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openmind | 22 Gennaio, 2007 09:37

Eh sì. Nonno Libero, alias Lino Banfi, potrà essere davvero ricordato come colui che sdoganò lesbiche e gay sulla televisione italiana, aprendo la strada al vero cambiamento dei costumi nelle famiglie e negli strati più conservatori della società. Come? Con la fiction!
Dopo "Il padre delle spose", con una correttissima storia di due donne con bambina, adesso la tv made in Italy avrà la prima coppia gay ufficiale e convivente di una fiction seriale. Addirittura con una bambina figlia di uno dei due uomini. La rivoluzione - anticipata da Tv Sorrisi e Canzoni - finirà in prima serata tv, su Raiuno, grazie a Un medico in famiglia, la serie più tradizionale del piccolo schermo italico.
Il medico Oscar (che già era gay, ma finora casto e senza partner) nella quinta serie conoscerà un altro medico, pediatra, ci si fidanzerà e andrà a convivere, in un ménage con la figlia piccola. Già pregusto l'orrore del Moige, dell'Osservatorio sui minori e di Paola Binetti, che tuonerà spiegando che le coppie gay con figli "non sono nel programma di governo".
Ma il progresso che non ci ha portato la politica, lo conquisteremo via tivvù.
Grazie, Nonno Libero.
openmind | 21 Gennaio, 2007 09:56
openmind | 20 Gennaio, 2007 09:50

Genova, udienza del processo Diaz, mercoledì 17 gennaio 2007. Al tavolo degli imputati ci sono 29 agenti e funzionari di Polizia che fecero irruzione nella scuola dormitorio la notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 durante il G8 di Genova (93 persone picchiate e arrestate e poi prosciolte dai giudici e divenute parte offesa). Tutti sono accusati, a vario titolo, di lesioni gravi, violenza privata, danneggiamenti, perquisizione arbitraria, percosse. Ma anche di falsità ideologica, calunnia per aver orchestrato il ritrovamento nella scuola adibita a dormitorio di due bombe molotov e di aver "preconfezionato" l´accoltellamento di un´agente. Il tutto allo scopo di giustificare in qualche modo il blitz e la mattanza che ne è seguita.
All’inizio dell’udienza di mercoledì gli avvocati difensori chiedono che siano portate in aula le bottiglie molotov. «Tra il pubblico si sbadiglia, che sarà mai, ci si chiede – si legge sul sito di Supporto Legale (un gruppo di volontari che segue i processi e diffonde le notizie in Rete) - Un'ora, traffico permettendo, e le molotov arrivano, perché tutta questa confusione? Il perché è presto spiegato: le molotov non ci sono. Non si trovano in Questura, anzi risultano ancora repertate nel fascicolo contro i ragazzi e le ragazze aggredite all'interno della scuola Diaz e non in quello del processo in corso».
Il tribunale ha così interpellato il responsabile dell'ufficio corpi di reato, Sergio Bruschi, ed il vicequestore Borrè, che aveva compiuto per conto della Procura una serie di indagini, ma nessuno dei due è stato in grado di indicare dove ora si trovino le due bottiglie molotov, che furono sottoposte ad accertamenti di polizia scientifica in Questura.
Dato che le molotov non si trovano il tribunale ha ordinato che non potranno essere ascoltate le testimonianze relative alle bottiglie incendiarie fintanto che queste non saranno ritrovate. Il processo proseguirà con l'escussione di testi non collegati al ritrovamento delle molotov.
Ora le ricerche proseguiranno, ma fintanto che non saranno trovate le bottiglie incendiarie il processo rimarrà congelato nella sua parte più delicata. Senza contare il fatto che per alcuni reati c’è il rischio prescrizione. «Le fotografie di un oggetto - ha commentato l'avv. Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani - non possono sostituire l'oggetto corpo del reato, che deve essere materialmente riconosciuto».
«Tragicommedia all'italiana, condita da suspence delle grandi occasioni – commentano amaramente su Supporto Legale - che siano finite nella scatola nera di Ustica?»
Il senatore Francesco Ferrante (Margherita) e la vice presidente del gruppo di Rifondazione a Montecitorio, Graziella Mascia, annunciano interrogazioni parlamentari sulla vicenda. Mentre il deputato del Pdci Orazio Licandro torna a chiedere una commissione d'inchiesta su Genova. E il senatore Graziano Mazzarello (Ulivo) ha scritto ai due presidenti dei gruppi dell' Ulivo alla Camera e al Senato perchè ci sia un'iniziativa dei gruppi parlamentari dell' Ulivo per dar vita finalmente alla Commissione di inchiesta sulle questioni del G8.
openmind | 19 Gennaio, 2007 16:50

Si è “incantato il Papa”. Si riferisce alla continua reiterazione vaticana del concetto secondo cui i “Pacs” minaccerebbero la famiglia; reiterazione di un concetto espressa persino ieri, parlando di fronte al corpo consolare accreditato in Vaticano, ovvero di fronte al mondo intero, ovvero di fronte a paesi che hanno anche, nel proprio ordinamento, il matrimonio omosessuale. Neppure un riferimento esplicito all’equiparazione totale avvenuta in questi paesi e questo rende evidente, anche in questa circostanza, che Benedetto XVI considera l’Italia come un territorio su cui il Vaticano ha mire privilegiate per far rispettare le sue convinzioni etiche e morali (peraltro non è una novità). Spiacevole certamente, ma non stupefacente. Il Papa ormai lo sappiamo che si è “incantato”, ma preferiremmo dire, si è “impuntato” su questa piccola ma importante legge di una nazione piccola piccola rispetto al mondo intero, dimenticando per qualche minuto il suo mandato – sicuramente nella circostanza di ieri – di messaggero “omnia mundi”.
Eppure, se è vero che il Papa ha ripetuto per l’ennesima volta un concetto ispirato ad una proposta di legge tutta italiana di fronte al resto del mondo, è altrettanto vero che a questa “reiterazione” ha dedicato un tempo davvero minimo, durante il suo discorso. Il Papa ieri ha soprattutto parlato di un sistema economico da riformare radicalmente perché produce milioni di morti di fame nel mondo. Ha parlato contro il concetto liberale e liberista secondo cui “chi persegue il proprio benessere, persegue anche il benessere di chi gli sta intorno”, ha parlato a favore di una necessità assoluta di redistribuzione dei redditi a livello mondiale: insomma ha parlato contro le “pietre di volta” di un capitalismo senza correttivi. Inoltre ha parlato di salvaguardare l’ecologia del pianeta, altro nodo che si scontra nettamente contro “l’interesse privato” perché, affinché sia efficace potrebbe costare tantissimo e costringere il mondo intero a cambiare radicalmente abitudini.
Ebbene solo il Tg di “nicchia” RaiNews24” ha riassunto il discorso papale riferendo questi concetti di gran lunga prevalenti nell’intervento papale.
A questo punto chiediamo ai solerti politici che, anche loro “incantati”, ripetono costantemente “bisogna ascoltare le parole del Papa”, riferendosi esclusivamente ai Pacs, di indicarci quale sarebbe la loro via per un radicale cambiamento dell’economia mondiale chiesto dal Papa. Fra i sistemi economici conosciuti, dovrebbero abbracciare come minimo una “socialdemocrazia ecologista” ricca di wellfare e di interventi costosi per salvaguardare il pianeta. Invece silenzio assoluto.
Bisogna ascoltare il Papa per i Pacs. E per la legge Bossi Fini fu ascoltata la posizione della Chiesa? Per la legge “Maroni” che precarizza il lavoro rendendo difficile farsi una famiglia, fu ascoltato?
Un po’ di coerenza signori: o lo seguite sempre o lavorate da laici, per favore, qualsiasi siano le dichiarazioni vaticane.
Milioni di coppie aspettano diritti in Italia. Miliardi di persone hanno fame in mezzo mondo. Provate a seguire il Papa per le cose più importanti e più popolari e condivise da ogni persona con senso civico e morale (laico, ateo, cattolico o d’altra religione). Perché l’accoglienza degli extracomunitari, i diritti alle persone con handicap, la contrapposizione netta alla guerra, nuove regole di redistribuzione dei redditi sia per i poveri italiani, sia per chi muore di fame in tutto il mondo, sono questioni trasversali. Seguireste il Papa e avreste tanta popolarità, senza spaccare in due l’Italia.
Il Papa sopravviverà ai Pacs, così come convive con Divorzio e Aborto e Unioni Civili/Matrimoni gay perché il Vaticano sorge in una Europa laica, ma potrebbe non sopravvivere e con lui nessuno, se non ci svegliamo sull’ecologia del pianeta.
On. Binetti, Gasparri ecc., non incantatevi anche voi sui PACS, grazie. Il Papa si sarà pure incantato ma continua ad incantarsi sulla fame nel mondo e per la pace senza nessun portavoce cattolico del nostro panorama politico che traduca in politica i suoi appelli.
COMUNICATO STAMPA - Mirella Izzo - presidente onoraria Crisalide - AzioneTrans – onlus
openmind | 18 Gennaio, 2007 16:43

FORLANI PAOLO (1961)
SEGATTO MONICA (1964)
PONTANI ENZO (1965)
POLLASTRI LUCA (1970)
IMPUTATI
Delitto p. e p. dagli art. 113, 51, 55, 40 cpv 589 c.p. perché, in cooperazione tra loro e consapevoli ciascuno della condotta altrui, in qualità di agenti componenti le volanti alpha 2 e alpha 3, intervenuti in via Ippodromo a seguito di chiamate di privati cittadini che avevano segnalato la condotta molesta e di disturbo di un giovane (successivamente identificato in Federico Aldrovandi), con colpa consistita nell’eccedere i limiti dell’adempimento di un dovere ed in particolare:
cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi determinato da insufficienza cardiaca conseguente a difetto di ossigenazione correlato sia dallo sforzo posto in essere dal giovane per resistere alle percosse sia alla posizione prona con polsi ammanettati che ne ha reso maggiormente difficoltosa la respirazione.
In Ferrara il 25 settembre 2005
openmind | 17 Gennaio, 2007 09:16

"Caro Bush, devi mostrare più coraggio, devi mandare 28 milioni di soldati in Iraq»
Caro Presidente,
intanto grazie per il tuo discorso alla Nazione, è bello sapere che ci parli ancora dopo quello che ti abbiamo combinato a novembre. Ascoltami, posso essere franco? Mandare ancora 20.000 uomini non mi pare sufficiente a sistemare le cose. Vorrebbe dire soltanto riportare il numero di soldati ai livelli dell'anno scorso. E noi già perdevamo l'anno scorso! Abbiamo già spedito in Iraq più di un milione di uomini dal 2003. Poche migliaia in più non sono lontanamente sufficienti a trovare le armi di distruzione di massa che cerchiamo! Cioè, voglio dire... a trovare i colpevoli dell'11 settembre e portarli alla giustizia! No scusami, dimentica anche questa... vediamo.. ah ecco: a portare la democrazia in medio oriente! Ottimo, proviamo questo..
Presidente, devi mostrare molto più coraggio, vecchio mio. Questa la devi vincere. Caspita, hai beccato Saddam, no? L'hai appeso all'albero più alto! Non male il video, pareva di essere tornati nel buon vecchio west col boia più delinquente del ladro di cavalli, con linciaggi e tutto il resto. Guarda, lo devo ammettere, sono imbarazzato per il guaio in cui ti sei infilato. Come ha detto una volta Ricky Bobby se non sei primo, sei l'ultimo. E, sinceramente, il fatto che tu venga umiliato di fronte a tutto il mondo in questo modo, non porta niente di buono a noialtri americani.
Capo, dammi retta. Tu ci devi mandare milioni di soldati in Iraq, non migliaia. L'unico modo per sfangarla stavolta è inondare l'Iraq con milioni di noialtri! Ok, ho capito che sei a corto di soldati, allora guardati un po' in torno. Devi farti entrare in zucca che l'unico modo per far fuori un paese di 27 milioni di abitanti, l'Iraq, è mandarci almeno 28 milioni di americani. Ecco, così funzionerebbe...
Facile: i primi 27 milioni accoppano un iracheno ciascuno, così la ribellione si sistema in quattro e quattrotto, L'altro milione si ferma lì e ricostruisce il paese, facile,
no? Ora, prevedo la tua domanda: dove li trovo 28 milioni di americani pronti a partire per l'Iraq?%
openmind | 16 Gennaio, 2007 16:39
Due radio fuori dal coro che si possono ascoltare in streaming, il martedì dedicano spazio alle tematiche GLBT, da non perdere il martedì autogestito di radio ondarossa e l'altro martedì di radio popolare, di seguito l'intero palinsesto per ascoltare la radio in streaming basta cliccare sul link

-------> Martedi autogestito da femministe e lesbiche | |
| 17,10 | Musica di donne da tutto il mondo |
| 18.00 | Agenda |
| 19,30 | Giornale Radio |
| 20,00 | Spazio Comunic/azioni |
| 20,15 | Approfondimento |
| 21,00 | E' una calamità di cui ci rendiamo perfettamente conto (a cura del coord. lesbiche romane) |
http://radio.dyne.org:8000/ondarossa.mp3
l l'altro martedi http://www.radiopopolare.it/fileadmin/poplive/live.asx martedì16 gennaio dalle ore 22.40 alle 23.30PIER PAOLO PASOLINI:
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ASPETTANDO ZAPATERO L'Altro Martedì è da 26 anni la storica trasmissione gay e lesbica di Radio Popolare. Anche nella prima stagione dell'era Prodi, il programma ospiterà diverse personalità della comunità gay/lesbica/trans per offrire agli ascoltatori più punti di vista. Ad avvicendarsi ai microfoni ci saranno: Aurelio Mancuso, segretario nazionale di Arcigay, che attraverso la rubrica "Europa ri-chiama Italia" ci dirà se davvero il nostro Paese si metterà in linea con gli altri stati sui diritti degli omosessuali; Daniela Danna, sociologa e storica del movimento lesbico, che analizzerà le ultimie ricerche sugli orientamenti sessuali; Daniele Bocchetti, co-responsabile della sede milanese di Crisalide AzioneTrans, che racconterà storie invisibili e diritti negati delle persone transessuali. Per le rubriche culturali Piergiorgio Pardo, cantante e dj, con "Like a rolling Stonewall" porterà in trasmissione canzoni e personaggi gay and lesbian che hanno infranto, valicato e colorato il muro di Stonewall; Paolo Pedote, giornalista e scrittore, presenterà registi gay, che attraverso i loro film hanno rivoluzionato il concetto di corpo gay e infine Massimo Basili, fumettista, introdurrà autori e autrici omosessuali che disegnano fumetti militanti.
Ogni primo martedi del mese, inoltre, sarà realizzata una rassegna stampa dei principali periodici europei a tematica omosessuale: vi segnaleremo gli articoli da non perdere. |
ogni martedì dalle ore 22.40 alle 23.30
a cura di eleonora dall'ovo, emiliano placchi e paolo ruiu
Per intervenire in diretta telefonare allo
02.33.001.001 oppure scrivare a omomail(at)radiopopolare.it
openmind | 15 Gennaio, 2007 16:12

Da La Repubblica:
A Pascarola i fedeli protestano e ottengono la cessazione di una serie di incontri promossi dal parroco Capuano
di EMILIO MARCHESE
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Niente più omosessuali in chiesa. Lo ha deciso il vescovo di Aversa, Mario Milano, che ha vietato a padre Edoardo Capuano, parroco della chiesa di San Giorgio Martire di Pascarola, di continuare il programma pastorale contro l´emarginazione degli omosessuali.
Pare che "La perla", il nome scelto per il gruppo di preghiera, abbia scosso l´intera cittadinanza. Da qui la richiesta dei fedeli al vescovo di fermarli e «di cacciarli via». Il gruppo era composto da gay e lesbiche. Si incontravano in chiesa per confrontarsi e raccontare le discriminazione che subiscono ogni giorno.
Nelle intenzioni di padre Capuano, «il gruppo doveva combattere l´emarginazione sociale che vivono gli omosessuali». Un´interpretazione della carità cristiana poco condivisa dai cittadini di Pascarola che si sono opposti con sdegno a questa "apertura" verso la diversità.
I fedeli hanno contestato l´iniziativa e, nel colloquio con il vescovo, hanno accusato il parroco della chiesa di Pascarola provocando l´immediato intervento di Milano che ha "consigliato" a padre Edoardo di mettere fine al gruppo di preghiera. Il parroco ha cercato di trovare una soluzione al problema: «Ho tentato di far capire che non c´era nulla di male negli incontri», dice Capuano, «il mio intento era quello di integrare queste persone parlando dei loro problemi, della loro vita ordinaria, ma questo a qualcuno non è piaciuto».
La "cacciata degli omosessuali" non è nuova a Pascarola. Già sei anni fa, gay e lesbiche furono allontanati da tutte le attività praticate nella parrocchia. «Colpa del parroco», commentano. «Una persona troppo libera ed esplicita nei suoi modi di agire», lo accusano.
Tra i nemici dei pascarolesi non ci sono solo gli omosessuali. La "gente" ha criticato anche l´altro gruppo di preghiera messo su da padre Eduardo e dedicato a "Edith Stein", la prima martire cattolica di origine ebraica a essere canonizzata. Questo secondo gruppo doveva essere un supporto e un punto d´incontro per famiglie con figli tossicodipendenti e disabili, coppie in attesa di adozione o giovani in crisi. Anche in questo caso la protesta è stata molto forte. «Una iniziativa inopportuna, non sta bene mettere in piazza i propri problemi», il commento dei parrocchiani.
Centro di iniziativa_
******Gay******
*****Lesbica*****
******Bisex ******
********Trans********
opencatania@tiscali.it
tel.3406839852
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