http://openmindcatania.ilcannocchiale.it/
--email: opencatania@tiscali.it ---
openmind | 27 Febbraio, 2007 15:49

openmind | 25 Febbraio, 2007 15:53
openmind | 23 Febbraio, 2007 12:06
Nei primi giorni di questo caldo gennaio 2007 Wind/Infostrada ha comunicato, prima informalmente e poi ufficialmente, di voler esternalizzare alcuni servizi e, conseguentemente, i/le 275 dipendenti del call center di Sesto San Giovanni (Mi). Ciò che accade in Wind è un problema di noi tutti/e. Che tu sia o meno un cliente Wind: partecipa alle due azioni di supporto:
ACTION 1 -> MAIL STRIKE
Compila il form e intasagli la mail. 
ACTION 2 -> CALL STRIKE
chiama, chiama e richiama ancora il 156.
Non gioire se prendi la linea, gioisci se trovi occupato !
Partecipa alle azioni! - Hai un blog/sito? Adotta un banner!
Approfondimenti e il come dove quando e perche' ---> Qui ----> Qui
openmind | 21 Febbraio, 2007 16:08
Il termine queer vuol dire molte cose, non tutte coerenti, è fluido, permeabile, sfuggente. E' un aggettivo che nella lingua inglese, in origine, significava "strano". Il termine, a sua volta, deriva dal tedesco que che significa di "traverso" e che nel dialetto napoletano ha dato origine a "quequero". In inghilterra era usato come insulto rivolto a persone gay, equivalente all'italiano "frocio" o al catanese "puppo". Il suo uso ha subito profondi cambiamenti ed è attualmente controverso. Molte persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) e "minoranze" etero ritengono che autodefinirsi queer sia un modo positivo per riappropriarsi di una parola a loro ostile e così indebolirla del suo potere offensivo; per superare le rigide limitazioni della tradizionale interpretazione binaria dell'orientamento sessuale (omo/etero o bi-) e dell'identità di genere (maschile e femminile); e ancora per contrapporsi agli stereotipi diffusi nello stesso ambiente LGBT. Definirsi queer significa buttare nel cestino le categorie sessuali e le aspettative sociali ad esse culturalmente legate.
Le proiezioni si svolgeranno nella nostra sede di via Gargano 33 e avranno inizio alle ore 21.30 .
Per informazioni: tel. 095.532685 o opencatania@tiscali.it
quinta proiezione mercoledì ORE 21:30 con il film

Aimée und Jaguar è la versione cinematografica della vera storia di Lily e Felice presentata nel documentario Love Story. Lily Wust era moglie di un soldato del Reich tedesco impegnato sul fronte orientale e madre di quattro figli: la perfetta donna ariana. Felice Schragenheim era una ragazza ebrea che viveva sotto falso nome, attivamente impegnata nelle attività clandestine della Resistenza. Due donne il cui amore fu più forte dell'odio che avrebbe dovuto separarle.
openmind | 20 Febbraio, 2007 15:33

La prima persona omosessuale che conduce lo show più atteso e reclamizzato dell'anno: la cerimonia di premiazione degli Academy Awards di domenica prossima Quest'anno gli Oscar non fanno storia solo perchè contano ben 10 titoli con tematiche o autori LGBT, ma anche perchè per la prima volta vengono condotti da un personaggio cult, emblema del mondo omosessuale, Ellen DeGeneres. E gli Oscar sono lo spettacolo più atteso e seguito nel mondo occidentale (ma non solo), sono la manifestazione dell'orgoglio cinematografico targato Hollywood che quest'anno diventa anche la manifestazione indiretta dell'orgoglio gay.
DeGeneres è il 66° presentatore degli Award e solo la seconda donna ad ottenere questo ruolo. Sulle sue spalle una responsabilità multipla, verso l'apparato hollywoodiano, verso il grande pubblico, verso il mondo femminile e verso gli omosessuali. E non ci sono possibilità di correggere errori o gaffe perchè lo show è assolutamente in diretta. Ma questo non spaventa certo la nostra DeGeneres, che solitamente dà il meglio di sé proprio nelle trasmissioni in diretta.
Basti ricordare lo splendido successo che ottenne come presentarice degli Emmy Awards nel 2001, spettacolo cancellato due volte per i tragici eventi dell'11 settembre e poi realizzato tra il panico generale con la guida della nostra eroina che riuscì perfino a fare battute esplosive come quella che diceva, guardando l'ebreo capo della CBS Leslie Moonves, seduto nella prima fila, " Cosa c'è di più oltraggioso per i Talebani che vedere una donna lesbica circondata da ebrei che conduce questo show?".
Nessuna personalità americana è riuscita ad ottenere un consenso incondizionato dall'establishment pur continuando a condurre una vita come omosessuale visibile ed impegnata. A 49 anni vive felicemente con la sua compagna Portia de Rossi (una delle protagoniste del telefilm "Ally McBeal"), partecipa a molte iniziative del movimento gay ed è un riferimento per tutte le problematiche LGBT affrontate sui media.
Pur non essendo bellissima è riuscita a conquistare con il suo portamento, la sua sensualità e vivacità, un fascino da diva di prima grandezza, mandando in frantumi i pregiudizi e tutte le perplessità e ostilità dei benpensanti americani.
La forza di tanto successo risiede semplicemente, secondo le sue parole, nella sua volontà e nella sua ferma convinzione che non possono esserci limitazioni alla libertà e alle aspirazioni di ognuno, proprio come insegnava il pensiero della nuova frontiera americana.
Tempo fa rivelò in una intervista che, dall'inizio della sua carriera, ha sempre sognato che Johnny Carson la invitasse un giorno a condurre la cerimonia degli Oscar. E questo è avvenuto, insieme a tante altre cose che prima ha sognato e poi è riuscita a realizzare, anche se questa, dice lei, è senz'altro la più importante di tutte.
Noi pensiamo che gran parte del suo successo e dell'amore che riceve da tutto il pubblico sia dovuto soprattutto, oltre alle sue innegabili capacità di intrattenitrice, alla sua capacità di presentarsi come una figura autentica, non come un personaggio costruito, ma semplicemente come se stessa, una persona che credeva in se stessa e ha voluto mettersi in gioco nella sua interezza.
anche in Italia fu trasmessa Ellen, la sitcom che raggiunse l'apice degli ascolti nell'aprile del 1997 quando DeGeneres (e il suo personaggio nella sitcom) superò i limiti della televisione nazionale e dichiarò pubblicamente che era lesbica. Nonostante le polemiche, o forse grazie ad esse, la rivelazione fece sì che l'episodio fosse il più seguito di tutta la serie. In qualità di prima attrice apertamente omosessuale che dava vita a un personaggio apertamente omosessuale in televisione, DeGeneres venne quasi costretta a diventare attivista per i diritti degli omosessuali. La sitcom iniziò a incentrarsi sulla relazione del suo personaggio con un'altra donna, e persino la m ilitante lesbica Chastity Bono trovò che il programma fosse "troppo omosessuale".
Dopo un calo di ascolti, la sitcom venne cancellata, e DeGeneres tornò al circuito delle commedie teatrali. Non dimenticando la china che aveva preso il suo spettacolo televisivo, Ellen si ritrasformò in una ricercata ospite di talk show, stavolta senza diffondere particolare sensualità ed evitando del tutto l'argomento dell'omosessualità.
Ellen ha spinto molte altre lesbiche a "uscire allo scoperto" ed è una persona capace di esercitare grande influenza.
DeGeneres ha già vinto 15 premi Emmy come conduttrice e creatrice di un programma giornaliero che porta il suo nome, "The Ellen DeGeneres Show", che è tra i più seguiti negli USA, e che tutti avevano pronosticato come fallimentare. La sua notorietà televisiva sta raggiungendo quella della mitica Oprah Winfrey e del suo omonimo programma di attualità.
openmind | 19 Febbraio, 2007 15:03

E' morta a Philadelphia di cancro, all'età di 75 anni, Barbara Gittings, pioniera della lotta per i diritti lgbt. Nel 1950 fondò la sezione di New York dell'associazione lesbica "Daughters of Bilitis", e nel 1965 organizzò e partecipò ad una manifestazione con altre lesbiche e gay fuori della Casa Bianca per spingere il governo ad abolire la discriminazione, una delle prime uscite pubbliche del movimento. Un evento, quest'ultimo, che nel 2005 è stato ricordato da una targa statale apposta all'esterno dell'Independence Hall, inaugurata da lei stessa. Rievocando quella storica iniziativa, Barbara disse: "Il nostro scopo era di ricordare a tutti che le garanzie di vita, libertà e perseguimento della felicità, sancite dalla carta costituzionale che celebriamo il 4 luglio, non vengono estese alle persone omosessuali". Nei lunghi anni durante i quali il movimento gay e lesbico negli Stati Uniti era costretto alla clandestinità quasi totale, Gittings lavorò duramente e con coraggio per spezzare l'isolamento, combattere contro l'oppressione e creare visibilità. Mark Segal, direttore di Philadelphia Gay News, afferma: "Gli omosessuali non avevano un volto finchè Barbara non cominciò a organizzare manifestazioni nel 1965. Fino ad allora, nessun viso gay era stato visto sul giornale, alla televisione, o nei filmati". La sua scelta le costò il disconoscimento da parte della sua famiglia, che non approvava il suo impegno politico.
Nel gruppo delle "Figlie di Bilitis" Barbara incontrò la compagna della sua vita, Kay Lahausen, che è stata al suo fianco per 46 anni. Gittings fu una attenta "giornalista della comunità", curando dal 1963 al 1966 la rivista lesbica "The Ladder", e nel 1973 insieme a Lahausen pubblicò il libro "The Gay Crusaders". Svolse un ruolo fondamentale, con il suo attivismo, nella campagna che condusse l'American Psychiatric Association, nel 1973, a cancellare l'omosessualità dal suo elenco delle malattie mentali. Barbara Gittings è stata anche presidente dell'American Library Association's Gay Task Force, impegnandosi a stimolare le biblioteche pubbliche ad acquisire libri sull'omosessualità e sul lesbismo, e a fornire una maggiore informazione sulle tematiche lgbt.
http://www.365gay.com/Newscon07/02/021807gittings.htm
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601088&sid=aR_HOK8TU.E0&refer=muse
openmind | 17 Febbraio, 2007 00:50

Dal quotidiano "Il Tirreno":
PISA. «Finocchi al gratin» e «Finocchiona e Culatello», è stato questo il "menu" decisamente indigesto del carnevale di Vecchiano che ha indignato Alessio De Giorgi, consigliere regionale per le norme contro le discriminazioni sessuali. Il casus belli è rappresentato da un carro chiamato "Quattro sarti in padella", in cui sono raffigurati quattro stilisti (Valentino, Armani, Ferrè e Balestra) il cui orientamento sessuale è noto a tutti. Peccato però che il carro sia accompagnato anche dal menu dove si legge appunto quanto sopra detto.
«Si tratta di buongusto - dice De Giorgi - e forse però, siamo anche al limite della legalità». «La mia indignazione - continua De Giorgi che è stato il primo «pacsato» d'Italia - fa seguito a quella di due cittadini vecchianesi che hanno cercato di interessare della vicenda il sindaco di Vecchiano, Pardini».
«Siamo rimasti molto male - dicono i due cittadini vecchianesi - quando eravamo al carnevale con i nostri bambini e proprio nel momento della foto di rito notiamo che il carro oltre ad avere i quattro sarti in padella aveva anche il menu».
«Evidentemente - continuano i due - gli ideatori del carro, sicuri di scatenare nei lettori fragorose risate, hanno scritto "Finocchi al gratin","Polenta e uccelletti", "Pasta alla puttanesca", "Finocchiona e culatello".
«Noi non abbiamo riso - dichiarano i due residenti -, se ci fossero state le caricature di quattro ragazzi di colore o quattro portatori di handicap con tanto di menu che sottolineavano le loro diversità, tutti si sarebbero indignati, ma ciò non accade per i gay perché la loro derisione è comunemente accettata».
«Che poi la si promuova in piazza - interviene De Giorgi - è ancor più grave, soprattutto in un contesto in cui il destinatario del messaggio è il bambino».
«Se facciamo crescere i nostri figli in un ambiente in cui è scontato lo sfottò di una categoria d'individui - gli fanno eco i due vecchianesi - da grandi saranno convinti che è normale farlo». Il problema dunque sembra quello del motto che «a carnevale ogni scherzo vale» oppure si può scomodare il diritto di satira. Fatto sta che da tre settimane i due vecchianesi cercano numi dal sindaco che li ha ricevuti e li ha messi in contatto sia con l'assessore alla cultura che con gli organizzatori del carnevale.
«Dinanzi a questo fatto - spiegano i due - dicono di trovarsi impotenti anche il sindaco Rodolfo Pardini e l'assessore alla cultura e alla pubblica istruzione Serena Dilda, contattati da noi 3 volte. Quest'ultima ha addirittura imputato alla nostra particolare sensibilità il trovare così offensive quelle frasi e ha ridimensionato l'importanza dell'accaduto a causa della mancanza di un cospicuo numero di persone che lo contestassero. Come se il singolo cittadino dovesse fare una raccolta di firme per essere ascoltato su una questione di civiltà che le istituzioni in primis hanno il dovere di difendere». Fatto sta che per la terza domenica il carro ha continuato a sfilare liberamente.
A nostro avviso - insistono sul punto i due genitori indignati - le istituzioni, soprattutto quelle che rappresentano un "Comune che ripudia ogni forma di guerra", come si legge appena si entra in Vecchiano, hanno il dovere di prendere pubblicamente distanza dall'accaduto. Non si può fare derisione dell'omosessualità visto che il compito è educare il pensiero e non permettere discriminazioni».
Concludono i due vecchianesi: «Se il Comune fosse stato di destra ne sarebbe venuto fuori un caso nazionale. Non guasterebbe anche un po' di rispetto delle opinioni di noi genitori, dal momento che siamo proprio noi a finanziare con i biglietti dell'anno scorso il carnevale di quest'anno. Nessuno nega la libertà di parola, ma solo finché non escluda quella altrui».
Carlo Venturini
openmind | 14 Febbraio, 2007 20:09
Il giornale de la Repubblica mostra in anteprima i tesori ritrovati nei faldoni dell´Archivio di Stato. Genova era già all´avanguardia...Il pacs medievale, ecco le carte del documento del 1482 che sancisce l´unione fra un maestro e un cartaio.
Una promessa scritta reciproca di "stare, abitare e vivere come fratelli e veri soci in comunione e fraternità e di dividere il pane e il vitto come è giusto che sia", articolo di MICHELA BOMPANI ..

****************************************************
Francesco de Barlis, maestro di scuola, e Giorgio Ardizzone, mastro cartaio, all´hora nona del 26 novembre 1482, si recano dall´eminente notaio Andrea De Cairo, pure cancelliere della Curia, che proprio sotto la dimora dell´arcivescovo ha l´ufficio.
Un "proto-Pacs" medievale. Si promettono reciprocamente di «stare, abitare e vivere come fratelli e veri soci in comunione, società e fraternità e di dividere il pane e il vino e il vitto, come è giusto che sia». E questo sarà «in perpetuum», per sempre, e in modo che «questa società, in nessun tempo, possa essere dissolta nella loro vita e finché vivranno». Francesco e Giorgio - come si legge in uno dei documenti ritrovati, che Repubblica ha potuto visionare - si presentano davanti al notaio puro corde, con cuore puro. E l´espressione non sembra casuale, ma mirata a mettere in fuga ogni maldicenza. Sono spinti a stipulare questo accordo da espliciti sentimenti di affectio, dilectio, benevolentia, e confidentia che li legano. E questi termini, spiega Alfonso Assini, direttore coordinatore dell´Archivio di Stato di Genova, sono davvero molto forti. Scritti da un notaio che sapeva ben calibrare, come tutti i suoi colleghi, ogni parola. È ovvio non trovare alcun cenno più esplicito al legame tra i due contraenti, perché siamo nel Medioevo e la sodomia, ricorda Assini, era uno dei peccati più gravi, punti con la morte.
Ciò non toglie, con buona pace dei "teodem", che fu proprio De Cairo, un notaio che molto lavorò per la Curia genovese e per il suo arcivescovo, a redigere almeno tre atti del genere, contratti nella seconda metà del Quattrocento tra persone dello stesso sesso. In tutti i casi, due uomini. Li ha scoperti, per caso, Valentina Ruzzin, archivista, che insieme ad altre quattro studiose, sta lavorando al progetto di riordino del "Fondo notai antichi" all´Archivio di Stato di Genova, diretto da Paola Caroli, e sotto il coordinamento scientifico di Assini e della Società ligure di Storia Patria. Il progetto, della durata di quattro anni, è finanziato dalla Direzione generale degli Archivi, del Ministero dei Beni culturali. Il gruppo di lavoro ha il compito di riordinare i fogli scompaginati di oltre 1300 filze, riattribuendo a ciascun notaio gli atti effettivamente redatti. Spesso non occorre leggere i documenti, ma talvolta il testo aiuta a stabilirne la paternità: ecco perché Ruzzin è incappata in questi clamorosi atti. Almeno sei, di notai diversi, ma emersi da una lettura appunto sporadica.
In questo "pacs" medievale, viene anche regolata l´eredità: «Quando uno dei due uomini morirà, l´altro sarà erede e successore di tutti i beni». Il documento si conclude con la descrizione di una breve cerimonia con cui Francesco e Giorgio sanciscono ciò che si sono appena promessi: «Per dare solennità a quest´atto, i due si abbracciano, si stringono la mano, e si scambiano un bacio di pace». Un gesto, quest´ultimo, che non indica nulla, chiarisce Assini, perché era pratica comune scambiarsi un bacio, ad accordo concluso. Ad aver ulteriormente incuriosito Assini e le studiose è il numero di testimoni, citati in fondo all´atto. «Normalmente erano due - spiega Assini - in questo atto e negli analoghi sono cinque, tanti si convocavano solo per i testamenti». Questo, dunque, potrebbe essere indizio della delicatezza e dell´importanza del documento.
Non solo. La scelta di Andrea De Cairo, notaio eminente e attivissimo nei lavori della Curia, potrebbe essere stata necessaria e anche strategica. «De Cairo aveva una pratica immensa, solo un notaio con tanta e tale esperienza garantiva un atto di questo tipo con le formule giuste, incontestabili - riflette Assini e aggiunge - e poi, forse, non è da escludere che la sua preminenza nell´ambito ecclesiastico potesse mettere al riparo da sospetti un tipo di contratto del genere».
Centro di iniziativa_
******Gay******
*****Lesbica*****
******Bisex ******
********Trans********
opencatania@tiscali.it
tel.3406839852
| « | Febbraio 2007 | » | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa | Do |
| 1 | 2 | 3 | 4 | |||
| 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 |
| 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 |
| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 |
| 26 | 27 | 28 | ||||