Open Mind

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Se il calcio è malato, pure Catania non si sente bene.

openmind | 07 Febbraio, 2007 10:48

 

 

(lo speciale di Casablanca n° 5)

Esce Casablanca numero 5. La rivista diretta da Riccardo Orioles, è più bella e ricca di servizi ed inchieste che pria (passa da 36 a 52 pagine). Ma ieri la redazione ha realizzato anche un' edizione straordinaria sui fatti di Catania, la violenza allo stadio e l'uccisione dell'ispettore capo Filippo Raciti. E lo speciale di Casablanca è un contributo fuori dal coro: parla di Catania, del suo degrado e delle speranze che vogliono vivere, non più sopravvivere. Casablanca lo trovate in edicola, oppure richiedendolo a Grazia Rapisarda - Casablanca - via Caronda 412, 95128 Catania. Invece, lo speciale su Catania e la violenza allo stadio,  lo potete scaricare qui

 

un uomo un perchè, basta che si parli di lui

openmind | 07 Febbraio, 2007 10:37

Berlusconi: «I gay sono dall'altra parte»
Silvio... Silvio... sempre a dire cose belle eh?

«Coglioni», «indegni»... ormai siamo abituati a tutto, e purtroppo anche alla tua considerazione sugli omosessuali.

Trascrizione del file audio: «ci deve essere in tutti noi un po di quell'intuito femminile che hanno le signore in.. no, sto dicendo solo cose buone... vedi... non devi.. noi...no no guarda che qui... solo ... i gay son tutti dall'altra parte«.

Non è una gaffe, come pubblicano alcuni giornali, quella fatta dall'ex Premier durante la campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra a Monza. Diciamo la verità, Berlusconi sa benissimo cosa ha detto.

Le le reazioni non si son fatte attendere, ma prendo anche queste con le pinze.

Grillini, deputato dell'Ulivo e Presidente onorario dell'ArciGay, spera tanto che le parole di Berlusconi fossero vere, cosi i voti degli omosessuali che di centrodestra verrebbero dirottati al centrosinistra.

Luxuria invece parla del dispiacere che potrebbe avere l'associazione GayLib, ribadendo anche lei che ci sono omosessuali di centrodestra, e sostenendo un punto fermo: «l'omosessualità non è un fenomeno endemico che ha l'esclusiva di un partito politico«.

Cosi come Luxuria, anche il leader di GayLib e militante di An, Enrico Oliari, afferma che «l'omosessualità non ha colore«. Sempre Oliari però fa intendere perfettamente l'omofobia dell'ex Premier, che porterebbe gli stessi omosessuali del centrodestra a votare per il centrosinistra, stufi appunto dal suo punto di vista. Cosa ci faranno ancora con chi è alleato della Lega Nord, quella dei vari Calderoli, non lo so.

Simpatico Casini dell'UDC, che dice «Allora domani sarà costretto a scrivere un'altra lettera di scusa...«, cosi come anche Renzo Lusetti della Margherita, che consiglia al direttore di Repubblica Ezio Mauro di lasciare uno spazio in prima pagina per le pubbliche scuse. Povera Veronica, ma siamo sicuri che Berlusconi dirà che è stato frainteso o qualcosa di simile. Come a suo solito, ma l'audio non mente.

RaiNews invece scrive qualcosa che mi lascerebbe di stucco: «Mi piace il tuo secondo nome - ha detto Berlusconi rivolgendosi al candidato sindaco di Monza Marco Maria Mariani -. Un po' di intuito femminile fa bene. Mi piace il fatto che le donne arrivino a soluzioni concrete dei problemi senza le strade tortuose che attraversiamo noi maschi«. Povera Veronica... e due...

Ah Silvio... non ti smentisci mai... e la propaganda te la riesci sempre a fare, su questo non c'è che dire.

Non è la prima volta che Berlusconi 'inciampa' su battute legate all'omosessualità. E' l'aprile del 2000 quando dalla 'Nave azzurra' racconta una barzelletta che scatena l'ira di molte associazioni gay. "Un malato di Aids va dal medico e gli chiede: 'Dottore cosa posso fare per la mia malattia?'; il medico risponde: 'Faccia delle sabbiature'. 'Ma dottore, mi faranno veramente bene?'. 'Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra". Le polemiche travolgono la crociera elettorale di Berlusconi con la violenza di uno tsunami.
Passano gli anni, ma non la voglia di umorismo del Cavaliere.

E' il marzo del 2005. Al termine di un estenuante vertice europeo a Bruxelles, Berlusconi esce dal palazzo del Justus Lipsus evitando accuratamente dichiarazioni politiche, ma non le battute: "Se uno vuole santificarsi in Italia deve essere sia gay che di sinistra...". E giù, nuove polemiche. L'ultima battuta, nel maggio dello scorso anno. Ad Arcore per presentare il candidato sindaco Marco Rocchini, Berlusconi torna sull'argomento: "Mi hanno accusato di tutto: mi hanno dato del mafioso e della persona poco perbene, tranne che sono gay...".

L'ironia della sorte è che in politica il presidente di Fi ha sempre difeso i diritti degli omosessuali. Pur dichiarandosi contrario ad una legge sui Pacs, infatti, ha lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati sottolineando più volte però che "non si devono in alcun modo discriminare gli omosessuali".

I feel QuEEr 3*

openmind | 06 Febbraio, 2007 15:56

Rassegna Cinematografica 2007
I feEL QUEER

Il termine queer vuol dire molte cose, non tutte coerenti, è fluido, permeabile, sfuggente. E' un aggettivo che nella lingua inglese, in origine, significava "strano". Il termine, a sua volta, deriva dal tedesco que che significa di "traverso" e che nel dialetto napoletano ha dato origine a "quequero". In inghilterra era usato come insulto rivolto a persone gay, equivalente all'italiano "frocio" o al catanese "puppo". Il suo uso ha subito profondi cambiamenti ed è attualmente controverso. Molte persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) e "minoranze" etero ritengono che autodefinirsi queer sia un modo positivo per riappropriarsi di una parola a loro ostile e così indebolirla del suo potere offensivo; per superare le rigide limitazioni della tradizionale interpretazione binaria dell'orientamento sessuale (omo/etero o bi-) e dell'identità di genere (maschile e femminile); e ancora per contrapporsi agli stereotipi diffusi nello stesso ambiente LGBT. Definirsi queer significa buttare nel cestino le categorie sessuali e le aspettative sociali ad esse culturalmente legate.

Le proiezioni si svolgeranno nella nostra sede di via Gargano 33 e avranno inizio alle ore 21.30 .
Per informazioni: tel. 095.532685 o opencatania@tiscali.it 

terza proiezione mercoledì 7 febbraio ORE 21:30  con il film

 

Catania la bella

openmind | 03 Febbraio, 2007 19:14

Di fronte alla violenza ed alla morte, il nostro lavoro politico di sguardo sulla città ci costringe ad indagare dentro le viscere di questa città e a tirarne fuori gli escrementi che quasi la soffocano. Il calcio come pretesto, il campo sportivo moderno colosseo, l'altro come nemico non solo da sconfiggere, perchè questa umiliazione non basta più . Bisogna ucciderlo. Può essere un atleta avversario, un poliziotto, importante è avere qualcuno su cui scaricare disagio sociale, campanilismo, disegni politici che conosciamo bene.  Basterebbe da parte di questa amministrazione qualche lacrima in meno , meno piazze e cavalcavia, rotatorie. Basterebbe fare sentire chi abita quartieri lontani dal centro storico parte viva di questa Catania. Catania la bella. Guardarla con tenerezza e rispetto questa città attraversata il sabato pomeriggio da ragazze e ragazzi che la rabbia te la fanno sentire, tutta. Basterebbe essere cittadin* allo stesso modo, tutti di serie A. La festa della santa. Un altro velo da togliere su fede, mafia e soldi. Ingioiellata come una bagascia di bordello questa giovane donna che la leggenda tramanda come esempio di autodeterminazione tiene lo sguardo fisso davanti a se e non ci guarda. Offesa da tanta vogarità spacciata per fede e miracolo, porta il peso di una scelta che non ha fatto e che puntualmente ogni anno si avvera. Soldi e gioielli la soffocano e contraddicono quella che è stata la sua scelta esistenziale, se mai è avvenuta. Agata , la donna Agata, non c'entra nulla con quello che ci raccontano. E chi segue percorsi spirituali dovrebbe tenere ben distinte fede e religione. Ogni anno sempre più tardi Agata ritorna nella sua dimora, dopo avere osservato un delirio di cannoli e cassatelle, la città invasa dal puzzo di carne di cavallo e  da una sporcizia indescrivibile. Business. Ed il suo sguardo siembra non posarsi su niente e nessuno.
Catania la bella.
Catania ti amo.

                                                    Sara Crescimone

Berlinale 2007

openmind | 02 Febbraio, 2007 14:03

 

Due importanti titoli a tematica glbtche saranno nella sezione principale (Competition) del Festival di Berlino 2007 dall'8 al  18 febbraio.
Il primo è l'attesissima ultima opera di André Téchiné "Les Témoins" (I testimoni), un autore che ci ha già regalato bellissimi film, come Niente baci sulla bocca, L'età acerba, I tempi che cambiano. Il tema di fondo di "Les Témoins", ambientato nei primi anni '80, è l'emergenza Aids, la reazione delle persone davanti al diffondersi del virus mortale dell'HIV.

Il secondo film  presente nella "Competition" è The Walker di Paul Schrader, fuori concorso perchè il regista è anche Presidente della Giuria. Il titolo del film allude alla professione del protagonista, così descritto dal regista: "un uomo che va in giro di notte, che scruta di nascosto la vita degli altri, che vorrebbe avere una vita propria ma non la trova. A vent' anni era un taxi driver, a trenta un gigolo, a quaranta cercava la droga, adesso fa da scorta a donne ricche nella vita di società: una compagnia sicura perché è omosessuale".

 (Continua)

UN CASO EMBLEMATICO

openmind | 02 Febbraio, 2007 13:57

Sembra felicemente conclusa la vicenda dell'attore Isaiah Washington che aveva chiamato "frocio" il collega gay T.R. Knight. Un caso di omofobia che ha fatto riflettere tutta l'America e che ha trovato una risposta unitaria, forte e immediata in tutta la società.

Da dottore (Preston Burke) nella serie "Grey's Anatomy" a paziente nella sua vita reale. Stiamo parlando di Isaiah Washington (foto sopra), entrato in terapia per superare l'istinto omofobico che lo ha indotto per ben due volte ad usare epitteti volgari e offensivi contro il collega gay T.R. Knight. La prima volta sul set della serie, quando, stizzito per il ritardo del collega (forse invidioso delle sue "avventurose" notti) iniziò a farne una specie di beffardo outing (T.R. Knight non era ancora gay dichiarato, lo fece dopo qualche giorno, quando la stampa aveva già ampiamente parlato della lite), chiamandolo con appellativi come "faggot" (frocio) ecc. La seconda volta è accaduto durante la cerimonia dei Golden Globe, dove pubblicamente usò verso di lui ancora gli stessi volgari appellattivi (che in seguito ha negato).
Sono subito intervenuti sia la produzione della serie tv, minacciando di estrometterlo, sia alcune organizzazioni omosessuali, invitandolo a partecipare ad iniziative che potessero dimostrare un suo nuovo atteggiamento positivo nei confronti dell'omosessualità. Nel frattempo sui media americani era iniziata anche una polemica sul fatto se posse lecito o meno di ripetere sulla stampa i termini offensivi che erano all'origine della vicenda.
 

 (Continua)

SPEGNIAMO TUTTO

openmind | 01 Febbraio, 2007 17:52

SPEGNIAMO TUTTO: il primo febbraio dalle 19.55 alle 20.00
Azione contro i cambiamenti climatici
Il primo febbraio 2007, partecipate alla grande mobiltazione dei cittadini contro i cambiamenti climatici.

L'Alliance pour la Planete (un gruppo di associazioni ambientali) chiamano semplicemente tutti i cittadini:
5 minuti di riposo per il pianeta! Tutti spegniamo luci e apparati elettrici il primo febbraio tra le 19.55 e le 20.00.
Non per risparmiare cinque minuti di elettricità solo in questo giorno, ma per attirare l'attenzione dei cittadini, dei media e delle autorità sul problema d'energia e l'urgenza di passare all'azione!
5 minuti di riposo per la pianeta: non prende molto tempo, non costa niente, e mostrerà ai candidati che il cambiamento climatico è un soggetto che deve pesare nel dibattito politico.
Perché il primo febbraio? Questo giorno uscirà, a Parigi, il nuovo rapporto del gruppo di esperti climatici delle Nazioni Unite. Non dobbiamo lasciare passare l'occasione di puntare l'urgenza della situazione climatica mondiale.
Se partecipiamo tutti, questa occasione avrà un reale peso mediatico e politico!
Fate circolare al massimo

http://www.lalliance.fr

"Il mio lavoro ad ogni costo"

openmind | 01 Febbraio, 2007 16:07

 

Anna Politkovskaja spiega il mestiere di giornalista

"Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo".

tratto da: Internazionale 665, 26 ottobre 2006

Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.

Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.

È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. Mi nascondevo dai soldati federali russi, ma grazie ad alcuni intermediari di fiducia riuscivo comunque a stabilire dei contatti segreti con le singole persone. In questo modo proteggevo i miei informatori.

Dopo l'inizio del piano di "cecenizzazione" di Putin (ingaggiare i ceceni "buoni" e fedeli al Cremlino per uccidere i ceceni "cattivi" ostili a Mosca), ho usato la stessa tecnica per entrare in contatto con i funzionari ceceni "buoni". Molti di loro li conoscevo da tempo dato che, prima di diventare "buoni", mi avevano ospitato a casa loro nei mesi più duri della guerra.

Ormai possiamo incontrarci solo in segreto perché sono considerata una nemica impossibile da "rieducare". Non sto scherzando. Qualche tempo fa Vladislav Surkov, viceresponsabile dell'amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo è impossibile. La politica, secondo Surkov, dev'essere "ripulita" da questi personaggi. Ed è proprio quello che stanno facendo, non solo con me.

 (Continua)
 
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