Open Mind

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A un PaCS dal ridicolo..

openmind | 23 Gennaio, 2007 19:23

  articolo scritto e pubblicato nel blog di elfobruno
Un'abitudine molto in voga tra i nostri parlamentari è quella di prendere i paesi stranieri come modello per fare le leggi in Italia. Ai tempi del maggioritario, ad esempio, si parlava di doppio turno alla francese - o di proporzionale alla tedesca (si noti il mio rispetto per la par condicio); quando Bossi e la Lega ponevano il problema della secessione alla cecoslovacca (e non di devoluscion, con fonetica adattata) gli facevano eco i sostenitori del federalismo alla maniera del Belgio.
E così via dicendo, fino ad aprire le proprie frontiere allo sfruttamento alla cinese (vedi industriali & Co.), il kamikazismo alla giapponese (molto in voga a sinistra) e la laicità alla vaticana (ibidem).

Lo stesso problema si è posto al momento di parlare delle unioni civili - e non chiamatelo PaCS, per carità di Dio e dei suoi rappresentanti in terra - quando il modello di riferimento è stato, per l'appunto, la soluzione adottata in Francia, dove il patto civile di solidarietà è nato.

La legge che dovrebbe scaturire - e mai il condizionale fu così d'obbligo - e che forse mai vedrà la luce in Italia, almeno per le prossime due maggioranze di governo, vede il riconoscimento di una serie di diritti fondamentali in materia patrimoniale e successoria, in ambito previdenziale e lavorativo - attraverso una serie di norme antidiscriminatorie - e il permesso di soggiorno per il partner extracomunitario; accanto ai diritti ci sono pure i doveri, è ovvio, quali ad esempio quello di assistere il partner in caso di malattia. E tutto questo passa attraverso il riconoscimento pubblico e giuridico attraverso un apposito registro al cospetto di un uffuciale di stato civile.

E queste sono le intenzioni. Buone%

 (Continua)
 
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