanti, uomini e donne, del movimento islamico.
''Le azioni di queste donne - ha detto il deputato arabo Abbas Zakour (Raam-Taal), che ha guidato la manifestazione - sminuiscono il valore dell'essere umano e non sono accettate nel
mondo musulmano e palestinese''.
Ma secondo Asawat bisogna ''ascoltare le voci dei vari gruppi all'interno della societa' araba''. Taglia corto la femminista e direttrice di Asawat Nabila Asfaniuli: ''Noi ci rifiutiamo di restare nell'oscurita' dei tiretti e degli armadi. E' giunta l'ora di far sentire la nostra voce''. (ANSA).

 http://www.aswatgroup.org/english/

Integralisti boicottano la Giornata del Silenzio

openmind | 29 Marzo, 2007 18:59

 

 

La "Giornata del Silenzio", durante la quale ogni anno, il 18 aprile, negli Stati Uniti gli studenti lgbt restano muti per "protestare contro l'oppressione della gioventù lgbt", è diventata oggetto di boicottaggio da parte di una coalizione nazionale pro-famiglia, che ha invitato i genitori ad una "serrata", tenendo i propri figli a casa durante la giornata e impedendo loro di andare a scuola. Linda Harvey, presidente e fondatrice del gruppo conservatore "Mission America", in un comunicato stampa afferma: "Gli adolescenti meritano l'opportunità di studiare inglese, storia, matematica e scienze senza essere soggetti al proselitismo pro-omosessuale tollerato dalle autorità scolastiche". Harvey ha accusato i giovani lgbt di portare avanti "una guerra di cultura" a spese della "normalità scolastica", costringendo all''"autocensura" i loro compagni. Mission America fa parte della coalizione NotOurKids, che sul suo sito web afferma che il suo scopo è "cercare di proteggere la gioventù americana dalle pressioni per approvare il comportamento omosessuale, bisessuale o transgender".
Il "Day of Silence" viene organizzato annualmente dal Gay, Lesbian & Straight Education Network per protestare "contro la discriminazione, le molestie e gli abusi - la riduzione al silenzio - subita dagli studenti lesbiche, gay, bisessuali e transgender, e dai loro sostenitori, nelle scuole". Durante la giornata, oltre 500.000 partecipanti in più di 350 scuole americane restano in silenzio limitandosi a portare cartelli o a distribuire volantini con la scritta: "Vi preghiamo di capire le ragioni del nostro silenzio oggi. Stiamo partecipando alla Giornata del Silenzio. Pensate alle voci che oggi non sentite. Cosa fate per mettere fine al silenzio?". Nella sua indagine 2005, la GLSEN ha denunciato che oltre il 64% degli studenti lgbt riferiscono molestie verbali, sessuali o fisiche a scuola, e il 29% di loro ha mancato almeno un giorno di scuola nell'ultimo mese temendo per la propria sicurezza personale.  Il sito dell'iniziativa è http://www.dayofsilence.org/

http://www.cnsnews.com/ViewCulture.asp?Page=/Culture/archive/200703/CUL20070330a.html 

Polonia, sempre peggio

openmind | 28 Marzo, 2007 19:25

 

Un altro durissimo attacco ai diritti lgbt in Polonia. Eva Sovinsyska, responsabile delle politiche per la tutela dell'infanzia, ha chiesto al governo di vietare ai gay e alle lesbiche di esercitare determinati lavori, stilandone una lista. Le professioni incompatibili con l'omosessualità sono principalmente quelle implicano un contatto con i bambini, ma anche altre, dall' insegnamento allo sport. La proposta è sostenuta dalla Lega cattolica delle Famiglie Polacche, mentre la ministra per il lavoro e i temi sociali, Joana Kluzsik, vi si oppone affermando che la lista violerebbe i principi di uguaglianza e le libertà civili. Il Parlamento Europeo si prepara ad intervenire, quando la legge sraà ufficialmente presentata al parlamento polacco.
Il governo polacco ha già presentato una proposta di legge in cui vieta la discussione sull'omosessualità nelle scuole in tutto il paese, sanzionando gli insegnanti che ne parlano con licenziamento, multe, e persino il carcere. Secondo questa legge anche gli insegnanti apertamente gay potrebbero essere licenziati. Promotore di questa legge il ministro dell'educazione Roman Giertych, leader della Lega delle Famiglie Polacche, il quale afferma che ha lo scopo di "vietare la promozione dell'omosessualità e di altre devianze".

http://www.pinknews.co.uk/news/articles/2005-4020.html 

Nobel per la Pace a Gino Strada

openmind | 27 Marzo, 2007 09:53

 

Vogliamo promuovere la candidatura di Gino Strada al premio Nobel per la pace, non solo e non tanto per quanto da lui fatto, su tutti i terreni dove si svolgono "operazioni di pace", per salvare la vita degli ostaggi (ultimo Daniele Mastrogiacomo), ma per l'opera complessiva fatta con la creazione di Emergency, e per le migliaia e migliaia di persone alle quali, con la sua infaticabile opera, ha regalato un sorriso o una speranza.

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Chiediamo agli altri bloggers di aiutarci, promuovendo sui loro siti questa patizione. Grazie.
Tafanus

www.tafanus.it

coming out in chiesa ..

openmind | 26 Marzo, 2007 09:30

 
L'insolita dichiarazione durante la messa vespertina
al santuario della Madonna della Pietraguaria, Avezzano
Cerimoniere sale sul pulpito
e bacia il collega: "Ti amo" da repubblica.it
AVEZZANO - E' salito sul pulpito e ha dichiarato il proprio amore, con tanto 
di bacio in bocca, al collega cerimoniere, assistente dell'officiante durante
la messa vespertina.L'insolito "coming out" è accaduto qualche giorno fa 
ad Avezzano, nel santuario della Madonna della Pietraguaria. 
La preghiera dei fedeli era appena terminata quando sul pulpito è salito
 uno dei due cerimonieri. 
"Ringrazio il parroco per avermi dato questa possibilità, poter fare gli auguri 
al mio amico", l'altro cerimoniere che gli stava accanto. "Ti amo", e poi 
quel bacio che ha pietrificato i fedeli, rimasti increduli, e un lungo abbraccio.

La chiesa è gestita dai cappuccini, che cercano subito di minimizzare.
 "Non c'è nulla di strano a dire ti amo a una persona dello stesso sesso. 
Dio, infatti, è amore", è la versione ufficiale proposta da uno dei padri. 
Ma quando gli è stato fatto osservare che alcuni fedeli hanno parlato di 
un bacio dato sulla bocca il cappuccino si fa sbrigativo: "Non stavo 
celebrando io, non ho visto se il bacio è stato dato su una guancia o
 altrove, su questo non saprei proprio cosa dire".

Per la sua dichiarazione, il cerimoniere ha scelto un'occasione pubblica e sacra.
 Eppure non tutti i fedeli della chiesa di Avezzano hanno apprezzato.
 Qualcuno ha lasciato il luogo sacro mentre la messa era ancora in corso 
e altri si sono detti "impietriti" e "scossi". 
La coppia che sta facendo già parlare molto di sé non sarebbe di Avezzano, 
ma si sarebbe trasferita in città da qualche mese.

(24 marzo 2007) 

.: L'aperitivo di Frocesima :.

openmind | 25 Marzo, 2007 09:41

I feel queer

openmind | 23 Marzo, 2007 09:35

Il termine queer vuol dire molte cose, non tutte coerenti, è fluido, permeabile, sfuggente. E' un aggettivo che nella lingua inglese, in origine, significava "strano". Il termine, a sua volta, deriva dal tedesco que che significa di "traverso" e che nel dialetto napoletano ha dato origine a "quequero". In inghilterra era usato come insulto rivolto a persone gay, equivalente all'italiano "frocio" o al catanese "puppo". Il suo uso ha subito profondi cambiamenti ed è attualmente controverso. Molte persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) e "minoranze" etero ritengono che autodefinirsi queer sia un modo positivo per riappropriarsi di una parola a loro ostile e così indebolirla del suo potere offensivo; per superare le rigide limitazioni della tradizionale interpretazione binaria dell'orientamento sessuale (omo/etero o bi-) e dell'identità di genere (maschile e femminile); e ancora per contrapporsi agli stereotipi diffusi nello stesso ambiente LGBT. Definirsi queer significa buttare nel cestino le categorie sessuali e le aspettative sociali ad esse culturalmente legate.

 

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