http://openmindcatania.ilcannocchiale.it/
--email: opencatania@tiscali.it ---
openmind | 09 Novembre, 2006 17:20

Graziella, fu uccisa a 17 anni dalla mafia e senza giustizia dopo 21 anni.
Grazie all’indulto, il quattro di novembre Gerlando Alberti jr. è uscito dal carcere di Parma,
dove scontava altre condanne, ma non l’ergastolo per l’omicidio di Graziella Campagna.
L'associazione antimafia "Rita Atria" fa un appello al presidente della repubblica affinchè sia fatta giustizia, e sta raccogliendo le firme
http://www.ritaatria.it/raccolta_firme.aspx
Per chi non ricordasse la storia di Graziella
http://www.ritaatria.it/Leggi-le-storie.aspx?id=1
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=4225
Grazie a tutt* voi
openmind | 06 Novembre, 2006 17:41
"Quando Rauda Morcos senti' dire che c'era una mailing list per le lesbiche
palestinesi, dapprima non riusci' a crederci. "Pensavo fosse uno scherzo.
Prima d'allora, credevo di essere l'unica lesbica al mondo a parlare arabo"....
La lista certamente non era uno scherzo, ma in una societa' in cui le
relazioni fra persone dello stesso sesso sono ancora tabu', le aderenti alla
lista tenevano molto alla privacy. L'unico modo per aggiungersi era tramite
una raccomandazione personale.
"Alla fine riuscii ad iscrivermi", ricorda Rauda, "E scoprii che c'erano un
bel mucchio di donne lesbiche, anche se non potevano dirlo apertamente".
Dopo aver corrisposto via e-mail per qualche mese, Rauda penso' che sarebbe
stato bello incontrare di persona alcune delle donne invisibili e nel
gennaio 2003, assieme all'amica con cui condivide l'abitazione, organizzo'
una riunione.
openmind | 06 Novembre, 2006 17:07
openmind | 05 Novembre, 2006 10:08

Il 2 novembre di trent’un anni fa, Pier Paolo Pasolini fu ammazzato a calci e pugni sul litorale di Ostia. Moriva per mano di Pino Pelosi, poco più che un ragazzo allora.
Quest’oggi, come ogni anno il giorno dei morti da quel giorno, il poeta di Casarza viene commemorato da quanti non vogliono che il ricordo di lui sbiadisca, primo fra tutti Massimo Consoli. L’appuntamento, per chi volesse esserci, è per mezzogiorno all’Idroscalo, il luogo dove fu ucciso.
Un giorno, questo due novembre, per non dimenticare chi ha fatto la poesia e non solo.
Riflessione sulla morte di Pasolini
Edito originariamente in "Pride", ottobre 2006
Cosa significa oggi Pier Paolo Pasolini, a 31 anni dalla morte, soprattutto per chi non ha vissuto i suoi anni e non ha conosciuto l'Italia di allora?
Pasolini era nato a Bologna il 5 marzo 1922 ed è stato ucciso ad Ostia (Roma) il 2 novembre 1975.
In questi giorni si sono moltiplicate le iniziative per ricordarlo: convegni, interventi artistici, proiezioni dei suoi film o mostre praticamente in ogni città del paese, organizzate da associazioni culturali e più spesso da istituzioni pubbliche.
Per ricordare che è stato un grande poeta e romanziere (ha pubblicato a partire dal 1943), un regista innovatore e molto conosciuto (il suo ultimo film, Salò, è uscito postumo due mesi dopo la morte), un giornalista instancabile, un intellettuale impegnato e lucidissimo nell'interpretare la società italiana.
Sembrerebbe il profilo di un uomo di successo e di potere, amato e riconosciuto come un grande dai suoi contemporanei ma Pasolini, sebbene toccato dalla fama, era soprattutto un personaggio scomodo.
Il doppio binario della sua esistenza, di omosessuale che dichiarava la sua omosessualità e la viveva pubblicamente quanto l'epoca permetteva, e la sua fortissima presenza artistica e intellettuale mai accondiscendente e scontata, facevano di lui un personaggio odiato e continuamente attaccato.
A Pasolini la società italiana non piaceva per molte ragioni, complesse e motivate, e soprattutto non amava il potere (politico, economico) che stava spingendo, secondo lui, l'Italia verso il baratro culturale e umano. L'Italia dell'italiano medio, piccolo borghese, che lui respingeva con tutte le sue forze, e che stava distruggendo la poesia, la bellezza, l'ingenuità, la sensualità delle classi popolari, imponendo attraverso il consumismo nuovi valori ("Un edonismo... ciecamente dimentico di ogni valore umanistico").
E il suo dolore era anche quello di un omosessuale che vedeva, giorno dopo giorno, notte dopo notte, con l'avanzare dello sviluppo capitalistico, svanire o cambiare in peggio quel dolce mondo omoerotico dell'Italia post bellica, fatto di incontri furtivi, ma puri e onesti, lontani dalla violenza, dal cinismo, dalla nevrosi. E Pasolini queste cose le diceva nelle interviste, le scriveva nei suoi libri e sui quotidiani.
Oggi, in questa commemorazione del poeta, la scomodità e la complessità del suo pensiero e della sua azione vengono molto spesso edulcorate e sembra quasi dimenticato che Pasolini è stato perseguitato, umiliato, insultato, aggredito per il suo modo di pensare controcorrente e per la sua omosessualità.
Oggi uno come Pasolini difficilmente siederebbe nell'assurdo salotto di Vespa o scriverebbe, come faceva allora, sulla prima pagina del "Corriere".
Oggi l'Italia è diventata più perbenista, più superficiale, più omologata, più ossequiosa nei confronti del potere. Proprio come Pasolini temeva e denunciava, profeta allora spesso deriso.
Ora che non c'è più, un po' tutti provano ad accaparrarsi la sua monumentale eredità artistica e intellettuale, ma offuscando o omettendo il suo coté gay e le persecuzioni che ha subito, oppure facendo finta di scoprirli ora per primi.
Ma non è così, perché il giorno stesso della morte il movimento gay dichiarò "è morto uno di noi". E Angelo Pezzana (del Fuori) scrisse sull'"Espresso" del 9 novembre 1975 che Pasolini era stato ammazzato in quanto gay, come decine e decine di altri poveri omosessuali assassinati. E come purtroppo succede ancora oggi.
E ancora oggi autorevoli personaggi della politica e della cultura fanno fatica ad accettare la tremenda e semplice verità: che i gay vengono ammazzati proprio perché gay, ed è questo che è accaduto anche a Pasolini, anche se non sapremo mai i dettagli, essendo unico testimone ed assassino reo confesso quel balordo di Pino Pelosi.
Anche per questo trovo importante avere presente che Pasolini tuttora "è uno di noi", e mi sembra che l'abbia detto molto bene Massimo Consoli, con più ottimismo di me, proprio in questa ultima ricorrenza:
Ci piace ricordare che questo nostro impegno non è passato inosservato, e non sono stati pochi quelli che si sono accorti che il ricordo costante di Pier Paolo Pasolini nell'anniversario della sua morte è qualcosa che appartiene di diritto alla nostra comunità, prima ancora che a chiunque altro.
Prima di chiunque altro rivendichiamo il diritto di appartenenza del ricordo di Pasolini, perché lui ha vissuto sulla sua pelle le ingiustizie, le ipocrisie, le offese che tutti noi gay di quelle generazioni (e in forme diverse anche della generazione dei nuovi ventenni) abbiamo vissuto o temuto.
Prima di chiunque altro Pasolini ha rappresentato con la sua esistenza irrequieta e "scandalosa" le contraddizioni di un omosessuale nuovo e indomito, che non si è piegato, non si è cosparso il capo di cenere, non si è vergognato della sua omosessualità.
openmind | 04 Novembre, 2006 10:04
openmind | 03 Novembre, 2006 10:18

openmind | 03 Novembre, 2006 09:42
Chicago, Illinois. Piccola di statura, Judy Shepard sale sul podio e si avvicina al microfono. "Non sono una oratrice di professione", dice al pubblico, centinaia di adolescenti e di giovani. "Sono - dice loro - una madre con una storia". Era una insegnante, una ragazza di campagna del Wyoming, diventata suo malgrado un'attivista politica dopo il brutale assassinio di suo figlio gay ventunenne, Matthew Shepard, avvenuto a Laramie otto anni fa. Da allora, Judy chiede al governo protezione contro i "crimini di odio" e in questa occasione, intervenendo nelle elezioni a medio termine americane, lo fa fianco a fianco con la famiglia di James Byrd Jr., ucciso a Jasper, nel Texas, lo stesso anno in cui suo figlio Matthew mori'. Conduce la sua campagna in tutte le università del paese, invitando i giovani a votare e a fare pressione sui rappresentanti politici perchè vengano rispettati i diritti umani. E li esorta a muoversi in prima persona. "Dove sono i giorni in cui avete messo in discussione l'autorità? Voi non gridate, non urlate, ma dovreste essere furiosi - furiosi, furiosi, furiosi", ha detto con la sua voce gentile ma ferma agli studenti della Chicago Roosevelt University. E, alla fine dell'incontro, ha distribuito a tutti un bottone con la foto di suo figlio e la scritta: "Votate - Per me".
Il ventunenne Matthew Shepard fu ucciso brutalmente a causa del proprio orientamento sessuale nel 1998.
openmind | 02 Novembre, 2006 20:12
Gerusalemme: atmosfera di festa al Gay Pride
Per la seconda volta in due giorni gli ultraortodossi della setta Haredi
sono scesi in piazza a Gerusalemme per protestare contro la marcia del
World Gay Pride del 10 novembre. E, anche questa volta, ci sono stati scontri
con la polizia, lanci di pietre e bottiglie, barricate con i cassonetti
della spazzatura e incendi nelle strade, arresti. Un autista di taxi,
circondato dai manifestanti, è stato salvato dai poliziotti. Gli ultraortodossi
erano più numerosi del giorno precedente e gli scontri sono stati più
violenti. La polizia ha fatto sapere che sta prendendo in considerazione la
decisione di vietare il Gay Pride di venerdi' prossimo per motivi di "sicurezza
nazionale", una decisione che comunque verrà presa dal governo.
L'alternativa sarebbe spostare il corteo fuori della città in un'altra
località.
www.365gay.com/Newscon06/11/110106jerusalem.htm
______________________________
Centro di iniziativa_
******Gay******
*****Lesbica*****
******Bisex ******
********Trans********
opencatania@tiscali.it
tel.3406839852
| « | Novembre 2006 | » | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa | Do |
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 |
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 |
| 27 | 28 | 29 | 30 | |||