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openmind | 07 Febbraio, 2007 10:48

(lo speciale di Casablanca n° 5)
Esce Casablanca numero 5. La rivista diretta da Riccardo Orioles, è più bella e ricca di servizi ed inchieste che pria (passa da 36 a 52 pagine). Ma ieri la redazione ha realizzato anche un' edizione straordinaria sui fatti di Catania, la violenza allo stadio e l'uccisione dell'ispettore capo Filippo Raciti. E lo speciale di Casablanca è un contributo fuori dal coro: parla di Catania, del suo degrado e delle speranze che vogliono vivere, non più sopravvivere. Casablanca lo trovate in edicola, oppure richiedendolo a Grazia Rapisarda - Casablanca - via Caronda 412, 95128 Catania. Invece, lo speciale su Catania e la violenza allo stadio, lo potete scaricare qui
openmind | 07 Febbraio, 2007 10:37
openmind | 06 Febbraio, 2007 15:56
Il termine queer vuol dire molte cose, non tutte coerenti, è fluido, permeabile, sfuggente. E' un aggettivo che nella lingua inglese, in origine, significava "strano". Il termine, a sua volta, deriva dal tedesco que che significa di "traverso" e che nel dialetto napoletano ha dato origine a "quequero". In inghilterra era usato come insulto rivolto a persone gay, equivalente all'italiano "frocio" o al catanese "puppo". Il suo uso ha subito profondi cambiamenti ed è attualmente controverso. Molte persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) e "minoranze" etero ritengono che autodefinirsi queer sia un modo positivo per riappropriarsi di una parola a loro ostile e così indebolirla del suo potere offensivo; per superare le rigide limitazioni della tradizionale interpretazione binaria dell'orientamento sessuale (omo/etero o bi-) e dell'identità di genere (maschile e femminile); e ancora per contrapporsi agli stereotipi diffusi nello stesso ambiente LGBT. Definirsi queer significa buttare nel cestino le categorie sessuali e le aspettative sociali ad esse culturalmente legate.
Le proiezioni si svolgeranno nella nostra sede di via Gargano 33 e avranno inizio alle ore 21.30 .
Per informazioni: tel. 095.532685 o opencatania@tiscali.it
terza proiezione mercoledì 7 febbraio ORE 21:30 con il film

openmind | 03 Febbraio, 2007 19:14
openmind | 02 Febbraio, 2007 14:03


Due importanti titoli a tematica glbtche saranno nella sezione principale (Competition) del Festival di Berlino 2007 dall'8 al 18 febbraio.
Il primo è l'attesissima ultima opera di André Téchiné "Les Témoins" (I testimoni), un autore che ci ha già regalato bellissimi film, come Niente baci sulla bocca, L'età acerba, I tempi che cambiano. Il tema di fondo di "Les Témoins", ambientato nei primi anni '80, è l'emergenza Aids, la reazione delle persone davanti al diffondersi del virus mortale dell'HIV.
Il secondo film presente nella "Competition" è The Walker di Paul Schrader, fuori concorso perchè il regista è anche Presidente della Giuria. Il titolo del film allude alla professione del protagonista, così descritto dal regista: "un uomo che va in giro di notte, che scruta di nascosto la vita degli altri, che vorrebbe avere una vita propria ma non la trova. A vent' anni era un taxi driver, a trenta un gigolo, a quaranta cercava la droga, adesso fa da scorta a donne ricche nella vita di società: una compagnia sicura perché è omosessuale".
(Continua)openmind | 02 Febbraio, 2007 13:57
Sembra felicemente conclusa la vicenda dell'attore Isaiah Washington che aveva chiamato "frocio" il collega gay T.R. Knight. Un caso di omofobia che ha fatto riflettere tutta l'America e che ha trovato una risposta unitaria, forte e immediata in tutta la società.
Da dottore (Preston Burke) nella serie "Grey's Anatomy" a paziente nella sua vita reale. Stiamo parlando di Isaiah Washington (foto sopra), entrato in terapia per superare l'istinto omofobico che lo ha indotto per ben due volte ad usare epitteti volgari e offensivi contro il collega gay T.R. Knight. La prima volta sul set della serie, quando, stizzito per il ritardo del collega (forse invidioso delle sue "avventurose" notti) iniziò a farne una specie di beffardo outing (T.R. Knight non era ancora gay dichiarato, lo fece dopo qualche giorno, quando la stampa aveva già ampiamente parlato della lite), chiamandolo con appellativi come "faggot" (frocio) ecc. La seconda volta è accaduto durante la cerimonia dei Golden Globe, dove pubblicamente usò verso di lui ancora gli stessi volgari appellattivi (che in seguito ha negato).
Sono subito intervenuti sia la produzione della serie tv, minacciando di estrometterlo, sia alcune organizzazioni omosessuali, invitandolo a partecipare ad iniziative che potessero dimostrare un suo nuovo atteggiamento positivo nei confronti dell'omosessualità. Nel frattempo sui media americani era iniziata anche una polemica sul fatto se posse lecito o meno di ripetere sulla stampa i termini offensivi che erano all'origine della vicenda.
openmind | 01 Febbraio, 2007 17:52

SPEGNIAMO TUTTO: il primo febbraio dalle 19.55 alle 20.00
Azione contro i cambiamenti climatici
Il primo febbraio 2007, partecipate alla grande mobiltazione dei cittadini contro i cambiamenti climatici.
L'Alliance pour la Planete (un gruppo di associazioni ambientali) chiamano semplicemente tutti i cittadini:
5 minuti di riposo per il pianeta! Tutti spegniamo luci e apparati elettrici il primo febbraio tra le 19.55 e le 20.00.
Non per risparmiare cinque minuti di elettricità solo in questo giorno, ma per attirare l'attenzione dei cittadini, dei media e delle autorità sul problema d'energia e l'urgenza di passare all'azione!
5 minuti di riposo per la pianeta: non prende molto tempo, non costa niente, e mostrerà ai candidati che il cambiamento climatico è un soggetto che deve pesare nel dibattito politico.
Perché il primo febbraio? Questo giorno uscirà, a Parigi, il nuovo rapporto del gruppo di esperti climatici delle Nazioni Unite. Non dobbiamo lasciare passare l'occasione di puntare l'urgenza della situazione climatica mondiale.
Se partecipiamo tutti, questa occasione avrà un reale peso mediatico e politico!
Fate circolare al massimo
http://www.lalliance.fr
openmind | 01 Febbraio, 2007 16:07
Anna Politkovskaja spiega il mestiere di giornalista
"Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo".
tratto da: Internazionale 665, 26 ottobre 2006
Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.
Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.
È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. Mi nascondevo dai soldati federali russi, ma grazie ad alcuni intermediari di fiducia riuscivo comunque a stabilire dei contatti segreti con le singole persone. In questo modo proteggevo i miei informatori.
Dopo l'inizio del piano di "cecenizzazione" di Putin (ingaggiare i ceceni "buoni" e fedeli al Cremlino per uccidere i ceceni "cattivi" ostili a Mosca), ho usato la stessa tecnica per entrare in contatto con i funzionari ceceni "buoni". Molti di loro li conoscevo da tempo dato che, prima di diventare "buoni", mi avevano ospitato a casa loro nei mesi più duri della guerra.
Ormai possiamo incontrarci solo in segreto perché sono considerata una nemica impossibile da "rieducare". Non sto scherzando. Qualche tempo fa Vladislav Surkov, viceresponsabile dell'amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo è impossibile. La politica, secondo Surkov, dev'essere "ripulita" da questi personaggi. Ed è proprio quello che stanno facendo, non solo con me.
Centro di iniziativa_
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