crociate e controFrociate
openmind | 25 Febbraio, 2007 15:53
Da L'Unità:
DICO O NON DICO, il fronte dell'associazionismo cattolico contrario al ddl del governo sulle coppie di fatto scenderà in piazza. Il 25 marzo, in piazza San Giovanni in Laterano, a due passi dal Vicariato guidato dal cardinale Camillo Ruini. Gli organizzatori - in prima battuta il "Forum delle Famiglie" ed il movimento "Scienza e Vita", che guidarono il fronte cattolico dell'astensionismo nel referendum per la legge 40. Ora, chiamati di nuovo in campo dalla Cei di Ruini, stanno organizzando la protesta per la domenica prima di quella delle Palme, 15 giorni dalla Pasqua. Ma non c'è solo questa «richiesta» sul terreno dei Dico.
Anche l'Arcigay romana ha organizzato una manifestazione: il 10 marzo a Piazza Farnese.
Sergio Lo Giudice, presidente Arcigay, chiede «a Romano Prodi e al suo governo di tutelare la dignità e la libertà dei cittadini italiani omosessuali, di fronte alla pressante campagna diffamatoria del Vaticano e dei vescovi italiani, secondo i quali i problemi delle famiglie di oggi non sono la mancanza e la precarietà del lavoro di tanti giovani, i costi delle case e dei figli, bensì l'azione di fantomatiche lobby contro la famiglia». I vertici della chiesa cattolica «sono in prima linea ovunque nel mondo, per negare pari dignità e pari diritti alle persone omosessuali. Qui in Italia affinché lo Stato non tratti l'amore di gay e lesbiche con l'umanità con cui tratta quello delle persone eterosessuali, altrove affinché le persone omosessuali continuino ad essere arrestate e perseguite a norma di legge. È il caso del Nicaragua, - continua - nell'America centrale, dove i vescovi da mesi si oppongono tenacemente e a viso aperto alla cancellazione dell'articolo 204 del codice penale che condanna alla galera gay e lesbiche. In una lettera ai deputati dell'Assemblea nazionale dello scorso 5 novembre, infatti, i vescovi cattolici del Nicaragua hanno chiesto che "si mantenga l'articolo 204 vigente che si riferisce alla sodomia"». Questa situazione non può continuare». Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell'Arcigay, avanza con forza il timore che l'assenza dei Dico dal «dodecalogo» di Prodi sia un prezzo pagato ai centristi. Parlando a Bologna alla presentazione della terza mozione afferma: «Prendo atto della dichiarazione della segreteria dei Ds, ma siccome nel dodecalogo i Dico non ci sono e le parole in politica hanno un senso l'assenza dei Dico nei punti indicati da Prodi non può che essere vista come un messaggio chiaro mandato ai centristi in libertà, come pegno, come prezzo per la riconferma del governo di centrosinistra». E Titti De Simone, deputata di Rifondazione da sempre attiva sul tema dei diritti, spiega: «Il tema dei Dico resta incardinato al Parlamento. Ma per come andrà a finire - sorride - si dovrebbe avere la palla di vetro». La prima circostanza la conferma anche il Ds Marco Filippeschi: «Oggi la parola è passata al Parlamento: l'accelerazione del governo c'è già stata».